Euro 2000

A volte, il calcio, il magico mondo del pallone, sa essere al tempo stesso beffardo, crudele, infingardo.

E la storia che rievochiamo questa domenica, la prima di luglio, purtroppo, rientra nella categoria delle partite atroci e impossibili da dimenticare.

Allora, come oggi, era il 2 luglio. Guarda caso sempre di domenica.

Siamo nell’anno 2000, 17 anni fa. Si disputa la finale dell’undicesima edizione dei Campionati europei, giocatisi in Belgio e in Olanda, e l’ultimo atto si disputa a Rotterdam, nella nazione dei tulipani.

A sfidarsi la Francia campione del Mondo in carica di Roger Lemerre e l’Italia di Dino Zoff. Ad alzare il trofeo continentale sono i transalpini, che vincono 2-1 al Golden Goal (sì, all’epoca, esisteva questa regola scellerata, disgraziata e inutile) al termine di una partita drammatica e al cardiopalma al tempo stesso, con gli eroici azzurri avanti fino al 93′. Anzi, per essere più precisi, fino a 30” dal fischio finale. Prima di essere beffati da un rasoterra di Sylvain Wiltord e dalla rete di David Trezeguet, che quell’estate passerà alla Juventus, facendone le fortune per dieci anni.

Da quella serata nefasta, si diceva, sono passati 17 lunghi anni. Ma nessuno ha mai dimenticato. E dimentica. Ancora oggi riassumere quanto accaduto in quell’Europeo è un po’ come riaprire una ferita mai del tutto cicatrizzata.

La nostra compagine arriva con un buon organico e in grado di poter far bene. Tanti gli uomini su cui poter contare: Francesco Toldo, Alessandro Nesta, Fabio Cannavaro, Paolo Maldini, Stefano Fiore, Francesco Totti, Alessandro Del Piero, Marco Delvecchio, Filippo Inzaghi. Fuori dai giochi Christian Vieri, il bomberone bolognese si infortunò pochi giorni prima durante lo spareggio tra Inter e Parma.

Nella fase a gironi, l’Italia è inserita nel gruppo B insieme a Turchia, Belgio e Svezia. Fa un filotto di tre vittorie, battendo i turchi per 2-1 (indimenticabile la marcatura in rovesciata di Antonio Conte), i padroni di casa per 2-0 (Totti e Fiore), la Svezia sempre 2-1 (Di Biagio e Del Piero). Nei quarti di finale, ci capita la Romania, ma un secco 2-0 firmato Totti e Inzaghi fa volare gli azzurri in semifinale contro i fortissimi olandesi, dati per favoriti alla vigilia e reduci dai sei goal rifilati alla Jugoslavia.

La partita con i padroni di casa si gioca il 29 giugno ad Amsterdam, e anche questa passerà come una delle più incredibili della storia del pallone nostrano. Vincono gli italiani 3-1 dopo i calci di rigore. Al 120′ il risultato è 0-0, ma succede di tutto. Zambrotta espulso dopo pochi minuti, e due rigori sbagliati dagli Orange nei tempi regolamentari da Frank De Boer (bravissimo Toldo) e Patrick Kluivert, che invece colpisce il palo. Alla lotteria dei penalty, è da applausi il cucchiaio di Totti a Van Der Sar, e le parate di Toldo su Frank De Boer – già, sempre lui – e Bosvelt.

Si arriva all’ultimo atto, allora. A contenderci il titolo continentale che manca dal 1968 sono i cugini francesi che due anni prima si sono laureati campioni del Mondo. È il 2 luglio, appunto. La gara è tattica ed equilibrata, e per sbloccarla serve un episodio. Arriva, ed è italiano. Delvecchio sblocca la contesa finalizzando un traversone al bacio di Pessotto. Il match prende un’inerzia diversa e gli azzurri hanno varie opportunità in contropiede per raddoppiare, ma Del Piero è troppo impreciso. In difesa, invece, conteniamo bene gli attacchi francesi. Al 93′, però, Wiltord è bravo e fortunato a battere Toldo con un diagonale rasoterra che scivola via sotto il braccio del portierone nazionale, dopo aver sfruttato una leggerezza della difesa italiana in fase di disimpegno a qualche decina di secondi dalla conclusione del periodo di recupero.

Mancavano pochi secondi al fischio finale, e invece si consuma la beffa. Che diventa ancora più atroce qualche minuto dopo, quando Trezeguet manda in estasi il popolo transalpino con il Golden Gol (regola poi abolita) che manda i transalpini sul tetto d’Europa quando la nazionale italiana aveva ormai messo una mano e mezzo sul trofeo. Bissato il successo mondiale di due anni prima e quello continentale del 1984.

Agli azzurri restano soltanto le lacrime e un Europeo non vinto nonostante le zero sconfitte (ai tempi regolamentari) in tutto il torneo. Come nei mondiali casalinghi del 1990.

Dino Zoff, il nostro commissario tecnico, all’indomani decide di rassegnare le dimissioni a causa delle forti critiche arrivate da Silvio Berlusconi.

Ma questa è tutta un’altra storia…

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