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Il segretario della ‘Lega Nord’ Matteo Salvini è stato accusato di strumentalizzare una tragedia dopo aver commentato i recenti fatti di Rimini, ribadendo una volta di più la sua ricetta per gli autori di violenza sessuale: “Per quelli che stuprano l’unica soluzione è la castrazione chimica, maggiorenni o minorenni che siano, italiani o stranieri”.

Siamo ben consapevoli del fatto che il tasso di strumentalità degli argomenti portati avanti dai politici italiani di tutti gli schieramenti è sempre altissimo, eppure stavolta ci sembra di rilevarne perfino meno del solito, visto e considerato che il problema esiste davvero e che Salvini ne parla con una certa insistenza già da parecchio tempo, anche perché si tratta d’un argomento forte per chi caldeggia il contrasto dell’immigrazione.

Pochi giorni orsono il ‘Viminale’ ha reso pubblico il seguente dato: da gennaio a luglio di quest’anno sono stati denunciati per stupro 1.534 italiani e 904 stranieri. In pratica tra le persone denunciate, circa un terzo sono straniere: essendo circa il 10%, si può evincere che la propensione degli stranieri che vivono in Italia a commettere questo reato è più di tre volte superiore a quella degli autoctoni.

Sia chiaro che stiamo parlando di denunce, ovvero di atti ufficiali regolarmente registrati, perciò disponiamo di dati reali ed oggettivi, mentre per la dimensione del fenomeno della violenza sessuale non ne possiamo avere e ci dobbiamo accontentare di stime, in quanto quelli sessuali sono, tra tutti i reati, quelli psicologicamente più difficili da denunciare.

E’ stata proposta l’ipotesi che riferendosi alle denunce si possa sovrastimare la quota di stranieri che si macchiano di violenza sessuale, ma non è stato possibile dimostrarla.

Da uno studio ‘Istat’ del marzo 2017 col titolo ‘La violenza contro le donne dentro e fuori la famiglia’ gli stupri denunciati risultano circa il 12% del totale: un milione e 157 mila donne avrebbero subito nel corso della vita almeno uno stupro o tentato stupro.

Tra le vittime la percentuale di donne straniere è sensibilmente maggiore rispetto alle italiane: non c’è da sorprendersi se si considera che la stragrande maggioranza delle violenze sessuali avviene da parte di conoscenti e in particolare, scendendo ancora più nel dettaglio, da parte di partner, ex-partner o addirittura da familiari.

Non a caso tra gli stranieri sono i rumeni (europei e cristiani…) a presentare la maggiore propensione ai reati sessuali, ben quattro volte superiore alla media della popolazione generale, mentre tra le donne vittime di violenza le rumene risultano al secondo posto, poco sotto le moldave, tra l’altro a loro vicine per origine geografica e per cultura.

Si tratta di dati statisticamente consistenti e non ha alcun senso accusare chi li cita di strumentalizzazione: o si è capaci di confutarli oppure si deve prenderne atto. Il fenomeno della violenza sessuale tra gli stranieri arrivati in Italia, dati alla mano, ha una dimensione maggiore che tra gli autoctoni. Dirlo non è “una semplificazione”, bensì corrisponde alla realtà.

Un’illusione è invece pensare di poter risolvere tutto con la castrazione chimica: i farmaci utilizzati riducono il livello di testosterone, con conseguente diminuzione dell’interesse sessuale, ma lo stupratore non è spinto da una ricerca spasmodica di piacere, bensì dalla ricerca di un potere da esercitare attraverso la crudeltà.

Per di più, i suddetti farmaci producono una serie di effetti collaterali tra i quali un decremento delle facoltà cognitive, cosicché il soggetto sottoposto contro la sua volontà al procedimento, si ritroverebbe sì sessualmente impotente, ma più arrabbiato e forse perfino più stupido e quindi, tutto sommato, ancora più pericoloso.

 

 

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