Inter

Intervenire a livello commerciale e sportivo per riportare l’Inter ai fasti del “triplete” e per raggiungere la Juventus nell’élite del calcio mondiale. È con questa missione che il colosso cinese Suning acquistò la società dell’indonesiano Erik Thohir nel giugno del 2016. A distanza di quasi tre anni è il momento di fare i primi bilanci, dentro e fuori del campo, e di capire i possibili scenari di sviluppo futuri per una delle grandi squadre della storia del nostro calcio.

Il primo indizio di una netta inversione di tendenza dopo l’interlocutoria gestione Thohir è arrivato lo scorso settembre quando Forbes, compilando la sua annuale graduatoria delle squadre più ricche al mondo, ha posizionato i nerazzurri al 18° posto con un valore societario di circa 606 milioni di dollari. Pochi mesi dopo si è aggiunta anche la conferma del buon lavoro fatto a livello promozionale, con Brand Finance che ha certificato un aumento del 119% dell’importanza del marchio nerazzurro posizionandolo al 13° posto al mondo, soltanto due posizioni dietro alla Juventus.

E se tre indizi fanno una prova è arrivato anche il bilancio a confortare tutto l’ambiente nerazzurro. Da quando è arrivato Suning si è passati dal passivo di -140,4 milioni relativi alla stagione fino al 2014-15 fino al -17,8 registrato per il 2017-18. Numeri di crescita importanti anche per un fatturato che è raddoppiato negli ultimi 5 anni (siamo a quota 297,3 milioni di euro) e che è destinato ad aumentare anche in questa stagione grazie agli introiti provenienti dalla Champions League e al consolidamento delle partnership commerciali con l’Asia.

E ora è arrivato il momento di spostare il focus sulle performance sportive. Dopo i fasti degli ultimi anni dell’era Moratti e della gestione Mourinho, l’Inter ha vissuto un periodo piuttosto opaco sul campo: mentre gli altri club crescevano grazie alla vetrina della Champions League e alla costruzione di stadi di proprietà, i nerazzurri hanno perso posizioni nel ranking e non sono mai andati oltre l’Europa League. Almeno fino alla scorsa stagione.

A riportare l’attenzione sull’importanza delle prestazioni sul campo ci ha pensato il nuovo Ad Beppe Marotta, messo sotto contratto a dicembre 2018 dopo gli anni passati in bianconero.“I risultati sportivi sono la locomotiva dei ricavi commerciali”una delle prime dichiarazioni del neo-dirigente che in un attimo ha cambiato le priorità di un club che, da quando Suning è al timone, ha sempre messo in primo piano la necessità del riassetto economico del club.

I due aspetti iniziano soltanto adesso ad andare di pari passo. Il riassesto del bilancio è arrivato, seppur tra mille difficoltà e mille paletti di natura finanziaria, con il settlement agreement a gravare come spada di Damocle e ad arginare gli spazi di manovra sul mercato della dirigenza. Sul fronte risultati è stato giustamente festeggiato il quarto posto strappato all’ultima giornata dello scorso campionato nello scontro diretto contro la Lazio e anche in questa stagione i nerazzurri restano la favorita di Oddschecker per raggiungere il terzo posto in classifica a fine campionato. Terzo posto riconquistato dopo la vittoria nel derby di marzo e che andrà difeso con le unghie e con i denti nelle ultime dieci partite.

Ora, però, è arrivato il momento di fare il salto di qualità definitivo per provare a insidiare un dominio, quello juventino, che dura da otto stagioni consecutive. Un programma di crescita che sarà, per forza di cose, pluriennale. L’obiettivo è quello di arrivare prima possibile a quell’autosufficienza economica che la Juventus ha raggiunto dal 2011 e che ha permesso al club piemontese di entrare nella top ten delle squadre più ricche al mondo e allo stesso tempo di vincere sette scudetti (e l’ottavo è in arrivo) e raggiungere per due volte la finale di Champions League.

Per capire che non stiamo parlando di una missione impossibile, è importante soffermarsi sulla forza del gruppo Suning e ripercorrere le tappe che hanno portato all’acquisizione della società meneghina. Il 6 giugno 2016 Suning, attraverso la sua controllata Suning Sports, ha versato 750 milioni per il 70% delle quote nerazzurre, diventando così l’azionista di maggioranza del club. Ripianati i debiti in poco più di due anni e agganciata la Champions, il progetto può finalmente prendere il largo.

È importante ricordare che tutti gli interventi a favore della società Inter sono controllati direttamente da Suning Sports, il cui presidente non è Zhang Jindong. Per direttive del governo cinese, però, il leader della Suning Holding Group non può immettere i suoi capitali direttamente nelle casse nerazzurre. Per questo motivo accanto all’oculata gestione finanziaria servono i risultati sportivi: per reperire i mezzi per nuovi investimenti.

In attesa di questi ultimi, Suning Sports sta continuando a lavorare sulle sponsorizzazioni e sulle partnership e nelle prossime stagioni ci saranno nuovi accordi commerciali e più risorse da investire sul campo. Il gruppo cinese intanto è riuscito nella sua prima missione: quella di vendere ed esportare il marchio Inter prima in Cina e poi in tutta l’Asia. Gli uffici Inter a Nanchino, i prossimi che verranno aperti a Shanghai e quelli di Suning a Milano sono la conferma delle relazioni sempre più strette fra azienda e club. I nuovi accordi e il progetto della società cinese di aprire 152 negozi «fisici» sportivi potranno dare una nuova ulteriore spinta. L’uscita dal regime imposto dal settlement agreement del Financial Fair Play e l’acquisto delle quote appartenute a Thohir ufficializzato a gennaio 2019 danno il via ufficiale alla nuova fase progettuale.

Il pallone d’oro Luka Modric in una compilation delle sue migliori prestazioni

Che l’aria è definitivamente cambiata si capisce anche dalla prime indiscrezioni arrivate sui prossimi obiettivi di mercato. Con la sapiente guida di Marotta e Ausilio si sono intensificati i contatti per portare in nerazzurro stelle del calcio internazionale come il Pallone d’Oro 2018 Luka Modric e Ivan Rakitic del Barcellona, giovani di sicuro avvenire come il terzino titolare dell’Italia di Mancini Cristiano Biraghi e giocatori emergenti come Malcom (anche lui del Barcellona) e Federico Chiesa. La rincorsa alla Juve è ormai lanciata. La speranza della Milano nerazzurra è che il 2019 sia l’anno buono per tornare a lottare per lo Scudetto.

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