Pechino – Dopo aver messo in bacheca l’edizione 2013 quando sulla panchina sedeva Marcello Lippi, l’anno scorso scorso la miglior squadra della storia del calcio cinese si era fermata ai quarti di finale. Quest anno, grazie al lavoro di Felipe Scolari (67 anni da poco compiuti), che ha sostituito Fabio Cannavaro a giugno, il Guangzhou porta a casa la seconda AFC Champions League in tre anni, la seconda della sua storia, 23 anni dopo l’altra unica vittoria di un club cinese a livello continentale (Il Liaoning nella stagione 1889/1990 aveva vinto la Coppa Campioni asiatica).

Non è stata una finale entusiasmante quella che si è giocata tra Guangzhou e Al Ahli, almeno dal punto di vista del gioco espresso. Non sono però mancate le occasioni nei due match disputati (180 minuti tra andata e ritorno): entrambi sono stati dominati in lungo e in largo dai cinesi, ma la squadra di Dubai ha rischiato in più di un’occasione di segnare il goal in contropiede. All’andata, giocata al Rashid Stadium di Dubai, il portiere dell’Al Ahli si era aggiudicato la palma di migliore in campo, a conferma della superiorità del Guangzhou, andata più volte vicina al goal del vantaggio.

Il ritorno, giocato sabato sera al Tianhe stadium, ha dato invece ragione alla squadra di Scolari. A 10 minuti dall’inizio del secondo tempo, l’attaccante brasiliano Elkson, smarcatosi bene all’interno dell’area di rigore, ha fatto partire un esterno destro che ha regalato la vittoria alla sua squadra.

Nonostante la sconfitta, per l’ Al Ahli, alla prima finale di Champions della sua storia, ci sono più luci che ombre: è rimasta sempre in partita, ha mostrato molto carattere e una buona condizione atletica. Dall’altra parte, a parte qualche svarione difensivo che poteva costare molto caro, il Guangzhou si è dimostrata squadra più completa: più bilanciata, soprattutto grazie al lavoro dei due centrocampisti centrali Paulinho e del capitano Zheng Zhi, più matura (vedi il grande lavoro del difensore Zhang Lipeng, più volte associato a squadre europee, e di Elkson) e più talentuosa, anche se il brasiliano Goulart non ha brillato.

Nonostante la batosta, di qualche giorno fa, della mancata qualificazione al Mondiale di Russia 2018, i tifosi cinesi possono continuare a sognare.