La Cina ha accettato di investire più di 20 miliardi di dollari in Venezuela per aiutare il paese a superare la crisi economica in cui versa. Una condizione difficilissima, aggravata dal crollo dei prezzi del petrolio, su cui stanno soffiando le opposizioni e i loro sponsor (Usa in primis). A dare l’annuncio è stato il presidente venezuelano all’Agencia Venezolana de Noticias.

Nicolás Maduro è stato a Pechino dalla giornata di lunedì per partecipare all’importante incontro tra la Cina e la Comunità degli Stati dell’America Latina e dei Caraibi (CELAC) – una coalizione di 33 paesi che si è formata nel 2011. Il presidente venezuelano non ha fornito ulteriori dettagli e non è chiaro se la somma rappresenti un’effettiva iniezione di denaro fresco o rientri nelle somme già stanziate, previste da accordi pre-esistenti. Maduro ha dichiarato alla VTV che il denaro sarà utilizzato per progetti di edilizia abitativa, sviluppo tecnologico, programmi energetici ed infrastrutture.

Xi Jinping ha detto giovedì che la Cina avrebbe investito 250 miliardi di dollari nei paesi dell’America Latina nel prossimo decennio. La mossa rientra nella strategia di Pechino di aumentare la sua influenza in una regione che tende a guardare verso gli Stati Uniti come principale partner commerciale.

Pechino ha elargito 50 miliardi di dollari al Venezuela, a partire dal 2007, per lo più in cambio di forniture di petrolio. Il paese esporta circa 600.000 barili di petrolio al giorno verso la Cina, dei quali quasi la metà servono per rimborsare i prestiti ottenuti.

Lo scorso luglio, la Cina ha offerto un prestito al Venezuela di 4 miliardi di dollari, durante la tappa a Caracas del viaggio di dieci giorni del presidente cinese in America Latina. Xi Jinping, nella giornata di mercoledì, ha parlato di Maduro come di “un vecchio e buon amico del popolo cinese”, evidenziando come le relazioni tra Cina e Venezuela si siano evolute e cresciute di livello.

La popolarità di Maduro è precipitata con l’acuirsi della crisi economica del suo paese. Il suo indice di gradimento, a novembre, era pari al 24,5%, meno della metà di quello registrato ad inizio mandato. Dal petrolio dipendono infatti il 95% dell’export, la gran parte delle entrate fiscali, e i due terzi del Pil del Venezuela. Le esportazioni sono calate del 47% nel 2015, la produzione industriale è scesa dell’8%, il PIL reale segna un meno 7%, con un’inflazione che nel 2014 era del 68.5% e quest’anno è attesa al 150 per cento.

Maduro ha denunciato l’esistenza di un complotto internazionale per affossare il suo paese. Prima del forum CELAC, la Cina ha anche promesso un finanziamento di 7,5 miliardi di dollari all’Ecuador, un altro stato colpito duramente dalla caduta dei prezzi del petrolio.

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