Tokyo, 3 agosto (Xinhua) – Il sito Wikileaks, questo venerdì, ha diffuso alcuni rapporti della NSA (National Security Agency) degli USA, i quali mostrano che il paese ha intercettato per anni le conversazioni telefoniche, su diversi problemi, tra i funzionari giapponesi.

Da quando è emerso che molti paesi, tra cui Francia e Germania, sono stati spiati dalla NSA, non è una sopresa che il Giappone potesse essere un altro bersaglio. Ciò che è sorprendente è che il Giappone, un paese solito a disquisire ogni dettaglio nell’ambito diplomatico, abbia, inaspettatamente, mantenuto il silenzio sull’accaduto.

Secondo Mark Toner, vice portavoce del Dipartimento di Stato statunitense, il governo giapponese non ha presentato alcuna protesta, né formale né informale, dopo la pubblicazione del rapporto. Per contrasto, la Cancelliera tedesca Angela Merkel, non appena informata della sorveglianza USA, ha chiamato direttamente il Presidente Obama per protestare, e migliaia di tedeschi hanno marciato per chiedere la fine dello spionaggio governativo.

Inoltre, purtroppo per il Giappone, «un rapporto tratto dalle intercettazioni di un alto funzionario governativo giapponese potrebbe essere stato condiviso con Australia, Canada, Gran Bretagna e Nuova Zelanda, i quattro soci dell’Intelligence statunitense», ha detto Wikileaks.

Anche in queste condizioni, esistono tuttavia voci all’interno del governo giapponese che hanno espresso comprensione per lo spionaggio USA.

Altre notizie recenti dimostrano l’attitudine del governo giapponese: il governo del Primo Ministro Shinzo Abe sta spingendo per far passare, alla camera bassa del parlamento e nonostante le forti opposizioni, delle leggi sulla sicurezza che prevedono la possibilità di mandare incautamente all’estero truppe giapponesi; facendo ciò, Abe sta cercando di realizzare la sua promessa agli USA, fatta durante la sua visita in aprile, oltraggiando però l’opinione pubblica e compromettendo la democrazia giapponese.

L’Alta Corte di Tokyo, giovedì scorso, ha ordinato al governo di sospendere durante le ore notturne e nel primo mattino i voli delle Forze di Autodifesa alla base militare di Atsugi, vicino a Tokyo, a causa del rumore, ma ha respinto gli appelli dei cittadini per fermare i voli USA nella stessa zona.

Ovviamente, nell’ecosistema politico giapponese, il metodo migliore per dimostrarsi patriottici è servire gli interessi statunitensi. Abe ha anche scritto, nel suo libro La volontà di proteggere il nostro paese, che l’alleanza militare è un’“alleanza di sangue”.

«L’obiettivo politico di Abe è quello di mandare i giovani a versare il loro sangue per gli USA», ha asserito il professore dell’Università di Tokyo Tetsuya Takahashi.

Nel realizzare le sue ambizioni politiche, Abe non risparmierà alcuno sforzo per soddisfare i suoi alleati statunitensi, ma ignorerà il futuro del Giappone e gli interessi del popolo giapponese. Questa è una situazione atipica per uno Stato.

In realtà, la NSA potrebbe smettere completamente di spiare il Giappone, che è un suo intimo alleato, ma il Giappone è disposto a sacrificarsi ben oltre le richieste statunitensi.

Traduzione di Leonardo Olivetti

Fonte: http://news.xinhuanet.com/english/2015-08/03/c_134474355.htm

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