Alcuni giorni fa avevamo parlato della clamorosa notizia dell’accordo segreto tra Francia e Italia, in cui il governo italiano si impegnava a cedere a favore della Francia parti consistenti di territorio marittimo a nord della Sardegna e parte in Liguria. Ora, oltre a confermare tutto ciò che abbiamo già scritto, vogliamo aggiornarvi su quel che di nuovo è venuto a galla.

Innanzitutto ha la sua importanza non solo perché l’accordo cede parte del territorio nazionale, seppur marittimo, andando a contrastare il principio sancito all’art.5 della Costituzione secondo cui “la Repubblica è una e indivisibile”, ma anche perché il tratto di mare a nord della Sardegna è particolarmente pescoso, soprattutto della specie pregiata del gambero rosso, e attorno ad esso si sviluppa l’attività ittica dei pescatori sardi (si parla di oltre 400 pescherecci), i quali ora rischiano di subire grossi danni economici e chiudere bottega.

Ricordiamo che l’accordo bilaterale (preceduto il 24 Febbraio dello stesso anno da un incontro tra Renzi e Hollande), firmato a Caen il 21 marzo 2015 dai Ministri degli Esteri delle due nazioni, Gentiloni e Fabius, per entrare in vigore ha bisogno della ratifica dei parlamenti nazionali. Il Parlamento francese ha già ratificato il trattato ed è per questo, che da inizio 2016, ha iniziato a farlo valere, senza però attendere la ratifica della controparte italiana, che deve ancora pronunciarsi.

I pescatori sardi hanno trovato manforte per far valere le loro proteste, nell’azione politica del deputato Mauro Pili, di Unidos, il quale ha subito denunciato lo scempio del governo e subito si è attivato affinché l’accordo sia stracciato. Per ora, le sue proteste hanno fatto in modo che la gendarmeria francese fermasse i sequestri dei pescherecci sardi, in attesa che il Parlamento italiano si pronunci sulla questione, anche se molti pescatori rinunciano ormai a mettersi in mare con le loro imbarcazioni per paura di essere fermati. Ricordiamo inoltre che Mauro Pili ha aperto una petizione online su change.org e che chiunque fosse interessato può sostenerla.

Che cosa ha ottenuto l’Italia con questo accordo? Non si sa ancora di preciso. Si era parlato inizialmente di una “compensazione” del territorio marittimo al largo dell’Isola d’Elba. Ad avvalorare questa ipotesi, c’è una nota della Farnesina diramata nella giornata del 18 febbraio, in cui si dice:

“Nel corso dei negoziati che hanno portato alla firma dell’Accordo, la parte italiana ha ottenuto di mantenere immutata la definizione di linea retta di base per l’arcipelago toscano, già fissata dall’Italia per la delimitazione del mare territoriale nel 1977”

Per cui parrebbe che l’Italia ha dovuto cedere alla Francia porzioni consistenti di territorio marittimo, solamente per poter mantenere la linea di confine concordata nel 1977.

Mauro Pili, in un’intervista del 16 febbraio a Radio Radicale, avanza una seconda  ipotesi: lo stesso giorno dell’accordo, a Caen, erano presenti anche i Ministri della Difesa di Italia e Francia e questi sicuramento hanno stipulato altri accordi nel loro settore. Secondo il deputato sardo, molto probabilmente la contropartita alla cessione di territorio marittimo è contenuta su altre questioni che riguardano il settore della difesa.

Una terza ipotesi invece riguarda il settore petrolifero e del gas:mentre il versante est è un tratto favorevole all’attività pescosa, in quello ovest si potrebbero aprire scenari che riguardano il petrolio e il gas perché ci sono richieste di compagnie petrolifere che vogliono esplorare quella zona.

Per tutti questi motivi e per conoscere quello che finora non è emerso, il deputato Mauro Pili ha presentato un’interrogazione parlamentare sulla cessione alla Francia di importanti tratti di mare a nord della Sardegna, chiedendone la revoca immediata da parte del Parlamento italiano. Nella giornata di oggi, il Parlamento ha espresso parere contrario alla revoca chiesta dal deputato Pili. Hanno votato a favore dell’ordine del giorno di Pili 146 deputati, 222 i contrari. Hanno votato a favore i 5 stelle, Forza Italia, Lega dei popoli, Sel e la maggioranza del gruppo misto, hanno votato contro il Pd, Scelta Civica, il Centrodestra e il centro democratico. Mauro Pili su facebook ha poi commentato:

“Il governo cala la maschera – appena espresso parere contrario al mio ordine del giorno sulla revoca dell’accordo internazionale che sottrae ai pescatori sardi i tratti di mare nel nord della Sardegna e lo cede alla Francia.

Una vergogna! Regalati i mari del nord Sardegna alla Francia.”

E ancora:

“Ora mi attendo, e spero, in una valanga di condivisioni contro questa vergogna.

condivisioni per reagire, senza se e senza ma.

Sardi che votano contro la Sardegna. Niente sconti. Aver votato contro il mio ordine del giorno non è un voto contro di me, ma contro la Sardegna e la sua dignità, contro i suoi pescatori.

Ecco cosa prevedeva il mio ordine del giorno nel dispositivo finale:

IMPEGNA IL GOVERNO

ad assumere iniziative per rivedere tale accordo che costituirebbe un danno economico rilevante per il mondo della pesca a partire da quello sardo;

ad assumere con somma urgenza iniziative affinché le autorità francesi rispettino le norme vigenti, ribadendo con la necessaria chiarezza che l’accordo di Caen del 21 marzo 2015 non è in vigore e non ha nessuna efficacia né giuridica né operativa;

a segnalare formalmente i fermi, perpetrati dalle autorità francesi a danno delle imbarcazioni sarde e non solo in tratti di mare di competenza internazionale;

assumere, nell’ambito della delega, iniziative per attivare la zona economica esclusiva a favore del mondo della pesca a partire da quella sarda;

Mauro Pili”

Che dire per concludere? La speranza è l’ultima a morire e noi speriamo che alla fine questo accordo venga definitivamente stracciato. Siamo vicini in questa lotta ai pescatori sardi e al deputato Mauro Pili, esprimiamo loro la nostra solidarietà e, nel nostro piccolo, diamo il nostro sostegno, condividendo con voi queste notizie.

Marco Muscillo.

2 COMMENTI

  1. Definire scandaloso quando accaduto e’ fortemente riduttivo perché trattatasi di un gravissimo reato.di violazione della nostra Carta Costituzionale che prevede l ‘integrità del territorio nazionale.

  2. Collegandomi a prima (vedi mio commento su articolo Giacché) ribasco che litalia non è né stato né nazione.Da sempre. È solo un bel mercato dove fare shopping. Unpopolo non popolo dove l’ unico ideale è vedere le ricette di mezzogiorno e se a uomini e donne si (tromba )…. Ecoo il perché chi sale al governo ci nasconde tutto. Non risponde al popolo, ma ai veri padroni dell’italietta..Auguri ai ns. Giovani.

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