Come i nostri lettori avranno avuto modo di vedere, di sette di cui occuparci c’è un quantitativo praticamente infinito, inesauribile, che cresce di giorno in giorno. Fra sette di origine nazionale e sette di origine estera, l’assortimento è tanto vasto quanto preoccupante, oltre ad essere caratterizzato da un’infinità di credi o pseudo-religioni delle più disparate.

Se è vero che molte di queste sette, alla fine, non sono realtà sempre pericolose o nocive nei confronti dell’ordine pubblico o sociale, non arrivando cioè a compiere azioni pericolose per la sicurezza pubblica o cose del genere, è però anche vero che a caratterizzarle vi è un sistema psicologico che schiaccia o comprime chi ne entra a far parte e che, oltre a spersonalizzarlo e a privarlo della sua vera vita, lo può pure rendere un soggetto potenzialmente pericoloso per sé o per gli altri. Proprio per questo motivo, anche quelle sette che apparentemente possono sembrare “innocue” devono comunque ricevere l’attenzione delle autorità e “di chi di dovere”, sia per prevenire che possano degenerare sia per cautelare maggiormente l’opinione pubblica.

Una setta di provenienza cinese, la Chiesa del Pieno Scopo, più comunemente nota col suo nome inglese “Full Scope Church”, in cinese “Quanfanwei Jiaohui”, ultimamente ha attirato la nostra attenzione. Si tratta di un movimento “decano” nella storia delle sette fiorite nella Cina popolare, praticamente uno dei primi, formatosi per l’esattezza nel 1984 nella provincia dell’Henan. Il suo fondatore era Xu Yongze, conosciuto in Occidente come Peter Xu, nato nel 1940 nella contea di Zhenping da due genitori di religione cristiana.

Da piccolo, raccontava Xu Yongze, aveva avuto una visione mistica, in cui Dio gli era apparso dicendogli che sarebbe diventato un predicatore cristiano. Questi aneddoti, solitamente, sono molto comuni nelle rivelazioni autobiografiche dei vari guru o capi “carismatici” fondatori o continuatori delle sette religiose più disparate. Dal suo connazionale Li Hongzhi, fondatore del Falun Gong, all’indiano Sai Baba, fino a moltissimi altri, tutti hanno sempre raccontato di aver ricevuto “visite” dal mondo divino fin dalla più tenera età, ottenendone un incarico o un’investitura a rivelare la “verità” al resto del mondo. Si tratta, insomma, della “sindrome dei profeti”, giacché ciascuno di loro si considera o quantomeno ha fatto di tutto per presentarsi agli altri come tale. Anche questo è uno dei tanti aspetti che ci fa capire quando ci troviamo davanti ad una persona con disturbi di tipo narcisistico, che può creare una realtà settaria intorno a sé o che già l’ha creata.

La Chiesa pseudo-cristiana messa in essere da Xu Yongze ha probabilmente visto la sua genesi ben prima del 1984, forse fin nel 1968, sopravvivendo sotterraneamente per tutto il quindicennio successivo quando, date anche le maggiori aperture nel frattempo createsi in Cina, ha immediatamente colto l’occasione per uscire maggiormente allo scoperto. Tra i suoi nomi, oltre a “Full Scope”, vi erano e vi sono pure quelli di “All Range” e “All Sphere”, a voler indicare quindi una sua ambizione di presentare un’interpretazione della dottrina cristiana completa, reale e veritiera più di ogni altra Chiesa e movimento cristiano che l’aveva preceduta. Quindi non si parla solo di Chiesa del Pieno Scopo, ma anche A Tutto Campo, A Pieno Titolo, A Livello Globale, ecc.

Altri nomi, ad indicare pure la severità o austerità di quella dottrina, sono quelli di “Born Again”, quindi dei Nati Nuovamente, dei Risorti o Resuscitati, e dei “Weepers”, ovvero i Piangenti, i Lacrimanti. I riferimenti a certi movimenti di riforma del Cristianesimo, sia all’interno del Cattolicesimo che al suo esterno, e visti al tempo come eresie dalla Chiesa di Roma, sono abbastanza evidenti e sappiamo anche come essi, dal Medioevo al Rinascimento ed oltre, non sempre si siano proprio ricoperti di gloria.

Il nome di Weepers si riferiva, in particolare, al fatto che i membri della setta, in occasione dei ritiri e degli esercizi spirituali della durata di tre giorni chiamati “Incontri di Vita”, esplodevano in pianti incessanti, che secondo Xu Yongze erano il segno esteriore del loro essere approdati alla “salvezza”. Tali esercizi spirituali, che ricordano molto quelli da certi ordini religiosi cristiani già secoli fa (molti, forse, penseranno a “Todo Modo”), furono giudicati da alcuni esperti di teologia come i pastori Samuel Lamb ed Allen Yuan come delle autentiche forme di eresia.

Nel 1988, le autorità cinesi, che stimavano in alcune migliaia di persone il numero di seguaci della setta, decisero di mettere quest’ultima al bando, inserendone il nome nella lista degli “xie jiao”, ovvero di tutti quei gruppi i cui insegnamenti eterodossi e subdoli hanno come effetto e fine quello di annientare l’indipendenza e la personalità del soggetto e di creare veri e propri gruppi o corpi sociali potenzialmente o fattivamente pericolosi per la società e per lo Stato. Questa setta, apparentemente di stampo protestante ed evangelico, si poneva in diretta concorrenza con la Chiesa protestante nazionale, la Chiesa delle Tre Autonomie, il cui culto ed operato è riconosciuto dallo Stato. Tra le ragioni che indussero le autorità cinesi a preoccuparsi per le attività della Chiesa di Xu Yongze, non a caso, vi erano anche i lamenti di molti cittadini che vivevano in edifici o appartamenti vicini a quelli dove la setta teneva i suoi riti: costoro erano infatti estremamente allarmati sia per le grida che per i rumori, così come per una serie di comportamenti nel migliore dei casi sospetti, nel peggiore intimidatori.

Lo stesso leader, Xu Yongze, nel 1997 venne arrestato ma fu scarcerato nel 2000, andando a quel punto a vivere negli Stati Uniti al pari del precedente menzionato Li Hongzhi del Falun Gong. Visto dalle autorità statunitensi come un “perseguitato politico” da parte del governo di Pechino, che lo consideravano funzionale proprio all’interno del quadro di una più vasta e tradizionale politica di rivalità verso la Cina, al pari di altri presunti “perseguitati” o “rifugiati” (cinesi e non) non ha avuto nessun problema nel poter continuare a fare negli Stati Uniti ciò che già faceva in patria, oltretutto godendo di un benevolo atteggiamento improntato al “lasciar fare”.

Un articolo “difensivo” nei confronti di questa setta è stato pubblicato lo scorso anno dal sito italiano che rappresenta, col nome dell’associazione “Stella del Mattino”, la Chiesa di Dio Onnipotente in Italia. Tale articolo, a sua volta, era stato ripreso dalla testata online Bitter Winter, che sempre si occupa di quei gruppi religiosi che ritiene essere perseguitati in Cina. Proprio secondo questa testata, molti avvocati che si occupano di diritti umani e religiosi le starebbero riportando, in maniera riservata e confidenziale, di aver iniziato a seguire negli ultimi tempi sempre più casi in Europa relativi ai fedeli di questa setta. Si tratta, come avviene anche per la Chiesa di Dio Onnipotente, di cittadini cinesi che cercano di avere l’asilo politico in Europa per ragioni a loro dire legate alla “persecuzione religiosa” ricevuta in patria.

Anche la Chiesa di Dio Onnipotente, come sappiamo, è un movimento religioso evangelico di origine cinese, bandito in patria e riaffermatosi con un certo successo all’estero. E molti suoi seguaci e fedeli, che hanno lasciato la Cina, hanno cercato di ottenere l’asilo politico in Europa, spesso ottenendolo, così come in altre nazioni come il Canada, gli Stati Uniti, l’Australia e la Nuova Zelanda, che ne sono le mete principali e anche quelle che più facilmente concedono loro tale forma di protezione. La “Full Scope Church”, quindi, sta replicando, con ritardo ma sicuramente con l’intenzione di recuperare tutto il tempo perduto, quel che la Chiesa di Dio Onnipotente ha iniziato a fare anni fa, e che ancor oggi continua a maggior ragione a fare.

Le sette, a maggior ragione se religiosamente affini ed accomunate dalle medesime origini o dai medesimi obiettivi politici, non di rado si aiutano fra di loro ed il fatto che la diramazione italiana della Chiesa di Dio Onnipotente sostenga la causa degli “amici” della Full Scope Church ne è una piccola ma significativa testimonianza. Ad accomunare queste sette come tante, oltre che i fini, vi è infatti e non di rado anche una certa tendenza a considerarsi “ingiustamente perseguitate”, cosa che poi sappiamo essere in realtà ben lontana dal vero.

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