immigrazione, sbarchi

Sta avendo poco risalto sui media principali e poca risonanza sui social, sebbene sia una vicenda che dovrebbe far sobbalzare sulle sedie.

Quella al centro dell’indagine coordinata dal procuratore di Palermo Francesco Lo Voi e dai pm Gery Ferrara, Claudia Ferrari e Francesca La Chioma, è un’agenzia di viaggi a dir poco sui generis, specializzata nell’organizzazione di trasferimenti riservati, rapidi e molto costosi dalla Tunisia alla Sicilia.

Tre ore e mezza per la traversata, a bordo di potentissimi e moderni gommoni. Costi oscillanti tra i 2000 e 3000 euro. Approdo assicurato e senza “fastidi” nella zona di Isola Grande, Marsala.

In prossimità delle spiagge e delle calette di approdo, ai migranti veniva fornito un servizio navetta. I viaggiatori, dopo essere stati rifocillati e forniti di vestiario, venivano portati a destinazione.

La banda, stando a quanto emerso dalle intercettazioni del nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza di Palermo, avrebbe imbarcato anche soggetti ricercati dalle autorità di polizia tunisine per aver commesso reati gravi ed elementi con possibili connessioni con formazioni di matrice jihadista in transito dall’Italia verso il Nord Europa.

Uno dei clienti, attenzionato dagli investigatori del Gico, dice al telefono: “Spero di arrivare in Italia e che non mi rimandino indietro per terrorismo”.

A capo del gruppo, un tunisino di 28 anni, che poteva contare su complicità e coperture nel territorio italiano, soprattutto in Toscana, ma anche nel Nord Europa.

Un lavoro certosino e complesso quello del comando provinciale diretto dal generale Giancarlo Trotta e della Compagnia di Marsala che per sgominare l’organizzazione, ritenuta una “minaccia alla sicurezza nazionale” dai pm che hanno coordinato l’inchiesta, si è avvalso di intercettazioni ma anche di lunghi pedinamenti in mare fatti dalle motovedette e da un aereo della componente aeronavale della Guardia di finanza.

Sui gommoni viaggiavano anche carichi di sigarette di contrabbando. La Procura di Palermo ha disposto il fermo di 15 persone accusate, a vario titolo, di associazione a delinquere transnazionale finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e contrabbando di tabacchi.

La GdF ha sequestrato dieci auto e due imbarcazioni utilizzate per i traffici illeciti.

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