Agli inizi di luglio, la Borsa di Shanghai ha subito un’imponente flessione: l’indice ha chiuso, questo sabato, con un -5,77%, un risultato così negativo che non accadeva dal 1992. Il crollo, giusto pochi giorni dopo l’accordo, con 57 paesi, per la fondazione dell’Asian Infrastructure Investment Bank, una banca asiatica nella quale la Cina è azionista di maggioranza. Lo scorso fine settimana, il listino bancario di Shanghai ha continuato sempre più ad allontanarsi dalla soglia dei 4.000 punti, chiudendo a 3.686, chiudendo così un periodo di relativa crisi bancaria per la Repubblica Popolare.

La perdita del marcato azionario cinese è stata notevole, stimata in circa 2.800 miliardi di dollari; tuttavia il governo cinese ha messo subito in atto contromisure che, fino ad ora, si stanno verificando efficaci.

Le autorità di Pechino hanno, per prima cosa, promesso punizioni severe per i manipolatori del mercato, annunciando imponenti indagini di polizia. Sul mercato, invece, hanno tagliato del 30% le commissioni sulle transazioni finanziarie, hanno vietato operazioni ribassiste e fatto di tutto per impedire un’ulteriore volatilità del mercato azionario. Come ha spiegato Liu Li, analista di Shanxi Securities Co, «le misure governative sono solo atte a stabilizzare il mercato, ed a fornire una via di uscita per coloro che vogliono andarsene»(1).

Quando sabato il mercato cinese si è chiuso, tanti investitori sono corsi ai ripari, temendo ulteriori chiusure in ribasso o operazioni di brokeraggio dannose. Tuttavia, le manovre effettuate dallo Stato cinese si sono dimostrate efficaci, nei loro scopi.

L’indice di Shanghai, lunedì, dopo aver aperto con un +7,8%, ha chiuso in rialzo, a +2,4%, ed a 3.775 punti. Anche l’indice dei gruppi cinesi, il CSI300 ha chiuso con un +2,9%, a 3.998 punti, mentre hanno chiuso ancora in calo Shenzhen e l’indice ChiNext (rispettivamente -1,3% e -4,2 %). Grandi rialzi si sono verificati invece nelle banche statali: la Bank of China, l’Agricultural Bank of China e l’Industrial & Commercial Bank of China hanno chiuso con aumenti tutti a ridosso del +10%.

In generale, le altre banche asiatiche hanno chiuso in leggero calo (probabilmente a seguito degli esiti della situazione greca), tuttavia la Cina, grazie ad un massiccio intervento statale, sembra essersi messa in sesto dopo le ultime tre settimane di cadute finanziarie.

Note:
1.http://economictimes.indiatimes.com/markets/stocks/news/china-stocks-end-higher-after-unprecedented-rescueefforts/articleshow/47952946.cMs

Fonti:
http://www.wallstreetitalia.com/article/1819577/mercati/shanghai-crolla-5-8-cina-puniremo-severamente-manipolazione-mercati.aspx
http://www.agichina.it/in-primo-piano/finanza/notizie/cina-borse-chiudono-contrastate-br-/shanghai-24-shenzhen–14

Gentile Lettore, ogni commento agli articoli de l'Opinione Pubblica sarà sottoposto a moderazione prima di essere approvato. La preghiamo di non utilizzare alcun tipo di turpiloquio, non accendere flames e di mantenere un comportamento decoroso. Non saranno approvati commenti che abbiano lo scopo di denigrare l'autore dell'articolo o l'intero lavoro della Redazione. Per segnalazioni e refusi la preghiamo di rivolgersi al nostro indirizzo di posta elettronica: [email protected].

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.