«Ora si riparte da zero».

La frase ha il copyright di Massimiliano Allegri, tecnico di una Juventus che si appresta a giocare domani il primo trofeo della nuova stagione.

Quella Supercoppa italiana, che da allenatore il livornese ha vinto già una volta (nel 2011, guarda caso in Cina, a Pechino, quando il Milan ha battuto l’Inter 2-1), ma che ai bianconeri è sfuggita a dicembre, quando da Dubai ha preso la via di Napoli.

Ed è davvero difficile smentire le parole del mister campione d’Italia.

Non solo perché la Supercoppa è da sempre il trofeo di apertura di una annata, ma anche perché per i bianconeri quello che sta per iniziare è davvero l’anno zero.

Dopo quattro anni di scudetti, Supercoppe, Coppa Italia e una finale di Coppa Campioni, da Vinovo si è deciso di cambiare mandando via Pirlo, Tevez, Ogbonna e Vidal, rimpiazzandoli – almeno per il momento – con Khedira, Mandzukic, Dybala, Zaza, Rugani e Siqueira, mentre il restante zoccolo duro è rimasto.

Ad agitare i sogni cinesi, però, non è tanto il trequartista da comprare o le amichevoli perse in giro per l’Europa, ma gli infortunati.

Domani a Shanghai mancheranno Khedira, Chiellini e Morata, mentre Barzagli è in forse.

Un bel problema per chi quest’anno sa benissimo che ripetersi ancora sarà davvero difficile, ma che vuole subito dimostrare di essere sempre la squadra da battere. «In quattro anni si è vinto tanto – ha detto Allegri -, e ora si riparte da zero. I giocatori che sono andati via? Passano così come gli allenatori ed è stata una loro scelta».

Sulla partita e sull’avversario da affrontare, la Lazio, nessun dubbio: «Quando si gioca una finale i valori si assottigliano molto. C’è stato equilibrio a Roma nella finale di Coppa Italia. Dobbiamo pensare possa durare anche 120′ come successo a maggio. Siamo comunque in buona condizione fisica».

Davvero difficile dire se questa Juventus sia più forte di quella che l’anno scorso è arrivata a un passo dal tetto d’Europa. Di sicuro è diversa, e il primo a esserne consapevole è il capitano Gianluigi Buffon, realista e crudo come sempre. «Abbiamo cambiato l’ossatura della squadra, rinnovando e ringiovanendo. Non è un alibi, ma qualche problema in più potrebbe presentarsi. Per trovare l’amalgama ideale servirà un po’ di tempo».

Non si tratta di mettere le mani avanti prima di cadere, è soltanto la verità.

Si riparte da zero, però, anche per la Lazio di Stefano Pioli, che nel mese di agosto già si gioca gran parte della stagione.

Perché, oltre alla Supercoppa italiana (che a Formello manca dal 2009), la Lazio è chiamata ad affrontare il preliminare di Coppa Campioni, un viatico fondamentale, in primis economico.

Anche per questo, per Biglia e compagni, sarebbe una bella iniezione di fiducia partire già con un trofeo in tasca. Anche per dimenticare la bruciante sconfitta di Coppa Italia a maggio.

«Sarà una partita decisa dagli episodi e chi avrà più fame alzerà al cielo il trofeo – sottolinea Federico Marchetti -. Il nostro vantaggio è l’aver mantenuto quasi per intero la squadra dello scorso anno. La Juventus, invece, ha perso degli elementi importanti come Pirlo e bisogna sfruttare questa cosa. La squadra farà un grande match, ho sensazioni positive».

I biancocelesti, infatti, saranno praticamente gli stessi che appena due mesi fa hanno conquistato il terzo posto in campionato. In attesa di conoscere Milinkovic-Savic e, magari, Mario Balotelli.

Juventus – Lazio sarà arbitrata da Banti di Livorno. Calcio di inizio alle 14 ore italiane, diretta su Rai1.

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