Bologna: ragazza rasata a zero dalla madre, non portava il velo

È successo a Bologna, la ragazza, che frequenta la scuola media a Borgo Panigale, popoloso quartiere a nord della città, sarebbe stata punita dopo aver rifiutato di mettere il velo.

A denunciare il fatto l’insegnante della ragazza che, vedendola in classe con il cappuccio le avrebbe chiesto spiegazioni, da li la scioccante scoperta. Sua madre si era accorta che la ragazza usciva di casa con il velo ma se ne liberava appena possibile, per questo l’avrebbe rasata per punizione.

La preside dell’istituto ha informato i carabinieri che hanno denunciato i genitori per maltrattamenti. I servizi sociali d’intesa con la Procura per i minorenni di Bologna sono intervenuti con l’atto urgente di messa in protezione per la ragazzina. La minore è cioè stata collocata al di fuori dalla famiglia d’origine, così come le sorelle.

Una violenza di tipo psicologico che ha costretto gli inquirenti a prendere una decisione drastica allontanando la ragazza. Non sono da sottovalutare infatti episodi di questo genere, basti pensare all’assassinio di Hina Saleem, 20 anni, uccisa undici anni fa dal padre a Brescia perché colpevole di voler vivere “all’occidentale”.

La risposta della comunità musulmana non si è fatta attendere. Condannato infatti il gesto estremo della madre che andrebbe visto però in un contesto diverso, evitando gogne mediatiche. Il coordinatore della comunità Lafram ha aggiunto: “l’Islam deve preservare la dignità delle persone, non umiliarle”. “Come musulmano”, prosegue, “ho il dovere di educare i miei figli ad un buon comportamento, ho il dovere di orientarli, ma non ho il dovere di obbligarli. Quando raggiungono la pubertà possono decidere di non seguire più le tradizioni della famiglia”.

La famiglia, che tutti descrivono come riservata e non radicalizzata, è da anni inserita nel tessuto sociale italiano. Tuttavia restano i dubbi della compatibilità di un Islam non secolarizzato con le regole del vivere civile delle società laiche e democratiche occidentali.

UN COMMENTO

  1. La risposta migliore l’ha data proprio Lafram : “l’Islam deve preservare la dignità delle persone, non umiliarle”. “Come musulmano”, prosegue, “ho il dovere di educare i miei figli ad un buon comportamento, ho il dovere di orientarli, ma non ho il dovere di obbligarli. Quando raggiungono la pubertà possono decidere di non seguire più le tradizioni della famiglia”.
    Chi si comporta diversamente non è musulmano , è un oppressore e basta …
    Alp Arslan

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