Abbiamo formulato all’Ingegnere Rosario Alessandrello, Presidente della Camera di Commercio Italo-Russa, alcune domande in merito all’attuale situazione economica della Federazione Russa, ai rapporti dell’Italia con la Russia, al regime sanzionatorio e ai gasdotti attualmente in costruzione.

Alessandrello apre l’intervista con un excursus riguardante l’attuale situazione economica della Federazione Russa. Stando alle dichiarazioni del presidente Vladimir Putin e del Primo ministro Dmitrij Medvedev, per il bilancio statale del triennio 2019-2021, la Russia si è impegnata ad aumentare le riserve finanziarie, a diminuire il debito estero e ad avere un solido attivo per tutti e tre gli anni.

Il recente acquisto di valuta ha rafforzato notevolmente le riserve e il sistema finanziario russo. Oggi il sistema finanziario russo è composto da 440 banche, e negli ultimi 6 anni sono state tolte le licenze a 454 istituti di credito. Il volume del debito estero russo, attualmente, ammonta a 454 miliardi di dollari, registrando la diminuzione di 64,4 miliardi rispetto all’inizio del 2018.

L’inflazione, alla fine del 2018, è pari al 4,3%, risultato più basso delle previsioni, con una dinamica dell’inflazione finora meno negativa di quella prevista.
Oggi, il 58% delle azioni delle aziende russe in circolazione sono in mano a fondi russi. In Russia si dà sempre più priorità allo sviluppo dell’economia digitale e al passaggio a software Made in Russia.

Mercoledì 26 dicembre 2018, il presidente Putin ha tenuto un incontro tradizionale con 60 top managers russi, 40 dei quali rappresentano un capitale privato congiunto di circa 220 miliardi di dollari. Il capo dello Stato russo ha chiamato quindi il grande business a partecipare alla svolta dell’economia russa, e in questo senso essi riceveranno l’elenco delle grandi opere da realizzare in Russia nei prossimi cinque anni.

Oggi la Russia potrebbe essere un’economia stabile e in crescita, ma essendo collegata e aperta all’economia mondiale, subisce anche tutte le oscillazioni di dette economie, in particolare di dazi, guerre commerciali e sanzioni in vari Paesi.

Presidente Alessandrello, quali eventi importanti si sono verificati l’anno scorso per la Camera di Commercio Italo-Russa? Di quale risultato è particolarmente orgoglioso?

I principali eventi registrati nel 2018 sono:
-organizzazione di più di 15 tra educational, workshop e networking event, in collaborazione con aziende associate alla CCIR (Camera di Commercio Italo-Russa) e dedicati a settori merceologici e tematiche diverse;
-miei interventi in qualità di relatore ad oltre 10 seminari e convegni con focus il mercato russo presso Camere di Commercio Italiane, Associazioni di categoria, Università, ecc.;
-gestione di 5 missioni in incoming in Italia di buyer russi multisettoriali, su incarico di Camere di Commercio Italiane, e di 5 missioni di outgoing in Russia di imprese italiane.

In un contesto in continua evoluzione, riteniamo che la capacità di stare sul mercato derivi anche dall’attitudine al cambiamento e dall’orientamento verso l’innovazione. In questa direzione, abbiamo indirizzato CCIR verso linee di intervento nuove, non consuete per la Camera, comunque dirette al supporto delle imprese italiane e russe in particolare.

Cosa si può dire della dinamica del fatturato commerciale tra Italia e Russia nel 2018? In quale direzione è cambiato rispetto al 2017, oppure è rimasto lo stesso?

Nel novembre 2018, l’interscambio tra Italia e Russia è stato di 20 miliardi di euro, registrando un incremento dell’8% rispetto all’anno precedente. Tuttavia, rispetto al 2010, l’interscambio è diminuito del 70-80%. A fine anno 2018, si prevede che l’interscambio raggiungerà i 21-22 miliardi di euro. Le importazioni dalla Russia all’Italia rappresentano il 60% dell’interscambio, con un aumento del 14%.

L’Italia occupa la quinta posizione per quanto riguarda le esportazioni verso la Russia, mentre per quanto riguarda le importazioni dalla Russia, l’Italia è passata dalla sesta (nel 2017) alla settima posizione (nel 2018). Nel 2010, l’Italia era al secondo posto in Europa e al quarto posto al mondo per il volume delle importazioni dalla Russia.

La struttura del commercio bilaterale tra Italia e Russia è cambiata in qualche modo? Cosa vende la Russia all’Italia e cosa fornisce l’Italia alla Russia?

Il primo posto nell’interscambio dall’Italia verso la Russia è occupato dalla meccanica, anche se è questa passata dal 40% al 36%. La moda e gli accessori rappresentano il 9% (nel 2017 erano il 14%), l’agroalimentare è aumentato dal 9% al 14%, mentre l’arredamento e l’edilizia sono passati dal 3% al 7%. La chimica e la farmaceutica rappresentano il 3%, come pure i mezzi di trasporto (che prima rappresentavano il 10%).

La Russia, invece, fornisce all’Italia combustibili minerali (gas, petrolio), che costituiscono quasi il 60% dell’import. Inoltre, vengono importati metalli comuni, perle, pietre preziose, legname, pellame, agroalimentare (cereali, grano, ecc.) e bevande.

In questi giorni, il presidente Putin sta attuando il progetto del gasdotto Turkish Stream, il cui secondo ramo è progettato per fornire gas russo all’Europa meridionale. Il presidente Putin ha recentemente visitato la Serbia, dove ha concluso un accordo per la costituzione di un gasdotto lungo 403 chilometri. Quanto è utile il Turkish Stream per l’Italia, oppure occorrono dei nuovi progetti?

Il Turkish Stream è necessario per l’Italia. Se l’Ucraina bloccasse l’attuale gasdotto, in Italia non arriverebbe più gas. Un altro gasdotto, il Nord Stream, che passa attraverso l’Europa settentrionale ed è gestito dalla Germania, renderebbe l’Italia dipendente dalla Germania. Pertanto, è essenziale per l’Italia il TAP, che porterebbe gas dall’Azerbaijan, ma a costi più elevati. Il gasdotto dall’Azerbaijan è collegato con la Russia, e questo diminuirebbe i costi del gas, ma è di difficile realizzazione in Italia.

Cosa ne pensa della possibilità che il regime sanzionatorio venga revocato in un prossimo futuro?

Non si tratta di una possibilità imminente, deve esserci un accordo tra la Russia e gli USA. Gli USA creano attualmente pressioni sulla Russia con scuse come l’Ucraina, ecc.

Come giudica le perdite dell’economia italiana derivanti dalle sanzioni europee e dalle contro-sanzioni russe? Quali settori industriali e regioni italiane sono stati maggiormente colpiti recentemente, e a quanto ammontano le perdite?

Il danno peggiore per l’Italia è rappresentato dalle contro-sanzioni russe, soprattutto per l’agroalimentare. L’agroalimentare italiano, infatti, è di qualità e non è producibile all’estero. Ad esempio, il grana, la mozzarella di bufala, la bresaola e altri prodotti sono strettamente legati al territorio di produzione. L’importazione verso la Russia di altri prodotti italiani passa attraverso l’Estonia, la Polonia e l’Ucraina, pagando delle tangenti e aumentandone quindi i prezzi. Ovviamente tali Paesi sono a favore delle sanzioni per motivi di loro speculazione.

La moda italiana arriva in Russia da Cina, Romania, Bulgaria e Armenia, che producono localmente il Made in Italy per conto di imprese italiane per essere esportato in Russia. Le esportazioni del settore chimico-farmaceutico sono in crescita per quanto riguarda i princìpi attivi prodotti in Italia (che ne è il primo produttore in Europa). La Russia produce i farmaci usando tali princìpi attivi, per i quali l’Italia fornisce alla Russia gli appositi impianti di confezionamento.

Quale posto occupa il sud della Russia nelle attività della Camera di Commercio, e in generale nell’attività economica bilaterale tra Italia e Russia? Perché la Russia meridionale è interessante per l’Italia?

Il clima del sud della Russia (in particolare del Caucaso) è simile al clima del sud Italia, e ciò ha favorito l’esportazione dall’Italia alla Russia di tipi di piante (come mele, ecc.) e di esperti potatori. Fino al 2010, l’Italia forniva quasi il 50% dell’uva da tavola consumata in Russia, proveniente da Puglia e Sicilia. Attualmente, invece, questo export si è quasi azzerato, in quanto la Russia sostituisce l’import con uva proveniente da Siria, Marocco, Giordania, ecc.

Avete intenzione di aprire altre filiali della Camera di Commercio in Russia, e in particolare nella Russia meridionale?

Attualmente, la Camera di Commercio Italo-Russa, attraverso la Camera di Commercio Federale, è già collegata a quasi tutte le 83 unità amministrative della Russia.

 

Silvia Vittoria Missotti

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