Giuseppe Conte

Emmanuel Macron non si è ancora scusato e il governo italiano non è disposto a fare sconti. I ministri dell’Economia, Giovanni Tria, e degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, sono sulla stessa linea del premier Conte.

“Nessun dubbio: senza un chiarimento e le scuse di Macron all’Italia io resto a Roma. Non ho il minimo tentennamento, chi sbaglia, chiunque esso sia, deve chiedere scusa, prima che a me all’Italia. Abbiamo salvato milioni di vite umane, l’Europa tutta deve tenerlo a mente”, ha fatto sapere il presidente del Consiglio.

Il ministro degli Esteri Moavero Milanesi ha ricevuto l’incaricata d’affari dell’ambasciata francese alla quale ha chiesto che la situazione sia sanata con iniziative rapide. L’ambasciatore Christian Masset non si è presentato perché a Milano per impegni pregressi. La giornata ad alta tensione sull’asse Roma-Parigi, è iniziata il segnale fortissimo inviato all’inquilino dell’Eliseo dal ministro dell’Economia, Giovanni Tria, che non si è recato a Parigi per incontrare il suo omologo Bruno Le Maire.

Successivamente, fonti del Mef hanno spiegato che “i due ministri si sono parlati al telefono in un clima cordiale e in vista dell’Eurogruppo e l’Ecofin di Lussemburgo il 21 e 22 giugno si incontreranno”. Ma al momento non si conoscono ancora data e luogo del faccia a faccia.

“L’Italia è da anni di fronte a un afflusso massiccio di migranti e l’Europa non l’ha aiutata abbastanza”, ha detto il ministro degli Affari europei francese, Nathalie Loiseau, durante il question time del governo all’Assemblea nazionale.

“Dobbiamo fare molto di più, ha aggiunto la Loiseau, rivedere le regole di Dublino, rafforzare il controllo alle frontiere esterne dell’Ue, rafforzare Frontex e lottare più efficacemente contro i passeur”.

Toni volutamente ammorbiditi dopo che il ministro degli affari esteri italiano, Enzo Moavero Milanesi, ha comunicato che “il Governo italiano considera inaccettabili le parole usate nelle dichiarazioni pubbliche rese nella giornata di ieri a Parigi, anche a livello governativo, sulla vicenda della nave Aquarius”.

Moavero ha chiarito che “simili dichiarazioni stanno compromettendo le relazioni tra Italia e Francia”. “I toni impiegati,  ha proseguito il Ministro, sono ingiustificabili, tenuto conto che da molti mesi ormai il nostro paese ha pubblicamente denunciato l’insostenibilità dell’attuale situazione di latitanza di un approccio coordinato e coeso a livello europeo circa la gestione dei flussi migratori, rispetto ai quali l’Italia non si è mai tirata indietro”.

Il Ministro Moavero “comprende che anche uno Stato amico e alleato possa dissentire dalle posizioni di un altro Stato, ma tale dissenso dovrebbe essere espresso in forme e modi coerenti con tale rapporto di amicizia, in particolare tenendo a mente che anche in tempi recenti l’Italia non ha fatto mancare alla Francia il proprio aiuto per fornire la necessaria assistenza a persone migranti”.

Enzo Moavero Milanesi ha infine dichiarato “che il Governo italiano auspica che le autorità francesi, fatte le opportune valutazioni, assumano rapidamente le iniziative idonee a sanare la situazione che si è venuta a creare”.

Iniziative che, a quanto pare, non ha intenzione di assumere il presidente francese Emmanuel Macron.

Intervenendo sul caso Aquarius, Macron ha assicurato di “lavorare con l’Italia” ed ha lanciato un appello a “non cedere all’emozione”. “Chi cerca la provocazione? Chi è che dice ‘io sono più forte dei democratici e una nave che vedo arrivare davanti alle mie coste la caccio via’? Se gli do ragione, aiuto la democrazia?. Non dimentichiamo chi ci sta parlando e chi si rivolge a noi. Non lo dimentichiamo perché anche noi abbiamo a che fare con gli stessi…”, ha detto ancora Macron, senza nominare il ministro dell’Interno Salvini.

“Macron continua istericamente la sua guerra al popolo italiano che in quanto a generosità ha poco da imparare”, ha detto Matteo Salvini, al programma ‘105 Matrix’ su Radio 105.

Sul vertice di venerdì, ha aggiunto che “decide in totale autonomia il presidente del Consiglio, certo dare ad un Governo appena insediato del cinico e vomitevole da chi presidia e respinge non va bene”.

Un significativo plauso all’Italia è arrivato dalla Libia. “Grazie a Dio l’Italia s’è finalmente risvegliata e siamo molto contenti di questa decisione”, ha spiegato il portavoce della Marina libica, Ayob Amr Ghasem, commentando il caso Aquarius.

“Alla fine l’Italia ha preso una decisione, alla fine si è svegliata dopo essere stata a lungo un centro di sversamento di migranti da parte del mondo”, ha aggiunto Ghasem.

Sostegno a Roma è stato espresso anche da Berlino. “L’Italia per la sua posizione geografica è particolarmente esposta a un numero grande di profughi e di migranti. Noi siamo dell’idea che nessun paese dovrebbe esser lasciato solo con questo compito. Per questo sosteniamo l’Italia, e la riteniamo un importante partner nella ricerca di una soluzione europea”. Lo ha detto il portavoce di Angela Merkel, Steffen Seibert, rispondendo a una domanda sulla cooperazione tra Vienna Roma e Berlino lanciata dal premier austriaco Sebastian Kurz, stamattina nella capitale tedesca.

“I ministri dell’Interno di Germania, Austria e Italia hanno formato un ‘asse’ comune contro l’immigrazione illegale”, ha affermato il cancelliere austriaco.

“Sono contento della buona cooperazione che vogliamo costruire fra Roma, Vienna e Berlino” in questo ambito, ha dichiarato Kurz. “Penso che si tratti di una cooperazione molto saggia che contribuirà a ridurre l’immigrazione illegale verso l’Europa. Crediamo che sia necessario un asse per lottare contro l’immigrazione illegale “, ha proseguito il cancelliere, il cui Paese assumerà dal 1° luglio la presidenza di turno dell’Ue.

Timida e per certi versi ambigua la posizione di Tajani. “Sui migranti chiedo alla Commissione e al Consiglio di agire. Le polemiche fra gli Stati non servono a nulla, sono soltanto delle piccole beghe che non risolvono e rischiano di provocare effetti nefasti nell’intera Ue”, ha affermato il presidente del Parlamento Antonio Tajani aprendo il dibattito in plenaria sulle migrazioni.

“Prendete con grande serietà la richiesta del Parlamento europeo. Noi non intendiamo rimanere in silenzio e fare il ruolo di passacarte, ma essere protagonisti di un problema storico per l’Ue”, ha aggiunto Tajani.

 

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