Ius soli: l'arbitro Moreno, Fort Alamo e la lezione dimenticata di Sartori

Urla e spintoni in Senato. Dopo che l’assemblea si è espressa a favore dell’inversione dell’ordine del giorno dei lavori, incardinando lo ius soli prima del voto sulle pregiudiziali di costituzionalità del decreto vaccini, è esplosa la protesta della Lega.

I senatori leghisti si sono diretti verso i banchi del governo con un cartello recante la scritta “No allo Ius soli”. Il presidente del Senato Pietro Grasso ha espulso dall’emiciclo Raffaele Volpi, mentre il capogruppo Gianmarco Centinaio che si è seduto accanto alla ministra Fedeli, è stato allontanato di peso dai commessi.

Volpi, nonostante il provvedimento, ha deciso di non abbandonare l’aula. Un comportamento che a norma di Regolamento avrebbe dovuto portare alla sospensione della seduta. Per evitare lo stop dei lavori, Grasso ha revocato l’espulsione di Volpi, chiamandolo a rispondere “nelle sedi competenti” della sua condotta. “Un precedente così neanche l’arbitro Moreno!”, ha commentato sarcasticamente Roberto Calderoli.

Valeria Fedeli, ministro della Scuola, è stata medicata nell’infermeria del Senato. Secondo i testimoni alcuni senatori della Lega che stavano protestando, nella foga sarebbero caduti tra i banchi del governo e una sedia avrebbe urtato il gomito dell’ex sindacalista. Informato dell’accaduto, il segretario del Pd, Matteo Renzi, ha telefonato al ministro per accertarsi delle sue condizioni.

“Sto bene, ha scritto poi il ministro su twitter, grazie a tutte e a tutti. Non saranno i tentativi di sopraffazione a fermare una battaglia di civiltà come lo Ius Soli”. Anna Finocchiaro, ha definito “Indecente” l’atteggiamento della Lega” e “complice” il silenzio del M5S.

Anche il capogruppo del Carroccio, Gian Marco Centinaio, ha chiesto di essere medicato con del ghiaccio alla mano sinistra, dopo aver resistito alla presa di sette assistenti parlamentari che cercavano di staccarlo dal banco del governo cui si era aggrappato. Centinaio ha ricostruito così l’accaduto: “Avevo chiesto solo di parlare ma il presidente Grasso è noto per non farmi parlare. Nel momento in cui non mi hanno lasciato parlare abbiamo occupato i banchi del governo e io sono stato portato via per ultimo perché ho resistito come a Fort Alamo”.

Scontri anche all’esterno del Senato tra forze dell’ordine e Casapound che stava manifestando contro la legge sullo Ius Soli. In poco tempo, la situazione è tornata alla calma e il sit in è proseguito in piazza delle Cinque Lune.

Il governo Gentiloni, sempre più agli sgoccioli, ha pensato bene di giocarsi la carta dello “ius soli” per cercare di raccogliere nuovi consensi elettorali. Gentiloni sta completando il percorso iniziato dai governi Monti, Letta e Renzi. Il centrosinistra formato web, esulta, dimenticando quanto scritto sul Corriere della Sera, nel giugno del 2013, dal politologo Giovanni Sartori, uno dei suoi riferimenti.

Giovanni Sartori
Giovanni Sartori

Nel pezzo intitolato “L’Italia non è una nazione meticcia. Ecco perché lo ius soli non funziona”, si legge che “la sinistra, avendo perso la sua ideologia, ha sposato la causa (ritenuta illuminata e progressista) delle porte aperte a tutti, anche le porte dei Paesi sovrappopolati e afflitti, per di più, da una altissima disoccupazione giovanile. Per ora i nostri troppi e inutili laureati sopravvivono perché abbiamo ancora famiglie allargate (non famiglie nucleari) che riescono a mantenerli”.

“La Ministra Kyenge, scriveva Sartori, spiega che il lavoro degli immigrati è «fattore di crescita», visto che quasi un imprenditore italiano su dieci è straniero. E quanti sono gli imprenditori italiani che sono contestualmente falliti? I dati dicono molti di più. Ma questi paragoni si fanno male, visto che «imprenditore» è parola elastica. Metti su un negozietto da quattro soldi e sei un imprenditore. E poi quanti sono gli immigrati che battono le strade e che le rendono pericolose?”.

E ancora: “La brava Ministra ha anche scoperto che il nostro è un Paese «meticcio». Se lo Stato italiano le dà i soldi si compri un dizionarietto, e scoprirà che meticcio significa persona nata da genitore di razze (etnie) diverse. Per esempio il Brasile è un Paese molto meticcio. Ma l’Italia proprio no. La saggezza contadina insegnava «moglie e buoi dei paesi tuoi». E oggi, da noi, i matrimoni misti sono in genere ferocemente osteggiati proprio dagli islamici”.

“Ma la più bella di tutte, concludeva il politologo, rincarando la dose, è che la nostra presunta esperta di immigrazione dà per scontato che i ragazzini africani e arabi nati in Italia sono eo ipso cittadini «integrati». Questa è da premio Nobel. Mai sentito parlare, signora Ministra, del sultanato di Delhi, che durò dal XIII al XVI secolo, e poi dell’Impero Moghul che controllò quasi tutto il continente Indiano tra il XVI secolo e l’arrivo delle Compagnie occidentali? All’ingrosso, circa un millennio di importante presenza e di dominio islamico. Eppure indù e musulmani non si sono mai integrati. Quando gli inglesi dopo la seconda guerra mondiale se ne andarono dall’India, furono costretti (controvoglia) a creare uno Stato islamico (il Pakistan) e a massicci e sanguinosi trasferimenti di popolazione. E da allora i due Stati sono sul piede di guerra l’uno contro l’altro. Più disintegrati di così si muore”.

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