Marine Le Pen

Marine Le Pen in questi giorni ha chiarito ulteriormente quali siano le sue priorità. Del programma avevamo parlato in un altro articolo, a ogni modo ne riportiamo i punti salienti, per poi parlare del discorso più recente, legato fra l’altro alla (sciocca) polemica riguardo all’abolizione della doppia cittadinanza (per i non europei) paragonata da alcuni, tra cui Fassino, niente meno che alle Leggi di Norimberga, volute da Hitler.

Ecco i punti salienti del programma:

– uscita dall’euro
– referendum sulla UE
– lasciare Schengen e ristabilire i controlli alle frontiere.
– rimettere la banca di Francia sotto il controllo del Tesoro.
– uscita dalla NATO
– Proteggere il lavoro
– rifiuto del CETA e del TAFTA.
– garantire la laicità dello Stato. Chiudere le moschee già infiltrate dal terrorismo
– rinforzare di molto la sicurezza interna con un piano di reclutamento di nuovi 15000 tra poliziotti e gendarmi
– per i prossimi 5 anni il saldo tra immigrazione ed emigrazione non dovrà superare i 10000 “nuovi cittadini” ogni anno, stoppare inoltre la pratica della nazionalità via matrimonio e del diritto di cittadinanza per ricongiungimento familiare.
– difendere i settori strategici nazionali e aumentare del 30% i finanziamenti pubblici per la ricerca e l’innovazione tecnologica (che attualmente in Francia non supera una spesa equivalente all’1% del PIL).
– Età pensionabile riportata a 60 anni e mantenere le ore lavorative a 35 settimanali (Fillon vuole aumentarle a 37)

Marine Le Pen ha un programma che mette assieme misure sociali, sicurezza e patriottismo: basterà questo a farla trionfare? Per molti versi, si tratta di un programma più socialista di quello di tanti partiti di sinistra. E tuttavia, o forse proprio per questo, la sinistra la odia a morte.

La Le Pen punta molto sulle questioni legate alla sicurezza, e sul patriottismo. Oltre a ciò, è per l’uscita dalla UE e dalla NATO. In teoria questo dovrebbe consentirle di intercettare i voti dei gollisti da una parte, e della sinistra socialista dall’altra. E invece lei resta il nemico numero uno.

Dall’Alleanza Atlantica, in particolare, occorre uscire, secondo la leader del Front National, per “evitare di trovarsi coinvolti in una guerra non voluta.” Eppure i pacifisti la odiano.

Sul fronte della sicurezza, la Le Pen chiede l’espulsione degli immigrati radicalizzati e che coloro che godono della doppia cittadinanza debbano scegliere quale mantenere. Dal provvedimento sarebbero esclusi i cittadini di Paesi europei, Russia compresa.

Dato che un giornalista malizioso ha domandato se questo valesse anche per chi ha, oltre alla cittadinanza francese, il passaporto israeliano, la Le Pen si è limitata a un laconico “Israele non è un Paese europeo.”

Da qui, i media mainstream hanno ricavato la storia che la Le Pen sarebbe antisemita. Buffo, perché invece l’estrema destra l’accusa di essere… sionista!

In ogni caso, è evidente che se i segmenti sociali e i gruppi ideologizzati stabilissero simpatie e antipatie sulla base dei programmi, e non delle etichette, i voti a disposizione della Le Pen raddoppierebbero, come minimo.

In ogni caso, la Le Pen è cresciuta nei sondaggi, anche se non quanto ci si potrebbe aspettare.

Dopo lo scandalo sugli impieghi fittizi che ha investito François Fillon, i sondaggi danno Marine Le Pen vincente al primo turno con il 27% dei voti, seguita da Macron, col 23%.Macron però si aggiudicherebbe la vittoria al secondo turno, con circa il 65% dei voti.

Le elezioni in Francia si terranno il 23 aprile (primo turno) e il 7 maggio (secondo turno). Ovviamente, nel caso in cui uno dei candidati dovesse raggiungere il 50% + 1 dei voti, il secondo turno non ci sarebbe. In pratica, l’unica possibilità per la Le Pen di vincere è proprio quella di farlo al primo turno, altrimenti al secondo vedremo, come sempre, le solite ammucchiate indegne con cui l’hanno sempre fatta fuori.

Un’ipotesi poco probabile, ma non impossibile.

Massimiliano Greco

 

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