Da Bibbiano a Bibbona con la non più odiata Maria Etruria per compagna di viaggio ed il “bomba” (retaggi del vecchio dizionario grillesco) come capo corrente, incoronato da un Rousseau formato piattaforma che da ieri è l’emblema del peggior gattopardismo all’italiana.

Con il 79,3% di sì contro il 20,7% di no, può iniziare con tutti i crismi l’era di “Giuseppi” (Trump dixit), l’avvocato che piace alla gente che piace dalle parti di Berlino, Parigi, Bruxelles e Washington.

Il presidente incaricato scioglierà a breve la riserva, più di rito che di sostanza, e presenterà la lista dei ministri al Capo dello Stato. Il ritorno alle urne “taglia-poltrone” sembra ormai scongiurato. Può entrare nel vivo l’operazione di accerchiamento di quel cattivone di Salvini, innalzato a spauracchio degli spauracchi per essere utilizzato strumentalmente come coagulo di un’alleanza politica non solo innaturale ma indecente.

Ci dispiace deludere qualche benpensante ma le offese, le querele e gli scontri anche fisici decennali tra Movimento Cinque Stelle e Pd, non si cancellano con il click su un portale di proprietà di un privato.

Decine di migliaia di militanti hanno scelto di resettare un’identità, auto-convincendosi di poter determinare da una poltrona, da un sedia o da un water nientedimenoché le future sorti del paese. Una “pressione” su una tastiera per approvare o bocciare la nascita di un governo M5S-Pd, una scelta politica di rilevanza nazionale operata già anticipatamente dai gruppi parlamentari e dai dirigenti della nuova “famiglia allargata” giallo-rosa (il rosso è una cosa seria). Un rito dell’era digitale per suggellare prassi politiche pentapartitiche.

Con il passare dei giorni sapremo quante “redenzioni” e “ravvedimenti” richiederà l’alleanza con il Pd, definito per anni “il partito delle Banche”. Nel frattempo, la corrispondenza di amorosi sensi tra Grillo e Prodi sembra aver già modificato “geneticamente” la riforma del sistema bancario con la separazione tra le banche di investimenti e le banche commerciali, un vecchio cavallo di battaglia per il Movimento 5 Stelle.

Nella “bozza di programma” del governo alle porte, tale differenziazione tra le due tipologie di banche ha già fatto posto ad un più un generico “porre in essere politiche per la tutela dei risparmiatori e del risparmio”, punto 18 del documento, che annacqua quanto messo nero su bianco nell’accordo di governo del maggio 2018 tra M5S e la Lega, nel quale era specificato che “a tutela del risparmio e del credito, bisogna andare verso un sistema in cui la banca di credito al pubblico e la banca d’investimento siano separate sia per quanto riguarda la loro tipologia di attività sia per quanto riguarda i livelli di sorveglianza”.

Un colpo di spugna? Ma no: è solo un atto di galanteria tra “elevati”. E’ il “rinsavimento” sulla via di Berlino delle truppe di “Giuseppi”, l’ex burattino (parole di ieri dei suoi nuovi amici di oggi) diventato improvvisamente statista. E’ la svolta democratica dei responsabili, benedetta dalle cancellerie europee. Proprio come ai tempi di Monti…

 

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