Qualunque fosse stato l’esito delle elezioni in Iran, in Occidente lo si sarebbe comunque interpretato secondo i nostri comodi e vantaggi: questo è purtroppo un dato di fatto, su cui c’è ben poco da dire e da fare. Proviamo allora a farne una lettura rapida, sì, ma anche deideologizzata, giacché l’ideologizzazione è una delle caratteristiche costanti con cui in Occidente ci si approccia a tutte le questioni iraniane.

Per prima cosa, ad avanzare sono tanto i conservatori quanto i riformisti: e questo, in un contesto caratterizzato da un’ampia affluenza, superiore alla media delle tornate passate e anche a quella di molti paesi occidentali, è un dato che non ci deve affatto sorprendere. Tanti erano gli elettori, che in pratica c’erano voti per tutti.

Nella capitale è prevalso nettamente il gruppo vicino al Presidente Rohani, con una vittoria bulgara: ben trenta seggi su trenta. In totale i riformisti avrebbero guadagnato almeno 96 seggi sui 290 del Majlis, il Parlamento iraniano. Non è una maggioranza assoluta, contrariamente a quel che si è voluto far credere in Occidente (forse dietro l’illusione che i riformisti siano “l’opposizione al regime degli Ayatollah”, quando in realtà ne sono soltanto l’espressione più moderata), ma potrebbe provocare la perdita della maggioranza ai conservatori. Questi ultimi avranno quasi il 50%, i riformisti il 30% e gli indipendenti (che non è necessariamente detto che debbano allearsi coi riformisti contro i conservatori) il 20%. Come vedete, siamo ben lontani dal parlare di una Caporetto dei conservatori o di un trionfo dei riformisti: la matematica non è un’opinione, e non può esserlo neppure dal punto di vista dei più ideologizzati.

Quel che conta è che sia stata una vittoria per tutto il paese. Sono state le prime elezioni da quando sono state abolite le sanzioni e nessuno all’estero, fateci caso, ha sollevato l’accusa di brogli. Tanto i riformisti quanto i conservatori appartengono allo stesso tronco, di cui sono solo due rami neanche tanto diversi: insomma, sono entrambi parte del cosiddetto “Arco Costituzionale”. I primi vogliono “aggiornare” la Rivoluzione Iraniana del 1979 portandola a confrontarsi col resto del mondo e soprattutto con l’Occidente in maniera più colloquiale. I secondi invece interpretano maggiormente lo spirito dei primi anni della Rivoluzione e si presentano come custodi della sua purezza ideologica. Per entrambi la Rivoluzione del 1979 e le sue conquiste sono aspetti sacri ed inviolabili, su cui non è assolutamente consentito negoziare.

Tra gli eletti, anche tredici donne: siamo ben lontani da realtà come il Qatar o l’Arabia Saudita, dove non si vota e la politica per le donne è semplicemente un argomento tabù. Anche questa è una significativa vittoria per tutto l’Iran. Indipendentemente dal loro esito, e dall’interpretazione che si vorrà dar loro, queste elezioni sono state un bel momento per tutto il paese.

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Nato a Pisa nel 1983. Direttore Editoriale de l'Opinione Pubblica. Esperto di politica internazionale e autore di numerosi saggi.

UN COMMENTO

  1. ecco un piccolo contributo del 2013 riguardo IRAN. Ero nel porto Bandar Imam Komeini( ex Bandar Abas) e sono uscito a terra con il direttore della agenzia locale. Ebbene, vi posso garantire che la popolazione iraniana aveva tanta sete di liberta’, ma sopratutto di normalita’…che le hanno negato american gangsters con loro embargo.Una vera vergogna inflitta ad una popolazione antichissima con una cultura milenaria. Siamo stati in giro per i negozi, abbiamo parlato con la gente che mi chiedeva tante cose, ma si lamentavano anche, di non aver futuro causa embargo.Gente, donne e uomini normalissimi che interloquiscono uno con altro. Altroche’ burka. Loro abbigliamento dignitoso e anche bello da un certo punto di vista. Poi mi hanno portato in un ristorane( privato) condotto da una donna.E ‘chiarissimo che non era un ristorante tipo occidentale, pero’ si capiva subito la gran voglia di vivere e di aprirsi. I tavoli dove mangiavano le coppie( sposate), i tavoli dove c’erano gruppi di ragazze e poi tavoli dove erano seduti gli uomini. Tutto dignitoso e rispettoso.Nel angolo semibuio anche l’orchestrina, un duo, cembalista e percusore con tamburo. Abbiamo preso qualcosa, ma alcune ragazze hanno accettato volentieri di farsi fotografare con me ed io ho girato un clip con telefonino. Se lei mi permette sig. Chiesa le mando sia le foto che i clip. La ragione perche le scrivo e che le televisioni italiane hanno dato la vincita dei conservatori, mandando anche dei giornalisti diffondere le bugie direttamente dall’IRAN. Solo ora si capisce che ha stravinto Rohani e non poteva essere diversamente. La gente mi diceva……aspetta, aspetta ancora 2 anni alle elezioni , vedra’che Rohani stravincera’. E’ stato propri cosi’ . Mi fa piacere per tutti gli amici iraniani. Un risultato scontato, ma la propaganda occidentale no da tregua, sempre pronta a buttare fango e denigrare chi non sta con loro.

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