La sera del 6 maggio 1976 era magnifica, calda ed afosa. Alle 21.01 arrivò una tremenda scossa di terremoto della durata di 59 secondi, che sconvolse la morfologia e devastò un territorio di 5.500 chilometri quadrati del Friuli. Provocò numerosi morti e oltre 100.000 senza tetto. Furono rase al suolo le abitazioni, le fabbriche, le chiese, morirono persone ed animali. Il 6 maggio del 1976 rappresenta una data dolorosa, ma soprattutto fondamentale della storia del Friuli. Infatti si parla di un prima e di un dopo terremoto, e oggi, a quarant’anni dall’accaduto, chi attraversa l’area terremotata non può nemmeno immaginare la desolazione di allora. Oggi, Gemona rappresenta una città rinata da un’impresa meravigliosa, poiché dopo soli dieci anni tutto è rinato meglio di prima.

Si è partiti dalle abitazioni, in seguito si è passati alle scuole, alle chiese, infine è toccato ai monumenti storici. E’ sorto così il Modello Friuli, in seguito, purtroppo, mai più imitato. Il popolo friulano infatti ha sin dall’inizio fatto sentire la sua voce con fermezza, autorevolezza e soprattutto con dignità. La ricostruzione lo ha visto non solo come destinatario dei fondi che gli erano stati affidati dallo Stato, ma come protagonista della sua rinascita, nel rispetto della sua cultura e tradizioni. Si è dato quindi l’avvio ad un processo virtuoso, valorizzando il principio delle autonomie locali, della Regione, dei Comuni e soprattutto dei cittadini. Sono stati denunciati ritardi, soprusi, cattiva gestione, sfilando nelle pubbliche piazze e risvegliando in ciascun individuo lo spirito di collaborazione, intraprendenza ed unità. Cosa purtroppo che per il momento è mancata a L’Aquila, giacente ancora in uno stato comatoso (e rovinoso).

Il popolo ha finalmente dialogato con le istituzioni, inserendo in maniera forte la presenza della Chiesa guidata dall’Arcivescovo Alfredo Battisti. Anche i sacerdoti hanno infatti partecipato coadiuvando la comunità, fino al ritorno della normalità. A tal proposito, nel calendario eventi va ricordato che giovedì 5 maggio, giorno della vigilia del 40° anniversario del terremoto, si terrà una messa solenne nel Duomo di Gemona, per riaffermare il dono della solidarietà e ringraziare per averla ritrovata.

Gemona e Venzone, molte vittime, tanta distruzione 40 anni fa. Il buio prima della luce della rinascita, in quindici anni.

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