La Juventus è reduce da 7 scudetti consecutivi, impresa mai riuscita a nessun altro nel campionato di calcio italiano, e la sensazione è che non abbia alcuna intenzione di fermarsi.

Capire dove il gruppo allenato da Massimiliano Allegri, dopo i tanti successi, possa continuare a trovare le motivazioni per affrontare con il giusto atteggiamento ogni partita, è compito arduo per chiunque, se non impossibile. La sensazione è che la gran parte del merito di questi risultati sia proprio del mister toscano che in più si una occasione si è dimostrato l’uomo giusto per gestire un gruppo di campioni assoluti che in carriera hanno vinto tutto. Probabilmente sta proprio in questo la bravura di Allegri: gestire l’uomo ancor prima che il calciatore, trovare motivazioni personali ancor prima che sportive, ed i risultati continuano ad arrivare inesorabili.

La padrona del calcio italiano

In queste ultime stagioni il livello qualitativo del calcio italiano si è notevolmente innalzato: dopo stagioni in cui davvero sembrava che la Juventus non avesse rivali, il Napoli già dallo scorso anno, e l’Inter ora, sembrano essere sempre più competitivi e mirano ad infastidire, prima ancora che mettere in discussione, il dominio bianconero. Se, infatti, al 7 di Novembre, la Juventus, a quota 1.40 è la favorita assoluta alla conquista del prossimo scudetto, Inter e Napoli sono le uniche due squadre in grado di competere con lei. Il merito va principalmente attribuito ai rispettivi allenatori, ovvero Luciano Spalletti e Carlo Ancelotti: i due, vecchie volpi del mondo del calcio, stanno dimostrando in ogni occasione la loro competenza e la loro classe e stanno riuscendo nell’intento di far fare il definitivo salto di qualità alle proprie squadre. I frutti del lavoro svolto non sono tardati ad arrivare, sia in campionato che in Champions ma, nonostante ciò, la Juventus sembra ancora irraggiungibile.

Un mercato stellare

Una squadra che è reduce da 7 scudetti consecutivi non può che incutere rispetto nei diretti avversari ma, se alla già formidabile rosa vengono aggiunti altri tasselli di primissimo livello, il rispetto non può fare altro che tramutarsi in timore. Nel mercato estivo, infatti, la società guidata dal trio Agnelli, Marotta (ormai destinato ad accasarsi all’Inter) e Paratici, ha ulteriormente rafforzato la rosa che, ad oggi, sembra essere una delle più forti e complete a livello europeo. Sono infatti giunti a Torino Joao Cancelo, ex Inter e Valencia, che è probabilmente il miglior terzino destro in circolazione, oltre ai vari Perin, Spinazzola, Emre Can e Bonucci, di ritorno dopo un anno di “esilio” al Milan. Il colpo dell’estate, tuttavia, è stato senza dubbio l’acquisto di Cristiano Ronaldo: il cinque volte pallone d’oro, reduce da tre vittorie consecutive in Champions League con il suo Real Madrid, è giunto a Torino con l’unico obiettivo di riportare sotto la Mole la più importante coppa al mondo per club.

I fattori del successo

I successi della Juventus, sia sportivi che economici, non sono giunti per caso, da un giorno all’altro, ma sono frutto di un lavoro che parte da lontano. Il percorso di crescita, con ogni probabilità, è stato accelerato dal primo scudetto della nuova era quando sulla panchina della Juventus sedeva Antonio Conte e i bianconeri riuscirono a vincere, in rimonta, un incredibile campionato ai danni del Milan di Zlatan Ibrahimovic, allenato proprio da Massimiliano Allegri. Quella vittoria, forse inaspettata, di sicuro non preventivabile, è stato un vero toccasana per il mondo bianconero ed ha permesso alla società di investire pesantemente sul mercato per accaparrarsi i giocatori che avrebbero potuto farle fare il definitivo salto di qualità.

La forza societaria

Uno dei fattori determinanti per il successo dei bianconeri è sicuramente rinvenibile nella forza societaria: non stiamo parlando solo della forza economica della famiglia Agnelli, ma della forza dell’apparato societario coinvolto nel processo decisionale. La Juventus è stata infatti la prima squadra italiana che ha saputo adattarsi alle esigenze dettate dal mercato globalizzato del calcio moderno, gestendo la società non come una società calcistica in senso stretto ma come una vera e propria multinazionale. Ne sono la dimostrazione i massicci investimenti operati in termini di merchandising e di sponsorizzazioni, oltre alla costante e ossessiva ricerca di raggiungere prima di altre un mercato immenso ed in espansione come quello asiatico. Ed è proprio in questo contesto che si inserisce l’operazione che ha portato all’acquisto di Cristiano Ronaldo: un’operazione di marketing ancor prima che sportiva. Nonostante il valore del portoghese non sia assolutamente in discussione e sia, senza ombra di dubbio, insieme a Messi il miglior giocatore in circolazione, ciò che è stato determinante nella conclusione della trattativa è stato l’indotto economico che Ronaldo è in grado di generare.

Lo stadio di proprietà

L’Allianz Stadium, già Juventus Stadium, è l’ennesimo simbolo del fatto che la Juventus è stata in grado di fare, almeno dieci anni prima degli altri, ciò che inevitabilmente dovranno fare anche le dirette avversarie: costruire uno stadio di proprietà. Lo stadio di proprietà è stato infatti una delle ragioni determinanti del successo della Juventus in questi ultimi anni: non solo l’atmosfera che si respira, a detta di tutti i calciatori, è unica ma, grazie al museo sito al proprio interno ed agli altri servizi offerti dalla società bianconera, l’impianto è in grado di generare profitti non solo quando la Juventus è di scena a Torino ma durante tutto il corso dell’anno.

Nonostante le dirette pretendenti alla vittoria del campionato si siano rafforzate, l’impressione è che la Juventus continui a giocare un campionato a parte. Solo il futuro, tuttavia, ci dirà se la squadra di mister Allegri sarà in grado di trovare di nuovo le motivazioni giuste per conquistare l’ottavo scudetto di fila ed entrare ulteriormente nella storia del calcio italiano.

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