L’amicizia tra Russia ed India è un dato di fatto storico, sorto ben prima dei BRICS. Se guardiamo bene, nel consesso dei BRICS l’India è l’unico vero alleato di vecchia data della Russia. I due paesi iniziarono a stabilire infatti degli ottimi rapporti già subito dopo l’indipendenza dell’India dall’Inghilterra, con Nehru, e mantennero tali positive relazioni anche in seguito, con Indira Gandhi e suo figlio Rajiv. Anche i governi successivi alla dinastia Nehru-Gandhi hanno mantenuto relazioni positive con Mosca, malgrado il crollo del comunismo sovietico e l’indebolimento strategico ed economico a livello internazionale della Russia che ne è conseguito, e che solo negli ultimi anni è stato superato. La Cina ha avuto per lungo tempo rapporti tormentati tanto con l’India quanto con l’URSS; il Brasile fino a quando non s’è insediato Lula ha avuto con Mosca rapporti il più delle volte non classificabili oltre l’episodico; il Sudafrica, infine, finché ha vissuto l’epoca dell’apartheid, non ha mai provato particolari amicizie per la Russia, che del resto negli anni di Mandela era divenuta quella di Eltsin, Cernomirdin e Kozyrev. Solo negli ultimissimi anni, con l’emersione economica e strategica di tutte queste potenze, è nata quell’alleanza che oggi tutti conosciamo e sulla cui solidità tutti sono pronti a mettere la mano sul fuoco.

Tanto forte era l’amicizia fra l’URSS e l’India che quest’ultima continuò a rimanere una forte alleata di Mosca anche quando nel 1956, con la Conferenza di Bandung, diede vita al Movimento dei Non Allineati, insieme all’indonesiano Soekarno, al cambogiano Sihanouk, all’egiziano Nasser, allo yugoslavo Tito e al cinese Mao Zedong. Pur non allineandosi totalmente all’URSS, dal momento che non era uno Stato socialista, l’India se ne considerava comunque un’alleata di primaria importanza; e così effettivamente era. Un esempio di grande importanza di questo partenariato strategico era dato, per esempio, dal sostegno che l’India ricevette dall’URSS nelle guerre contro il Pakistan, o ancora nel supporto che Nuova Delhi diede al governo socialista di Najibullah in Afghanistan negli anni dell’intervento sovietico.

Insomma, il rapporto russo-indiano è storico ed affonda le sue radici negli Anni Cinquanta. Tanto la Russia quanto l’India non hanno intenzione di sacrificarlo o di lasciarlo deperire, e puntano semmai a mantenerlo sempre verde ed attuale. È proprio di questi giorni la notizia che il Primo Ministro indiano Narendra Modi si sia recato a Mosca in visita da Putin, che ha definito come un buon amico, e col quale ha intenzione di ristabilire i buoni rapporti che già s’erano registrati ai tempi dell’ex premier Vajpayee, che del resto aveva già accompagnato in Russia come suo ministro.

In tale occasione è stata definita una collaborazione tra i due paesi su tutti i campi: militare, aerospaziale, nucleare, scientifica, e via dicendo. Ciò rientra naturalmente nel quadro dei BRICS, delle loro alleanze per così dire interconnesse, ma acquisisce indubbiamente un significato maggiore se consideriamo quanto forte è la collaborazione che storicamente lega l’India alla Russia. Non a caso Modi ha detto che la Russia continua a rimanere, dopo tutti questi anni, il principale alleato di Nuova Delhi.

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