Il massacro di Charleston è l’ultimo di una lunga serie di attacchi alle chiese afroamericane del sud. Storicamente le forze dell’ordine si sono rifiutate di considerarle crimini a sfondo razziale a meno che che i sospetti non avessero legami con certi gruppi, ignorando così il ruolo sociale del razzismo. Ma la maggior parte di questi crimini d’odio sono commessi da giovani maschi affiliati a tali organizzazione, con carnagione bianca e che crescono in una cultura pervasa dal razzismo.

Sulla scia degli omicidi delle nove vittime presso la chiesa di Charleston, nella Carolina del Sud questa settimana, molti hanno sottolineato il ruolo centrale della congregazione storica in una comunità afroamericana della città. Una delle vittime, Clementa Pinckney, è stata il pastore e il leader della comunità afroamericana che ruotava intorno alla chiesa.

Un gruppo di visitatori disse nel lontano 2013 che “Questo è un posto molto speciale perché questo sito, questa zona, sono legati alla storia e alla vita degli afroamericani dagli inizi del 1800. Il massacro richiama alla mente la lunga storia di attacchi di matrice razzista alle chiese afroamericane del sud, che sono mirati proprio a causa del loro ruolo non solo di luoghi di culto, ma anche di santuari e di spazi per le azioni comunitarie”. Gli attacchi contro le chiese afroamericane nel sud del paese proseguirono, intensificandosi di nuovo sulla scia del movimento del 1950 dei diritti civili.

Il 15 settembre del 1963 i bombardamenti della chiesa in Alabama, compiuti dai membri del KKK, che uccise quattro persone e ne ferì altre 20, segnarono un punto di svolta nella escalation della lotta per i diritti nel sud del paese. Nel 1990 le chiese afroamericane furono di nuovo bersaglio di un’ondata di incendi e bombardamenti incendiari.

Secondo l’istituto per gli Studi del Sud ben 230 incendi danneggiarono nell’arco di 21 mesi varie chiese a partire dall’agosto del 1994, quando i giovani bianchi legati alla fazione ariana neonazista gettarono una bomba molotov e aprirono il fuoco in una chiesa prevalentemente afroamericana a Clarksville, nel Tennessee. Gli assalitori lasciarono un biglietto su cui c’era scritto “Lasciate la nostra comunità bianca, la caccia è aperta”.

Sempre secondo l’istituto per gli Studi del Sud, la maggior parte, circa l’ottanta percento degli autori di questi incendi o di altri atti a sfondo razziale, furono e sono prevalentemente uomini con colore della pelle bianca.

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