La Camera ha approvato senza modifiche il disegno di legge costituzionale per il taglio dei parlamentari. I sì in totale sono stati 310 (M5s, Lega, Fi e Fdi), i no 107 (Pd, Leu, +Europa, Civica Popolare), gli astenuti 5 (Nci). Si tratta della prima delle due letture conformi previste dalla Costituzione per le modifiche della Carta. Le poltrone scenderanno da 945 a 600, ben 345 in meno.

La sforbiciata sarà del 36,5%. Il numero dei deputati scenderà da 630 a 400; i senatori elettivi da 315 a 200, con un massimo di 5 senatori a vita di nomina presidenziale. Non viene modificata, invece, la norma che prevede che gli ex Presidenti della Repubblica siano senatori di diritto e a vita. I deputati eletti nella circoscrizione Estero saranno otto e non più dodici, i senatori quattro invece che sei. Il testo interviene anche sulla previsione costituzionale dell’articolo 57, terzo comma, che individua un numero minimo di senatori per ciascuna Regione. Rispetto al testo vigente, si stabilisce che è pari a tre il numero minimo di senatori elettivi per ciascuna Regione o Provincia autonoma. Resta immutata la rappresentanza del Molise (due senatori) e della Valle d’Aosta (un senatore).

La riduzione del numero dei parlamentari verrà applicata a partire dalle prime elezioni successive all’approvazione della legge, a patto che siano trascorsi almeno 60 giorni dalla sua entrata in vigore.

Attraverso “Il Blog delle Stelle”, i pentastellati hanno sferrato un duro attacco al Pd: “Indovinate chi ha votato contro…ma certo, il PD! Hanno dimostrato ancora una volta a cosa realmente tengono: a tenersi strette le poltrone e gli stipendi d’oro. Ma vi pare normale? Dopo anni in cui gli italiani hanno fatto enormi sacrifici a causa dell’austerità, imposta dagli euroburocrati sostenuti da Renzi e Gentiloni, questi politici pensano solo a conservare i loro privilegi e votano contro un risparmio netto di 500 milioni di euro per i cittadini! E’ veramente indegno!”.

“Questi del Pd, si legge ancora, non mollano la poltrona, presentano proposte per prelevare 90 milioni dalle tasche degli italiani e metterli nelle casse dei partiti, avrebbero voluto aumentare a 19 mila euro gli stipendi dei parlamentari e reintrodurre i vitalizi. Ma cosa si sono messi in testa? E questo sarebbe il ‘nuovo’ PD di Zingaretti?”.

“Noi, concludono i grillini, andiamo avanti come un treno, ci sentiamo dalla parte giusta: via le poltrone di 345 parlamentari, aboliti i vitalizi a ex senatori, ex deputati ed ex consiglieri regionali, sforbiciata alle pensioni d’oro e presto taglio per legge di tutti gli stipendi dei parlamentari. Questa è la politica fatta per i cittadini!”.

Roberto Calderoli, senatore della Lega e vicepresidente del Senato, rivendica la primogenitura della lunga battaglia per il taglio degli scranni: “Oggi arriva a compimento una mia battaglia storica. Posso anche comprendere e condividere la sincera esultanza oggi del ministro Fraccaro e del M5s, per essere arrivati a questo voto definitivo e a questo taglio atteso da decenni, però sia chiaro a tutti che la proposta di legge votata è la mia, come sono stato io il relatore della legge approvata al Senato, confermata identica alla Camera, per cui questa legge è opera mia”.

“Ricordo agli amici pentastellati, aggiunge il senatore del Carroccio, che quando io cercavo di ridurre il numero dei parlamentari, attraverso una modifica costituzionale approvata in via definitiva dal Parlamento nel 2005 e poi bocciata al referendum confermativo, il Movimento 5 stelle non era ancora nato e, detto con tutta la simpatia, il ministro Fraccaro portava ancora i braghini corti. Questa è stata una mia battaglia storica, questa è una mia vittoria. Ed è una vittoria del buon senso, una vittoria per i cittadini”.

Di avviso diametralmente opposto il Pd. Roberto Giachetti ha definito la riduzione degli scranni “una cazzata”, mentre per Emanuele Fiano si tratta di “un rischio per la democrazia”.

 

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