“Le numerose voci riguardanti il disco volante sono diventate realtà ieri quando l’intelligence del 509º Bomb Group dell’Ottava Air Force, Roswell Army Air Field, ha avuto la fortuna di entrare in possesso di un disco volante con la collaborazione di uno degli allevatori locali e dello sceriffo della contea di Chaves. L’oggetto volante è atterrato in un ranch vicino a Roswell la scorsa settimana. Non avendo un telefono, l’allevatore ha tenuto il disco fino a quando non è stato in grado di contattare l’ufficio dello sceriffo, che a sua volta lo ha riferito al maggiore Jesse A. Marcel del 509º Bomb Group Intelligence Office. Sono immediatamente scattate misure e il disco è stato subito prelevato a casa dell’allevatore. È stato perquisito dalla Roswell Army Air Field e successivamente trasportato dal maggiore Marcel al quartier generale più alto”.

Così recitava uno dei tanti giornali dell’epoca. Siamo nel luglio di 73 anni fa, e uno degli episodi più incredibili, per certi versi affascinanti e sicuramente controversi del XX secolo si era da poco consumato. Un incidente, ma detto così non suona tanto per la quale. Se aggiungiamo, però, già alcuni dettagli il suono è meno gracchiante. Il protagonista è un oggetto volante non identificato. Non identificato. Ancora oggi.

Il fatto, in sé, è molto semplice. Nei primi giorni del luglio 1947 un oggetto volante non identificato (UFO, dall’acronimo in inglese), o perlomeno che non fu identificato inizialmente, cade in un ranch vicino a Roswell, New Mexico, allora una città di 30mila abitanti abitata soprattutto da allevatori e militari.

Più precisamente, il botto avviene nel ranch di William Ware Mac Brazel, che trova alcuni rottami (lamiere, asticelle di legno e brandelli di lattice) nel suo ranch il 4 luglio, e alcuni giorni dopo lo riferisce allo sceriffo di zona. Si pensa a un cinematografico accaduto, anche perché pochi giorni prima, sempre da quelle parti, circolavano voci riguardo all’avvistamento di strani oggetti volanti simili a dischi. Anche per questo motivo, i media iniziano a sbattere in prima pagina la storia degli Ufo e del disco volante, di sicuro interesse per la popolazione, e ben presto la convinzione che gli americani volessero insabbiare la verità. Poco importava che l’urto non avesse lasciato né cadaveri né feriti.

In realtà, però, la storia perde subito scia di interesse perché il 9 luglio dello stesso anno il governo a stelle e strisce smentisce che si possa trattare di un ufo, e si affretta ad affermare che si era davanti semplicemente a un pallone sonda, utilizzato da una stazione meteorologica del luogo per rilevare la velocità e la direzione dei venti ad alta quota.

Un “imprevisto” accade negli anni ’80, quando il fisico nonché ufologo Stanton T. Friedman sventola ai quattro venti che la storia del pallone sonda era una bufala inventata dall’esercito per insabbiare il tutto, e che quindi si era dinanzi davvero a una astronave aliena. L’incidente di Roswell, allora, torna prepotentemente di attualità a tal punto che accadono due cose. Uno: l’uscita di un numero impressionante di libri sul tema, con l’aggiunta di nuovi particolari. Due: l’aeronautica statunitense è costretta a prendere la parola scomodando i rapporti ufficiali. Utili a chiarire che l’oggetto che si è schiantato nel ranch di Brazel non era una sonda meteorologica, ma un pallone sonda appartenente al progetto segreto “Mogul”, il cui scopo era tenere sotto controllo particolari attività militari dell’Unione Sovietica. Era stato lanciato dalla base aerea di Alamogordo, sempre nel New Mexico, a una distanza che giustificava la caduta dei rottami nella zona del ranch.

I rapporti non hanno creato affatto un “de profundiis” alla storia, anche perché gli ufologi – a volte anche con teorie un po’ pretestuose – sono ancora sicuri delle loro idee, avanzandone altre ma mai realmente dimostrate.

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