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Jorge Rafael Massó Mustelier
Il talento del calcio cubano anni 60-70 Jorge Rafael Massó Mustelier

In un precedente articolo avevamo evidenziato come l’interazione di tecnici stranieri, provenienti dai paesi del socialismo reale, innalzò il livello dello sport cubano a cavallo tra gli anni ’60 e ’70.

I tecnici socialisti nel calcio cubano. Anche la nazionale di calcio è stata ripetutamente allenata da allenatori stranieri: tra il 1963 e il 1964 la panchina è affidata al cecoslovacco František Churda, nel 1966 all’ungherese Károly Kócza, nel 1967 ad un altro ungherese László Mohaczy1. Nel maggio del 19682 la panchina è affidata al commissario tecnico coreano Kim Yong-Ha, che rimane a L’Havana per tre anni. In questo periodo relativamente breve ha ottenuto «risultati storici per il calcio cubano»3.

Il calcio è per Cuba uno sport minore. Gli sport più seguiti, quelli che hanno regalato maggiori soddisfazioni ai cubani, sono baseball, pugilato e pallavolo e atletica leggera. La nazionale di calcio ha partecipato ad un unico mondiale, quello francese del 1938, raggiungendo i quarti di finale.

I metodi del nord coreano Kim Yong-Ha. Kim Yong-Ha, che ha fatto parte del corpo tecnico della nazionale coreana ai mondiali 1966, porta subito la nazionale cubana in una lunga tournee (circa 6 mesi) nella sua Corea, tra dieta ferrea e allenamenti durissimi. Tra Pyongyang e dintorni il tecnico coreano studia le prime alchimie tattiche da applicare alla grande fisicità e al naturale atletismo dei cubani. La lontananza da casa e l’assenza di contatti con i coreani a causa delle difficoltà linguistiche, cimenta il gruppo cubano, nonostante tre defezioni: Rafael Rodríguez Arguelles, ritorna a Cuba a causa di una malattia, Jorge Rafael Massó Mustelier, per un intervento chirurgico ad un piede, e Gregorio ‘Goyo’ Dalmau, per problemi psicologici. L’allenatore in seconda è Sergio Padròn, stella della nazionale nel decennio degli anni ’50.

L’esordio ai giochi centroamericani del ’70. Il primo banco di prova del selezionatore cubano sono i Giochi delle nazioni centroamericane e caraibiche (Juegos Deportivos Centroamericanos y del Caribe 2-13 marzo 1970) organizzato a Panama. Kim si presenta con una nazionale composta da giovanissimi calciatori, per lo più protagonisti della nazionale under-18, allenata da Raul Cortez, che due anni prima in Ungheria aveva mostrato un buon collettivo ai giochi riservati alle nazionali giovanili degli stati socialisti. Tra gli altri sono convocati Regino Delgado Robau, Carlos Lordo, Luis Hernández Herez. Orestes Perez, Josè Rivero, Roberto Pereyra, Lorenzo Sotomayor, Josè Verdecia, Andrei Roldan Sr, Francisco Fariñas e soprattutto Jorge Rafael Massó Mustelier, stella dell’FC La Habana, l’unico talento a cui l’allenatore coreano chiedeva di «giocare libero», senza sottostare ad una particolare disciplina tattica4.

La manifestazione calcistica inizia il 3 marzo con una sconfitta contro la Colombia, favorita alla vittoria finale. Per i colombiani segnano Carlos Samboni e Elkin Velásquez dopo l’iniziale vantaggio cubano firmato da Hernández al secondo minuto. Protagonista della partita è il portiere dei Los Cafeteros, Pedro Antonio Zape protagonista di sensazionali salvataggi sulle incursioni dei cubani. Il giornale colombiano El Tiempo è sorpreso dalla formazione cubana della quale si evidenzia lo «stato fisico e specialmente il gioco con grande rapidità che sconcertò i colombiani»5.

Nelle successive due partite i cubani centrano le vittorie che permettono di ottenere la qualificazione al girone finale: 4-3 contro Panama e 4-0 contro il Nicaragua. In particolare è la gara con i panamensi padroni di casa a tratteggiare i confini dell’epica: all’Estadio del Colegio de Artes y Oficios la temperatura è torrida e i panamensi volano e al termine del primo tempo sono sul 3-0. «Ogni minuto sembrava un’eternità»6, ricorda Andrés Roldán, capitano dei cubani. I cubani però non si abbattono e trovano forze insperate. Uno, due, tre. La partita è rimessa in carreggiata. Ma non è finita. A pochi minuti dal termine la giocata che decide la gara, che viene così descritta dallo stesso Roldán: «ricordo che fu una giocata da laboratorio. Scatto sulla fascia destra e crosso al centro un pallone, perfetto sopra il dischetto del rigore, giusto nel momento in cui è arrivato José Verdecia, che con una mezza rovesciata ha mandato il pallone in fondo alla rete, alla destra del portiere».

Ma prima del girone finale scoppia il “caso Zape”: secondo la delegazione cubana sette giocatori colombiani sono professionisti e quindi infrangono le regole dei Giochi, che prevedono di schierare solo atleti dilettanti. In particolare vengono portate le prove del professionismo del portiere Pedro Antonio Zape, che l’anno precedente aveva firmato un contratto da professionista con il Deportivo Calì. CIO, FIFA e il Tribunale dell’onore dei XI Giochi centroamericani e del Caribe, indagano sul caso.

Nonostante il caos, parte il 9 marzo il girone finale: i cubani partono con il piede giusto e schiantano le Antille Olandesi 2-0 grazie alle reti di Verdecia e Fariñas, prima di rincontrare nuovamente i colombiani che vincono ancora per 1-0, con la rete di Armando Torres. Il giorno successivo, però, la selezione colombiana viene squalificata7 (ma otterrà comunque la medaglia di bronzo, visto che le Antille Olandesi non si sono presentate nell’ultima sfida del girone). L’ultima partita del girone è una formalità per i cubani che vincono con un sonoro 5-0 contro il Venezulea: Massó, Hernández, Verdecia (2), Fariñas.

È la seconda affermazione per i cubani in questo torneo (la prima volta arriva nella remota edizione del 1930. Seguiranno altri 3 trionfi: 1974, 1978 e 1986). Il “Pelè cubano” Massó viene nominato miglior giocatore del torneo.

Nel contesto generale la manifestazione passa alla storia come i “Giochi di Cuba”, vista la schiacciante superiorità nei confronti delle altre nazioni concorrenti (conquista 98 ori, 61 argenti e 51 bronzi. Il Messico, secondo conquista solo 38 medaglie d’oro)8.

La lunga tournée internazionale. A settembre il paese di Fidel Castro organizza i Campionati CONCACAF Under-20. La nazionale di casa conclude con un lusinghiero secondo posto, alle spalle del Messico. Nella storia del torneo è il risultato migliore per la nazionale de L’Havana (bissato nel 1974).

La nazionale maggiore e il tecnico coreano sono pero impegnati in un lunghissimo tour che inizia a settembre si conclude nell’estate successiva, in cui la selezione cubana tocca una serie di “paesi fratelli”: Etiopia ed Angola in Africa, Cina e Vietnam in Asia ed Unione Sovietica, Bulgaria e Cecoslovacchia in Europa9.

In particolare la tournee in Vietnam ricopre un ruolo particolarmente significativo nell’amicizia socialista tra i due paesi, visto che nel paese asiatico si combatte da oltre 10 anni una guerra lunghissima e logorante, oltre che tragicamente distruttiva. Sergio Padròn ricorderà così la trasferta vietnamita: «Partiamo per un paese in guerra con una delegazione abbastanza grande… siamo stati accolti con grande affetto e abbiamo giocato in sette o otto città del Vietnam del Nord. Una volta è successo che durante una pausa prima di giocare suonò l’allarme aereo. Gli aeromobili americani B52 erano molto vicini. Per motivi di sicurezza, la squadra cubana e la popolazione civile si sono dovuti rifugiare nelle gallerie sotterranee»10.

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Due immagini della tournee vietnamita

Il terzo posto nei Giochi Panamericani. Nell’agosto 1971 i cubani centrano un terzo posto nei Juegos Panamericanos (Giochi Panamericani, i giochi regionali più importanti al mondo), organizzati in Colombia, superati solo dall’Argentina (che dovette difendersi dall’accusa di professionismo di alcuni suoi calciatori) e ottenendo gli stessi punti del Messico, ma ottenendo il bronzo dopo il sorteggio con il lancio della monetina: nel torneo vanno segnalate le due vittorie contro il Messico, 2-0 con le reti di Massó Mustelier e Francisco Fariñas, e contro gli Stati Uniti, di fronte ai 50.000 del Estadio Pascual Guerriero ancora 2-0 con reti di Massó Mustelier e Jose Verdecia11.

Il giornale spagnolo El Mundo Deportivo, però, stronca il torneo calcistico panamericano: «il calcio è stata la disciplina di più basso livello tra le 17 che abbiamo visto in competizione in questi Giochi, e non lascerà grandi impressioni per il futuro di questo sport, in particolare in Argentina e Colombia, paesi nei quali lo sport è molto popolare», mentre i cubani, pur di non alto valore tecnico, hanno ottenuto il risultato «perché non si intimidiscono mai e al momento di “fare legna” ricorrono anche a questo schema per intimidire gli avversari»12. Giudizio, senza dubbio, tranchant, ma che va inquadrato nella logica del giornale barcellonese, educato ad altri livelli calcistici.

Giochi che complessivamente sono però un trionfo per i cubani che passano dalle 47 medaglie (di cui 7 d’oro) di Winnipeg 1967 alle 105 (di cui 49 d’oro) di Calì, tanto che Fidel Castro accogliendo la delegazione cubana ebbe a dichiarare: «Un tempo il totale delle medaglie degli Stati Uniti era superiore a quello di tutti i paesi dell’America Latina messi insieme. Ora, dopo il formidabile sviluppo dello sport a Cuba, se totalizziamo le medaglie di tutti i paesi dell’America Latina messi insieme, superiamo di molto gli Stati Uniti. Abbiamo tolto loro di mano un’arma. Quel sentimento di inferiorità, che essi cercavano di creare nei paesi latino-americani, è distrutto»13.

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La nazionale ai Panamericani del 1971

L’eredità di Kim Yong-Ha. Dopo aver qualificato la nazionale cubana al Campionato CONCACAF, giocato tra il 20 novembre e il 5 dicembre 1971 a Trinidad e Tobago, il tecnico coreano lascia la guida tecnica a Segio Padròn e Nicolás Martínez, già suoi vice. Cuba finisce il torneo quarta dietro a Messico, Haiti e Costa Rica.

La collaborazione tra la federazione cubana e il tecnico coreano si chiude nel 1971. Kim Yong-Ha è ancora ricordato come un tecnico molto preparato: «Ha dato i suoi insegnamenti non solo ai calciatori, ma anche ai tecnici nazionali. Era un maestro avanzato sotto l’aspetto tecnico-tattico»14 lo descrive Dagoberto “Titi” Lara Soriano.

Segio Padròn lo ricorda così: «Il più grande tra i tecnici stranieri che sono passati sulla panchina della squadra nazionale. Kim conosceva moltissime tecniche. Ha imposto una grande disciplina tattica e ha ottenuto il meglio da ogni giocatore»15.
Andrés Faustino Roldàn Cordero gli riconosce grandi capacità: «Aveva una visione universale del calcio, gli piaceva il calcio latinoamericano e rapidamente si conquistò la fiducia dei giocatori»16.
L’esperienza di Kim Yong-Ha si chiude con uno score, in partite ufficiali, di tutto rispetto per una nazionale minore come quella cubana: 10 vinte, 3 pareggiate e 4 perse.

Grazie all’intelaiatura predisposta da Kim, negli anni ’70 Cuba segnò una decade di trionfi, forse la migliore della sua storia: medaglia d’oro a due edizioni Juegos Deportivos Centroamericanos y del Caribe (Santo Domingo 1974 e Medellín 1978), un argento ai Juegos Panamericanos (San Juan 1979) e qualificazione a due edizioni dei Giochi olimpici (Montréal 1976, eliminazione al primo girone, ma ottimo pareggio 0-0 con la Polonia, medaglia d’argento, e Mosca 1980, eliminazione ai quarti di finale).

JUEGOS DEPORTIVOS CENTROAMERICANOS Y DEL CARIBE 1970
Girone preliminare

03.03 Panama: Colombia – Cuba 2-1
04.03 Panama: Panama – Cuba 3-4
08.03 Panama: Nicaragua – Cuba 0-4

1. Colombia 6 (3-0-0, 12-3)
2. Cuba 4 (2-0-1, 9-5)
3. Panama 2 (1-0-2, 7-10)
4. Nicaragua 0 (0-0-3, 5-15)

Gruppo finale
09.03 Ciudad de Panamà: Cuba – Antille Olandesi 2-0 (José Verdecia 3, Francisco Fariñas 68)
11.03 Ciudad de Panamà: Cuba – Colombia 0-1 (Armando Torres 38) vittoria di Cuba a tavolino
13.03 Ciudad de Panamà: Cuba – Venezuela 5-0 (Masso 17, Hernández 20, Verdecia 57, 82, Fariñas 75)

1. Cuba 4 (2-0-0, 7-0)
2. Antille Olandesi 2 (1-0-1, 3-2)
3. Colombia espulsa, incontri annullati (viene concessa comunque la medaglia di bronzo)
4. Venezuela 0 (0-0-2, 0-8)

JUEGOS PANAMERICANOS 1971
Gruppo B –
Cartago 1.08: Cuba – Trinidad & Tobago 1:0
Cartago 3.08: Messico – Cuba 0:2
Cartago 4.08: Cuba – Giamaica 0:0

1. Cuba 5 (2-1-0, 3-0)
2. Trinidad & Tobago 3 (1-1-1, 3-2)
3. Messico 3 (1-1-1, 3-3)
4. Giamaica 0 (0-1-2, 0-4)

Gruppo Finale
Palmira 7.08: Cuba-Trinidad & Tobago 1:0
Palmira 8.08: USA – Cuba 0:2
Cali 9.08: Argentina – Cuba 1:0
Cali 11.08: Colombia – Cuba 2:1
Palmira 12.08: Cuba – Canada 1:0

1. Argentina 9 (4-1-0, 7-2)
2. Colombia 6 (2-2-1, 9-6)
3. Cuba 6 (2-2-1, 5-3)
4. Trinidad & Tobago 5 (2-1-2, 10-7)
5. Canada 3 (1-1-3, 4-7)
6. USA 1 (0-1-4, 2-12)

Marco Bagozzi

NOTE
1. Successivamente vengono ingaggiati l’ungherese Tibor Ivanicz (1980-81), l’italiano Giovanni Campari (1990-92) e il tedesco Reinhold Franz (2006-08).
2. La notizia è riportata in Fussball Woche, 28 maggio 1968, nr.22, anno 20
3.Omar Claro, Luis Hernandez Herez, en dos tiempos..goleador y federativo, http://claroendeportes.blogspot.com/2009/08/luis-hernandez-herez-en-dos-tiempos.html.
4. Omar Claro, Jorge Rafael Massó Mustelier. Pasion por el cuero: el centenario del futbol cubano, http://futbol-cubano.blogspot.it/2010/02/masso-mustelier-el-mas-grande.html
5. Colombia Doblegó a Cuba en Futbol, El Tiempo 4 marzo 1970
6. Andrés Roldán, http://www.ecured.cu/index.php/Andr%C3%A9s_Rold%C3%A1n
7. Escándalo del Fútbol colombiano, El Tiempo, 13 marzo 1970 e Se Fijan las Responsalidades, El Tiempo, 14 marzo 1970
8. Enrique Montesinos, Los Juegos Regonales más antiguos.Juegos Deportivos Centroamericanos y del Caribe, Odecabe-Cacso, http://www.mayaguez2010.com/results/pdf/odecabe/odecabe1.pdf
9. Questo lo score delle partite in Vietnam: 30/08/1970 Nam Ha: Nam Ha – Cuba 0-3; 02/09/1970, Hanoi: Armata Popolare Vietnamita (Thể Công) – Cuba 3-2; 06/09/1970, Haipong: Haipong – Cuba 0-0; 10/09/1970, Hong Bai: Quang Ninh – Cuba 0-0; 13/09/1970, Hanoi: Polizia Vietnamita – Cuba 2-2; 20/09/1970, Hanoi: Vietnam – Cuba 2-1; 24/09/1970, Viet Nac: Viet Nac – Cuba 0-0; 27/09/1970, Hanoi: selezione ferroviaria – Cuba 2-2.
Questo lo score delle partite in Cina: 21/05/1971, Pechino: Cina – Cuba 1-0; 23/05/1971, Pechino: Beijing – Cuba 0-0; 26/05/1971, Guangzhou: Guandong – Cuba 2-1; 30/05/1971, Shanghai: Shanghai – Cuba 1-0; 01/06/1971: Shanghai: Selezione giovanile cinese – Cuba 0-0
10. Omar Claro, Sergio Josè Padròn Moreno. Pasion por el cuero: el centenario del futbol cubano, http://claroendeportes.blogspot.it/2009/08/mas-del-centenario.html
11. Questa la rosa dei cubani: José Reinoso, Antonio Garcés, Rene Benora, Miguel Bonilla, Cordero, Luis Hernández, José Luis Elajaldre, Francisco Fariñas, Luis Holmaza, Jorge Rafael Masso, Jose Ochoa, Luis Odelin, Oreste Pérez, Rene Puertas, Miguel Rivero, Andrei Roldan, José Verdecia
12. Terminaron brillantemente unos «panamericanos» senciacionales, El Mundo Deportivo, sabato 14 agosto 1971
13. Cit in Raymond Pointu e Roger Fidani, Cuba. Sport in rivoluzione, Guaraldi Acri/Uisp, 1976, pag. 39
14. Omar Claro, Dagoberto “Titi” Lara Soriano. Pasion por el cuero: el centenario del futbol cubano, http://futbol-cubano.webcindario.com/dagoberto_lara.htm
15. Omar Claro, Sergio Josè Padròn Moreno. Pasion por el cuero: el centenario del futbol cubano, http://futbol-cubano.webcindario.com/sergio_padron.htm
16. Omar Claro, Andrés Faustino Roldàn Cordero. Pasion por el cuero: el centenario del futbol cubano, http://futbol-cubano.webcindario.com/andres_roldan.htm
Questo e i precedenti articoli citati di Omar Claro sono raccolti nel libro Pasion por el cuero: el centenario del futbol cubano, scritto nel centesimo anniversario della nascita del calcio cubano. Il giornalista, da me interpellato, ha definito il periodo di Kim Yong-Ha «il periodo d’oro del calcio cubano».

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