CONDIVIDI
Nucleare iraniano, Russia auspica comprensione Trump

La Russia, che secondo le parole del Ministero degli Esteri ha lavorato “consistentemente” per implementare l’Accordo Congiunto sul Nucleare Iraniano, si aspetta che gli Stati Uniti possano comprendere la praticabilità del programma nucleare di Teheran. Lo ha riferito alla TASS l’addetto agli esteri Sergey Ryabkov: “Abbiamo preso nota da Washington che un’analisi aggiuntiva sugli accordi sul nucleare iraniano partirà da questo momento (…). Ci auguriamo che queste analisi dimostrino che l’accordo è utile e praticabile per migliorare la pace internazionale e la stabilità regionale”.

Secondo Ryabkov, Washington ha sbagliato nel voler trattare tutte le tematiche riguardanti l’Iran insieme ed indifferentemente, unendo la questione del programma nucleare con le altre: “E’ un percorso improduttivo e al quale ci opporremo”, ha sottolineato. Infatti, in questo modo, gli Stati Uniti stanno ponendo vari ostacoli anche a progetti di business riguardanti l’Iran, nel timore che possano direttamente o indirettamente beneficiare il programma nucleare iraniano: “E’ un approccio non produttivo, quando si fa di tutta l’erba un fascio. Chiederemo che Washington dia attenzione ai nostri suggerimenti”.

Il Presidente statunitense Donald Trump ha chiesto al Consiglio per la Sicurezza Nazionale di rivedere l’Accordo sul nucleare iraniano firmato sotto la precedente Amministrazione Obama, come espresso dal Segretario di Stato Rex Tillerson in una lettera allo speaker parlamentare Paul Ryan. Trump vuol capire se sia davvero il caso di eliminare le sanzioni alla luce delle nuove verifiche a cui sarà sottoposto l’accordo sul nucleare iraniano. Già in campagna elettorale, del resto, Trump aveva dichiarato che tale accordo era “un disastro”.

Addirittura secondo “Foreign Policy”, rivista di affari internazionali statunitense, l’Amministrazione Trump vorrebbe potenziare le sanzioni all’Iran anzichè smantellarle. Tale opzione è stato confermato anche dalla Casa Bianca che resta sul tavolo e che viene realisticamente presa in considerazione. Ciò andrebbe in direzione nettamente contraria rispetto a quanto stabilito proprio dall’Accordo sul nucleare firmato a Vienna il 15 luglio del 2015, che prevede proprio una rimozione graduale delle sanzioni a Teheran.

CONDIVIDI
Nato a Pisa nel 1983. Direttore Editoriale de l'Opinione Pubblica. Esperto di politica internazionale e autore di numerosi saggi.

1 COMMENTO

  1. Il popolo iraniano spera nella eliminazione delle sanzioni, ingiuste e inique, se Trump e dovesse non solo lasciarle ma addirittura inasprirle deluderebbe il popolo iraniano che sperava in una lenta riapertura delle relazioni economiche e poi politiche .
    L’Iran non è un paese terrorista come invece vuole fare credere la propaganda sionista vorrebbe ostacolare un eventuale riavvicinamento dei due paesi.
    L’alleanza americana con regimi come l’Arabia saudita che hanno obbiettivi politici diversi porta l’America su una strada pericolosa che porta a sostenere movimenti terroristi e obbiettivi di potere delle caste wahhabite anche contro gli interessi americani.

LASCIA UN COMMENTO