Sergej Aksyonov

Il 7 novembre scorso il governatore della Crimea Sergej Aksyonov ha organizzato una conferenza stampa/incontro con i giornalisti stranieri. All’incontro era presente anche la nostra inviata Silvia Vittoria Missotti. Ecco quanto evidenziato da l’Opinione Pubblica:

La Crimea non è stata riconosciuta? “Possiamo vivere bene senza riconoscimento internazionale. Siamo riusciti ad arrivare a questo, ma speriamo che i nostri partner occidentali abbiano il buonsenso di capire che dobbiamo andare avanti nella nostra cooperazione. La Crimea è un soggetto della Federazione Russa e noi non soffriamo per non essere riconosciuti da nessun Paese occidentale”.

Economia crimeana in crisi? “Se pensano che soffriamo per la mancanza di turismo proveniente dai Paesi occidentali sbagliano, perché durante il periodo ucraino non avevamo un gran numero di turisti in arrivo. Lo stesso vale per gli investimenti. Non abbiamo perso nessun investitore perché il governo ucraino era corrotto, non hanno permesso molti progetti qui. Ecco perché non abbiamo subìto perdite dal cambio di governo. Soffriamo di alcuni problemi minori come i trasporti – per esempio, non ci sono voli diretti verso la Crimea, ma sono problemi gestibili”.

“Sono molto grato a tutti voi per essere venuti qui, cosicché possiate constatare il buon umore ed il buon animo delle persone che vivono qui e, nonostante alcuni problemi locali, siamo contenti della nostra posizione. La nostra posizione è quella di amare la Russia, e rispettiamo e ci fidiamo del nostro presidente, e questo amore è persino ancora più forte di quanto non fosse prima della riunificazione”.

Come riuscite ad aggirare le sanzioni per continuare gli sviluppi nella regione nonostante le stesse?

“Gli investitori aprono le loro filiali in altre parti della Russia ed iniziano a lavorare in Crimea. Per mostrare a quanto la nostra crescita ammonti, nel 2013, quando eravamo in Ucraina, nell’equivalente in rubli russi il PIL locale era di 22 miliardi di rubli. Nel 2014 sono diventati 18 miliardi e siamo stati gli unici ad esserne responsabili, la Federazione Russa non ci ha aiutato. Nel 2015 erano 24, nel 2016 erano 38, quest’anno sono 34-35, l’anno prossimo ci aspettiamo 53 miliardi”.

Riguardo al cambio di valuta dalla grivna ucraina al rublo russo, Aksyonov ha commentato: “Questo è successo molto rapidamente, avevamo finito in due settimane. Fu in seguito alla decisione politica permanente e vi fu la decisione di adottare il valore di 3,8 rubli per 1 grivna ucraina, e questo valeva per la valuta e per tutti i conti bancari, che furono trasformati in valuta russa, quindi fu veloce, indolore e fu attuato in seguito ad una decisione politica.

Non vi è debito pubblico, non abbiamo preso crediti perché non ce n’era bisogno. I singoli cittadini possono ottenere prestiti da diverse banche e istituzioni, ma nessuna città né il governo hanno mai avuto alcun tipo di debito. Durante il periodo ucraino era impossibile per le nostre autorità ottenere alcun credito dal governo ucraino, ecco perché non abbiamo alcun obbligo nei confronti di esso.”

Qual è lo stato attuale dei rapporti commerciali tra la Repubblica di Crimea e l’Italia?

Al forum economico di Yalta, avvenuto in aprile, la delegazione più numerosa proveniva dall’Italia. Si trattava di circa 50 persone, rappresentanti degli ambienti economici, deputati dei governi regionali, rappresentanti di alcuni comuni. Abbiamo ottimi rapporti personali con la maggior parte di loro, non è la prima volta che vengono qui in Crimea, ho dei legami personali con loro. Dopo questo Forum sono stati loro ad avviare la revoca delle sanzioni della Crimea, ne hanno parlato a livello locale. Alcuni grandi investitori italiani stanno già realizzando i loro progetti sul territorio della Crimea.

Tutte le società che investono in Crimea devono essere registrate qui, al fine di pagare le tasse localmente. Se un investitore vuole acquistare alcune strutture – case di cura, luoghi di villeggiatura, strutture industriali, – nel suo contratto vi è un articolo che recita che questi dovrebbe conservare il numero dei dipendenti in questa struttura o avere la possibilità futura di aumentare questo numero. Se le società non soddisfano questi criteri, non sono abilitate a lavorare qui.

Se parliamo di esportazione di risorse naturali, si tratta di sabbia e di altre risorse per materiali da costruzione. Le nostre compagnie locali producono gas – 1,5 miliardi di metri cubi di gas, ma si tratta di aziende di proprietà pubblica. Tutti gli scavi da parte di imprese edilizie e di qualsiasi altra società sono svolti con previo consenso delle autorità locali e della popolazione locale. Abbiamo audizioni pubbliche, in cui le persone provenienti da questa regione raggiungono un accordo sullo sfruttamento delle risorse. Questa è l’unica procedura che devono seguire”.

La Crimea presenta un vasto panorama etnico e religioso, e per tale proposito “abbiamo creato un consiglio inter-confessionale, che comprende diverse nazionalità e persone di diverse confessioni religiose. Si chiama ‘La pace è un dono di Dio’”, ha riferito Aksyonov.

Il capo della Repubblica di Crimea ha anche aggiunto che il ponte di collegamento tra la penisola ed il resto della Russia, attualmente in costruzione, permetterà la diminuzione dei prezzi dei medicinali e dei materiali edili. Al momento, infatti, questi sono relativamente elevati per via del costo dei trasporti via marittima da altri porti della Russia.

“Economicamente, si può constatare che cresciamo ogni anno. Siamo pronti per la cooperazione e a prendere delle decisioni. Le sanzioni occidentali causano alcuni problemi minori, ma non sono drammatici. Inoltre, i nostri passi futuri includeranno diversi eventi in cui cercheremo di coinvolgere la diplomazia popolare, perché consideriamo molto importante coinvolgere giornalisti e persone che pensano sia importante mostrare il nostro punto di vista. La nostra posizione è ferma e vogliamo che le persone la rispettino. Abbiamo già preso la nostra decisione nel 2014”.

Silvia Vittoria Missotti

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