Il Qatar ha annunciato che a gennaio lascerà l’Opec. A renderlo noto è stato il ministro dell’Energia Saad al-Kaabi, aggiungendo che il Paese ha deciso di concentrarsi sulla produzione di gas. Il Qatar, che fa parte dell’Opec dal 1961, è l’undicesimo produttore di petrolio dell’Opec ed è il più grande esportatore al mondo di gas naturale.

La decisione, stando a quanto trapelato, sarebbe stata determinata anche dal peggioramento dei rapporti di Doha con i suoi “vicini”, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrain ed Egitto, che da oltre un anno hanno interrotto i rapporti commerciali con Doha, accusando l’emirato di appoggiare il terrorismo, in particolare i Fratelli musulmani, diffondendone l’ideologia attraverso la rete satellitare Al Jazeera.

I qatarioti, tacciati di essere fiancheggiatori degli iraniani, sono stati anche espulsi dalla coalizione militare araba a guida saudita che sta devastando lo Yemen, causando una catastrofe umanitaria di cui si parla ancora troppo poco.

Doha è stata punita per la sua politica estera, definita opportunistica dagli ex alleati, che negli ultimi anni le ha consentito di intavolare buoni rapporti con l’Iran, Israele e allo stesso tempo gruppi legati alla Fratellanza musulmana, come Hamas.

I sauditi, inoltre, temono gli accordi tra Qatar e Russia in campo militare. Lo scorso gennaio, l’ambasciatore del Qatar in Russia, Fahad bin Mohammed al Attiyah, aveva annunciato che i due Paesi erano in fase avanzata di negoziati per l’acquisto degli S-400. L’accordo di cooperazione militare, firmato nell’ottobre 2017 durante la visita del ministro della Difesa russo Sergej Shoigu a Doha, aveva di fatto già aperto la strada a un’interazione tra i due Paesi “nel campo della difesa, compresa la fornitura di attrezzature, la formazione di soldati e ufficiali, la manutenzione delle armi e la cooperazione di servizi speciali”.

A tutto ciò, si aggiunge la faida di carattere più “personale” che vede contrapposti il principe ereditario degli EAU Mohammed bin Zayed Al-Nahyan e il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman Al-Saud all’emiro qatariota Tamim bin Hamad Al-Thani.

La mossa di Abu Dhabi e Riad si è rivelata un boomerang. I primi partner mediorientali del Qatar sono diventati, infatti, Turchia e Iran: proprio l’opposto di ciò che Abu Dhabi e Riad volevano ottenere. A marzo, la Turkey’s Investment Support and Promotion Agency ha aperto un ufficio a Doha. In precedenza l’emirato aveva ospitato il Turkey-Qatar Business Forum per promuovere scambi bilaterali e trasporti commerciali attraverso l’Iran e l’Iraq. Nel 2017, l’export iraniano non-oil verso Doha è cresciuto più del 100%.

Secondo il Fondo Monetario Internazionale, l’impatto dell’embargo sulle attività economiche del Qatar è stato transitorio e già assorbito: nel 2017, il Prodotto interno lordo (Pil) è stato del 2,1% (rispetto al 2,2% del 2016) e le stime per il 2018 sono del 2,6%.

 

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