Vincenzo De Luca potrà varcare l’ingresso di Palazzo Santa Lucia ed accomodarsi sulla poltrona più ambita. Il Tribunale di Napoli, accogliendo in tempi brevissimi la richiesta dei legali del governatore, ha infatti disposto la sospensiva della sospensione che era stata firmata dal governo nei confronti di De Luca per effetto della legge Severino.
La fulminea sospensiva è stata disposta con decreto presidenziale dal presidente della prima sezione civile del Tribunale Guglielmo Cioffi in attesa che la Corte Costituzionale si esprima (il prossimo 17 ottobre) sulla legge Severino, finita sotto la lente di ingrandimento di molti giuristi perché presenterebbe profili di incostituzionalità.
“Sono molto soddisfatto sia per il risultato sia per i tempi della giustizia civile. Sono state ripristinate le condizioni democratiche e l’espressione della volontà popolare nella regione Campania, oltre che messi in rilievo i profili di illegittimità costituzionale della legge Severino”, ha affermato Lorenzo Lentini, che con Giuseppe Abbamonte e Antonio Brancaccio, ha difeso le ragioni del governatore in Tribunale.
Poi bordate a Matteo Renzi, il cui decreto è stato definito “disinvolto” e con “effetti dissolutori e “condizione di pericolo destabilizzante”.
“Ho rispettato e rispetterò rigorosamente tutte le leggi dello Stato, ha commentato De Luca, così come mi batterò a fondo per la difesa dello Stato di diritto e dei principi costituzionali: è necessario espellere dalla vita pubblica ladri e tangentisti, ma è altrettanto necessario tutelare a pieno, nella loro dignità e nel loro lavoro, quanti continuano ad assumersi responsabilità per cambiare il Paese, realizzare opere e creare lavoro”.
E ancora, con una sorta di avvertimento ai verginelli romani: “Ci batteremo perché la legge sia uguale per tutti, senza disparità tra amministratori locali ed esponenti politici nazionali, e affinché la paura della firma non paralizzi più l’Italia”.
Sotto traccia, invece, è passata un’altra dichiarazione dell’ex sindaco di Salerno che se fosse stata rilasciata da un politico di colore diverso, avrebbe provocato indignazione ed isterismi.
“A un certo punto, ha sentenziato il vulcanico piddino, tutto è cambiato e per me è stato come inerpicarmi sulle montagne per andare a combattere la Resistenza, come fecero i nostri partigiani”.
Sarcastica e pungente è stata la nota diffusa dal gruppo di Forza Italia in seno al Consiglio regionale della Campania. “L’accoglimento del ricorso contro un provvedimento peraltro dettato da una legge attualmente sottoposta al giudizio di legittimità della Corte Costituzionale, scrivono gli azzurri, non desta nessuna sorpresa. Sorprende semmai il fatto che la stessa legge sia stata aggressivamente applicata soltanto nei confronti del presidente Berlusconi”.

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