Radja Nainggolan, As Roma

Il tabellino

INTER-ROMA 1-3  (0-1)

MARCATORI: 12′ p.t. e 11′ s.t. Nainggolan (R), 36′ s.t. Icardi (I), 40′ s.t. Perotti (rig. R).

INTER (3-4-2-1): Handanovic; Murillo, Medel, D’Ambrosio; Candreva (dal 30′ s.t. Gabigol), Gagliardini, Kondogbia, Perisic; Brozovic (dal 9′ s.t. Eder), Joao Mario (dal 35′ s.t. Banega); Icardi. (Carrizo, Andreolli, Palacio, Biabiany, Ansaldi, Sainsbury, Santon, Nagatomo). All. Pioli.

ROMA (3-4-2-1): Szczesny; Rudiger, Fazio, Manolas; Bruno Peres (dal 44′ s.t. Vermaelen), De Rossi (dal 9′ s.t. Paredes), Strootman, Juan Jesus; Salah (dal 26′ s.t. Perotti), Nainggolan; Dzeko. (Lobont, Alisson, Grenier, Totti, Mario Rui, Gerson, Emerson, El Shaarawy). All. Spalletti.

ARBITRO: Tagliavento di Terni.

NOTE: ammoniti Perisic (I), Fazio (R) e Murillo (I) per comportamento non regolamentare, De Rossi (R) per gioco scorretto

La partita: Nainggolan sale in cattedra al San Siro.

In Inter-Roma, posticipo della 26esima giornata del Campionato di serie A, l’uomo copertina è senz’altro lui. Si chiama Radja Nainggolan, il belga di origini indonesiane.

Sono bastati due suoi goal da cineteca (il secondo è da far vedere e rivedere agli amanti del calcio) ieri sera per stendere i nerazzurri nel loro domicilio, restare aggrappati alla lepre Juventus – sempre avanti sette punti – spedire il Napoli a meno cinque (e sabato c’è lo scontro diretto all’Olimpico), e per dare una importante e seria dimostrazione di forza.

Certo, perché al di là delle polemiche arbitrali (gli interisti si lamentano molto con l’arbitraggio di Tagliavento) e di occasioni da goal divorate – clamorosa quella fallita da Perisic a principio di ripresa – non c’è stata partita, perché la Roma ha dimostrato di essere molto più avanti dell’Inter sotto il profilo della mentalità, del gioco squadra, della qualità e del controllo della partita. Molto più di quello che ci si aspettava alla vigilia. In modo maggiore rispetto anche a quello che si aspettava Pioli, che deve fare mea culpa per alcune scelte di formazione (perché Brozovic e Joao Mario insieme dall’inizio?).

Roma grande con le grandi. E Nainggolan cecchino.

Dopo aver visto la Roma di ieri sera – e quella bella degli ultimi mesi – è lecito domandarsi perché ci siano sette punti di distacco dalla Juventus.

Tutta colpa dei tanti, troppi punti, persi con le “piccole”, vizietto fastidioso quanto atavico dei giallorossi e di tutte le inseguitrici dei Campioni d’Italia.

Il contrappasso dice, invece, che la banda di Spalletti con le grandi non sbaglia, quasi mai. Due successi contro l’Inter, vittoria a Napoli, sigillo nel derby d’andata, tre punti contro il Milan, ko – l’unico – allo Stadium.

E nei grandi appuntamenti, il centrocampista belga si conferma un cecchino.

In rete contro la Lazio. A segno contro il Milan. Alla Fiorentina. Due contro l’Inter, la sua bersaglia preferita. Fanno già nove centri stagionali, in un’annata che sta rappresentando la sua definitiva consacrazione. Con tanti ringraziamenti a Luciano Spalletti.

Andando oltre i numeri, però, ieri la Roma ha vinto perché si è dimostrata più autoritaria, più sicura dei propri mezzi, più pronta e decisa a sfruttare le occasioni create, più scaltra e più forte come qualità dei giocatori.

Sta imparando, forse – ed è quello che più piace al tecnico di Certaldo – a diventare una grande squadra. In vista della prossima stagione, perché in questa potrebbe essere troppo tardi.

Inter, la cura Pioli non è abbastanza

Inter ridimensionata? Dai nerazzurri, questi nerazzurri, quelli rimessi in piedi da Stefano Pioli, ci si aspettava forse qualcosa in più. Di essere, magari, più vicini a quelle squadre che la precedono e che da anni si prendono le prime tre piazze della Classifica. No, non è così, perché dopo ieri sera si è capito che per competere con la Roma (e con la Juventus) serve più di qualcosa in più.

D’accordo, l’Inter si morde le mani per diverse occasioni fallite e ha qualcosa da dire sulla seconda marcatura giallorossa (fallo di Nainggolan su Gagliardini?), ma non ha mai dato l’impressione di poterla vincere, ieri.

Ridimensionamento? Obiettivamente no, perché la sua attuale dimensione è da quarto posto, come lo scorso anno.

Il Napoli e il terzo posto, però, sono sempre distanti sei punti (e lo scontro diretto è a San Siro tra qualche settimana), ma adesso davanti a Medel e compagni ci sono anche Lazio e Atalanta. E il Milan è tornato a -1.

Top e flop del match

Top

Nainggolan: lo chiamano “Ninja” e ieri, ancora una volta, si è capito perché. Un’altra partita di quantità, con ben due ciliegine sulle torta. Gagliardini lo ricorderà a lungo…

Icardi: In tema di cecchini, anche quello argentino che veste la casacca nerazzurra non si fa mancare nulla. A segno anche ieri, è sempre più una certezza per questa Inter.

Flop

Brozovic: forse il peggiore in campo. Spaesato per tutti i 90′.

Candreva: Vale lo stesso discorso fatto per Brozovic. Fallisce il suo derby personale.

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