Vladimir Putin

Recentemente, vi è stato un incontro fra Erdogan e Putin; in generale, nel pacchetto di proposte per un nuovo riavvicinamento tra i due Paesi, la parte importante è svolta dai progetti riguardanti il settore energetico con particolare attenzione al gas.

Alcuni esperti in Russia ritengono che, in realtà, siano questi la ragione principale dell’inaspettata riconciliazione con Ankara, e forse l’unica. Hanno affermato con sicurezza che, dopo un primo conflitto a causa del bombardiere russo abbattuto dall’aviazione militare turca, una conversazione telefonica tra i due presidenti abbia stabilito una riunione in un momento in cui Erdogan era disposto a fare concessioni nel progetto di energia.

Il tentativo fallito di colpo di stato in Turchia ed il sostegno immediato del Presidente Putin alla controparte turca hanno contribuito a delineare i rapporti in riavvicinamento. Di conseguenza, come ritengono alcuni esperti russi, la riunione a San Pietroburgo, fra i due presidenti, è stata davvero una vittoria strategica per la Russia.

Già dopo il primo “Majdan” (la rivoluzione arancione nel 2004) ed il deterioramento delle relazioni tra la Russia e l’Ucraina, la situazione ha fatto seriamente pensare ad una diversificazione delle forniture di gas per i consumatori europei. Così è nato il progetto “North Stream”, che trasporterebbe il gas dalla Russia passando prima attraverso il sistema ucraino di trasporto del gas (GTS).

Tuttavia, l’imprevedibilità delle decisioni del regime di Kiev ha costretto Mosca a decidere di costruire un nuovo e costoso, ma sicuro gasdotto, escludendo l’Ucraina. La Russia ha due principali strategie concorrenti che possono essere tradotte in realtà: il gasdotto “Nord Stream” e quello meridionale. Più precisamente, i due gasdotti meridionali “South Stream” (South Stream (SS)) e “Turkish Stream”.

Inizialmente, la Russia aveva fatto un’importante offerta per la costruzione del “South Stream”. Si tratta del più corto, e quindi del più economico ramo di gasdotto, che consentirebbe di fornire gas dalla Russia ai consumatori in Europa centrale e meridionale.

La posa dei tubi per il SS era già stata avviata, ma il progetto è stato improvvisamente interrotto a causa del Primo Ministro della Bulgaria, Borisov, il quale ha inaspettatamente rotto l’accordo con Mosca. La Bulgaria, Paese membro dell’Unione Europea, ha ricevuto un divieto da Bruxelles riguardo all’attuazione di un gasdotto in congiunzione con la Russia. Bruxelles si prende cura degli interessi economici dell’Ucraina, o meglio, del debito da questa contratto col FMI.

Nel caso dei gasdotti del Nord e del Sud, il bilancio ucraino sta perdendo 2 miliardi di dollari l’anno. Questa è probabilmente una sottostima, in quanto include solo i danni diretti, ed il conteggio si basa sulle tariffe annuali del il trasporto del gas che l’Ucraina aumenta ogni anno. Non meno tangibili sono le perdite politiche: Ucraina perderà lo status di paese di transito, e non sarà in grado di ricattare la Russia con la minaccia di tagliare le forniture di gas verso l’Europa.

Il rifiuto della Bulgaria di attuare il SS ha costretto la Russia a cercare un terreno comune con la Turchia. Tuttavia, i negoziati sono stati difficili. La disputa era basata su una visione diversa dalle due parti. La Turchia, infatti, avrebbe voluto che la Russia costruisse, a proprie spese, un gasdotto che conducesse le forniture di gas solo ai consumatori turchi, mentre la Russia aveva visto la Turchia come un naturale (in termini geografici) centro logistico per l’ulteriore trasporto di gas verso l’Europa meridionale e centrale . La fine delle controversie è stata posta dall’incidente dell’aereo russo, abbattuto dall’aviazione militare turca.

Fino a poco tempo fa, il progetto più realistico sembrava essere il “North Stream-2” (NS-2), che le lobby di Bruxelles e dell’Ucraina non appoggiano.

Per i consumatori italiani, le argomentazioni ucraine contro la costruzione del NS-2 per il trasporto del gas russo non sono infondate. Secondo gli esperti ucraini, il gas che viene ora trasportato verso l’Unione Europea attraverso il sistema ucraino di trasporto del gas è stato progettato principalmente per i consumatori dei Paesi dell’Europa centrale, orientale, meridionale e della Turchia; il transito attraverso l’Ucraina è più breve in confronto al NS-2, e quindi meno costoso.

Inoltre, all’interno dell’UE, la capacità di fornire gas a questi clienti attraverso il nord della Germania, dove il NS-2 termina, è insufficiente. Questo percorso che trasporta gas in Europa meridionale conduce ad interruzioni della fornitura di gas, e quindi ad un aumento del costo di questo per i consumatori.

Pertanto, la costruzione del NS-2 interessa la Germania, che otterrebbe lo status informale di monopolio nel trasporto di gas russo verso l’UE, mentre non è di alcun interesse per l’Europa centrale e meridionale.

L’incontro del Presidente Putin con Erdogan sembra aver aperto nuove possibilità per la realizzazione dei gasdotti meridionali alternativi. Secondo le parole di Erdogan a San Pietroburgo, Ankara è pronta a fornire il gas per l’Europa attraverso il “Turkish Stream”, in caso di una ripresa del progetto.

Probabilmente la Russia ha deciso di non continuare ad aspettare. Ma la vigilia della visita di Erdogan in Russia è stata segnata da un’altra dichiarazione importante nel settore energetico. L’8 agosto, il Primo Ministro Borisov della Bulgaria ha dichiarato che la Bulgaria e la Russia hanno deciso di istituire gruppi di lavoro al fine di ripristinare i progetti nel settore energetico in precedenza annullati, compresa la costruzione del gasdotto “South Stream”.

Le parole del Primo Ministro bulgaro sono state corrette il giorno successivo da Vladimir Putin: “La Bulgaria vorrebbe tornare su questo progetto, ma abbiamo sofferto alcune perdite a causa del fallimento dei partner europei nel progetto. Ora le intenzioni non bastano, abbiamo assolutamente bisogno di una nuova garanzia concreta di natura giuridica “.

La costruzione dei gasdotti “South Stream” e “Turkish Stream” è ancora molto lontana, ma tutt’altro che impossibile. È nell’interesse dei Paesi dell’Europa centrale e meridionale.

Silvia Vittoria Missotti

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