Dopo mesi di tensione, fra Stati Uniti e Corea del Nord pare che sia arrivato il momento della distensione: Donald Trump, infatti, ha appena ricevuto una lettera, consegnatagli tramite emissari della Corea del Sud, scritta da Kim Jong Un, e nella quale il leader nordcoreano invita l’omologo statunitense ad un incontro “de visu” per il prossimo mese di maggio. L’obiettivo proposto da Kim Jong Un si sostanzia nella denuclearizzazione della penisola coreana e nella ricerca di un “modus vivendi” fra Washington e Pyongyang. Come dimostrazione di buona volontà, Kim Jong Un si è anche impegnato a sospendere i test missilistici e nucleari. Le Olimpiadi Invernali in Corea del Sud, dove la Corea del Nord ha giocato con disinvolta bravura le proprie carte diplomatiche, avevano del resto già spianato una vera e propria autostrada ad un simile progetto.

Donald Trump ha già dichiarato di essere pronto ad un incontro dal vivo con Kim Jong Un entro maggio. Lo ha confermato, in un intervento alla Casa Bianca, il responsabile per la sicurezza nazionale della Corea del Sud, Chung Eui Yong, a seguito di un incontro con lo stesso Trump. Rimane comunque ancora da capire quale sarà il luogo dell’incontro fra i due presidenti: forse al confine fra le due Coree. In ogni caso Chung si è detto “ottimista” in merito alla sua riuscita.

Mosca ha commentato l’iniziativa come “un passo verso la giusta direzione”, come dichiarato dal ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ad Interfax, che ha poi aggiunto come l’incontro costituirebbe una “piena soluzione politica” alla crisi fra Washington e Pyongyang, oltreché ad una “denuclearizzazione” della penisola.

Pechino, invece, “accoglie con favore questi positivi segnali da parte di USA e Corea del Nord che vanno verso il dialogo diretto”, come espresso dal portavoce del ministero degli Esteri, Geng Shuang, che ha poi sottolineato come “Il prossimo passo da parte di tutte le parti è di sostenere questo slancio e forgiare sinergie, lavorando assieme per restaurare la stabilità nella penisola coreana”. In ogni caso la questione del nucleare nella penisola coreana, ha continuato, “è sul binario di una giusta soluzione”.

Dopo mesi di esibizioni muscolari soprattutto da parte di Trump, ha alla fine trionfato la linea prudente di Mosca e di Pechino, che oltretutto frutta a Pyongyang un secondo grosso vantaggio: instaurando un dialogo diretto, e auspicabilmente amichevole, con la Casa Bianca, il Giappone di Shinzo Abe, storico avversario della Corea del Nord, si trova di fatto bypassato e messo all’angolo. È infatti facilmente intuibile, in questo momento, il malumore che serpeggia a Tokyo, dove si affaccia sempre di più la convinzione di aver ricevuto un “tradimento” da parte di Trump.

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