Salvini e Di Maio

In questi giorni stiamo assistendo contro il nuovo governo, a un fenomeno già visto nel recente passato (Brexit, vittoria di Trump, sconfitta del sì al referendum costituzionale, etc.) ma mai con questa intensità. Si tratta di quello che, in termini popolari, viene definito “rosicamento.”

Tutti i giornali, le TV, di sinistra, berlusconiani, e terze (es. Sky, La 7 etc.)  nonché gli opinionisti (con qualche, rarissima eccezione) e gli intellettuali organici, stanno conducendo un attacco contro il Governo appena formato, con toni e modi che definire isterici sarebbe un eufemismo.

Se Beppe Severgnini, scrittore ed editorialista del Corriere della Sera, si dice preoccupato dall’inesperienza di Conte, l’ex presidente della Camera, Laura Boldrini, accusa il governo di essere pervaso di idee retrograde e maschiliste. Il costituzionalista Gustavo Zagrebelsky  strilla che “vogliono uno Stato forte con i deboli”, mentre il giornalista Zucconi e il piddino Orfini non usano mezzi termini: si tratta di fascismo e hanno il sostegno dei neonazisti.

Di vittoria neonazista parla anche Asia Argento, attrice ormai sul viale del tramonto, che da qualche tempo cerca di riconquistare la ribalta facendosi portavoce del movimento ultrafemminista Metoo. Asia Argento, cogliendo al volo l’occasione fornitale dal tweet con cui Marine Le Pen si congratula con Salvini.

“E’ una vittoria neonazista e il tuo entusiasmo per la sconfitta della democrazia italiana si limita a confermarlo”.

Matteo Orfini proprio non si dà pace, e si lagna che il primo atto ufficiale di Salvini sia stato quello di definire le ong “vicescafisti.”
Orfini poi si prodiga in ringraziamenti nei confronti dei volontari.

Ugo Gümpel, giornalista tedesco ormai in pianta stabile nel nostro Paese, sulla sua pagina Facebook, si dilunga in una sequela di improperi e di accuse nei confronti di Salvini, reo di aver messo il dito nella piaga (una delle tante) e cioè che Riace, da sempre indicato quale modello di integrazione e di economia produttiva legata al lavoro dei clandestini, è in bancarotta, e lo è perché in realtà non è affatto un modello positivo, ma si regge esclusivamente sulle donazioni in denaro provenienti da Roma e da Bruxelles. In altre parole, Riace, senza quei soldi (e in verità perfino con quelli) non è in grado nemmeno di evitare il default.

Gümpel non ci vede più, e accusa Salvini di volgarità, di violenza e, pur ammettendo che quel modello non è produttivo, si ostina a dire che la strada intrapresa è quella giusta.

Gennaro Migliore, ex sotto segretario alla Giustizia, dal canto suo, evoca un clima da pogrom, da caccia alle streghe, ai danni di gay, clandestini e perfino dei vaccini. E, ovviamente, parla del nuovo governo come di sodale dei peggiori fascismi d’Europa.

Mauro Calabresi, direttore de La Repubblica, accusa i nuovi membri del Governo di essere “arroganti, reazionari, incendiari e inesperti” mentre Calenda li bolla come “sovranisti anarcoidi”, Scalfari parla di “catastrofe”, Maurizio Martina, reggente del Pd parla di “sovranisti di destra” ed Elsa Fornero proclama che “Salvini è uno squadrista, e non avrà mai il mio rispetto.”

Saviano, dal canto suo, ironizza sul fatto che i 5 Stelle avevano detto, in precedenza, che non si sarebbero mai alleati con la Lega.

Gianni Riotta poi si inventa niente meno che nelle redazioni dei gionali ci sarebbe paua di parlare contro il nuovo Governo. Questo, nonostante tutti i giornali siano schierati contro di esso.

Laura Boldrini in un intervento pubblico parla di arretramento rispetto alla democrazia, e paventa l’espulsione dal nostro Paese della cultura progressista. Una perdita incredibile, insomma, in un Paese in cui i progressisti pensano solo a salvare le banche e a fare gli scafisti.

Manca infatti in tutti costoro un’analisi della sconfitta, che fose non arriverà mai. Preferiscono tutti loro, invece, continuare con la solita, stantia, retorica resistenziale fuori tempo massimo: si parla di fascismo, si evocano i monti, la resistenza, si paventano massacri, la fine della democrazia (la cui essenza è che il potere è nelle mani del popolo, che decide a maggioranza, ma loro ovviamente hanno un diverso concetto di democrazia) e forse anche l’arrivo dell’uomo nero, ma nessuno fa autocritica.

Nessuno di costoro può o vuole ammettere che se milioni di poveri hanno votato 5 Stelle o addirittura Lega, ciò è dovuto al fatto che la sinistra li ha abbandonati, preferendo occuparsi dei ceti medioalti, delle banche, delle multinazionali, delle minoranze risicate, e dei loro bisogni e perfino capricci, senza contare la sottomissione nei confronti di un Paese, la Germania, che non si fa problemi a mostrare il suo disprezzo per l’Italia.

E, dato che non c’è stata una tale autocritica nemmeno in passato, nonostante fossero numerosi i segnali d’allarme, anche all’estero, nulla lascia presagire che ci sarà in futuro. Quindi passeremo i prossimi anni con i piagnistei isterici di sinistre, preti, grossi industriali, banchieri, opinionisti, intellettuali un tanto al chilo, giornalisti mainstream… un prezzo tutto sommato accettabile.

Massimiliano Greco

UN COMMENTO

  1. La sinistra..al tracollo..ha paura di perdere i previlegi…tutte le porcherie delle coop…forse stanno finendo..probabilmente molti andranno in galera..forse questi giornalai dovranno trovarsi qualche lavoro..del tipo raccogliere i pomodori..o pulire le latrine..speriamo di non sentire mai+ le loro idiozie

Gentile Lettore, ogni commento agli articoli de l'Opinione Pubblica sarà sottoposto a moderazione prima di essere approvato. La preghiamo di non utilizzare alcun tipo di turpiloquio, non accendere flames e di mantenere un comportamento decoroso. Non saranno approvati commenti che abbiano lo scopo di denigrare l'autore dell'articolo o l'intero lavoro della Redazione. Per segnalazioni e refusi la preghiamo di rivolgersi al nostro indirizzo di posta elettronica: [email protected].

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.