Via libera della Camera alla nuova legge sulla legittima difesa che ora passa al Senato. I sì sono stati 225 (Pd, Ap, Civici e innovatori), i no 166 (M5s, Forza Italia, Lega Nord, Fratelli d’Italia, Sinistra Italiana e Mdp) mentre gli astenuti sono stati 11 (Centro Democratico e Psi).

La legge prevede che la difesa sia legittima come “reazione ad un’aggressione commessa in tempo di notte ovvero la reazione a seguito dell’introduzione nei luoghi” con “violenza alle persone o alle cose ovvero con minaccia o con inganno”. Si lascia tuttavia “al giudice un margine per decidere e valutare quella condotta”, come ha spiegato il relatore del provvedimento, David Ermini (Pd).

Tra le novità introdotte dalla legge, l’obbligo per lo Stato di pagare le spese processuali, compreso il compenso per gli avvocati, nel caso in cui la persona imputata venga dichiarata “non punibile per aver commesso il fatto”. Un onere per l’erario stimato in 295.200 euro a decorrere dal 2017.

Scontenti i partiti del centrodestra: Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d’Italia. Fdi e leghisti, hanno esposto cartelli in aula accusando la maggioranza di aver voluto una “legge a metà”.  Lo stesso Matteo Salvini, presente nelle tribune riservate al pubblico, è stato allontanato e accompagnato fuori dai commessi poco prima della votazione finale.

Il leader della Lega che indossava una maglietta con su scritto “La difesa è sempre legittima”, ha gridato “vergogna, vergogna”. “Questa legge è l’ennesimo affronto di un governo clandestino che arma i ladri e non difende i cittadini: quando la Lega sarà al governo farà una legge seria”, ha tuonato Salvini.

Dura anche Giorgia Meloni che è scesa immediatamente in piazza, a Montecitorio.

“Siamo scesi con le catene in piazza a simboleggiare la condizione nella quale versano gli italiani dopo l’approvazione del disegno di legge sulla legittima difesa. Un disegno di legge che ancora una volta vuole legare le mani agli italiani, che saranno impossibilitati a difendersi da uno Stato sempre più vicino ai criminali che alle vittime”, ha dichiarato la leader di Fdi.

“Noi di Fratelli d’Italia, ha spiegato Meloni, continuiamo a essere schierati dalla parte delle vittime e speriamo che gli Italiani ci diano la possibilità di approvare, quando governeremo questa nazione, una legge che dica: la difesa è sempre legittima”.

Uno dei punti più contestati è la discrezionalità riservata al giudice, chiamato a decidere caso per caso. Esclusa invece ogni colpa di chi reagisce “in situazioni comportanti un pericolo attuale per la vita, per l’ integrità fisica, per la libertà personale o sessuale”.

Provvedimento bocciato anche dal M5S.

“Il dibattito sulla legittima difesa è stato puramente basato sulla propaganda elettorale dimenticando la realtà, per questo motivo abbiamo votato contro. La sicurezza e la giustizia devono essere in primis assicurati dallo Stato. Ma diventa difficile se i governi precedenti e attuali non investono risorse sulle forze dell’ordine o su piani di prevenzione. Questo il punto cruciale sul perché i cittadini si sentono insicuri. Abbiamo fatto una proposta concreta in merito all’indennizzo dovuto alle vittime di reati violenti, perché ad oggi è un fondo assolutamente inutile per i tanti troppi paletti messi per impedire che tutti i cittadini possano accedervi. Questa nostra proposta concreta è stata bocciata, così chi subisce un reato violento non ha assolutamente nessun sostegno da parte dello Stato, ed è una vergogna”. Lo affermano in una nota i componenti M5s della commissione Giustizia.

Contro il Pd anche Roberto Saviano, il maître à penser di buona parte della sinistra italiana, ma per ragioni diametralmente opposte a quelle di Forza Italia, Lega e Fdi.

“Non è consentendo alle persone di armarsi e di sparare che si tutela la sicurezza dei cittadini. È solo un’illusione e una mancia politica per ottenere consenso. Con il decreto Minniti e la proposta di legge sulla legittima difesa, il partito democratico ha deciso definitivamente di essere un partito della peggior destra che fa leva su istinto, ignoranza e luoghi comuni”. Così Saviano su Facebook.

 

 

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