La Repubblica Islamica dell’Iran succederà come secondo utente alla società industriale di aeronautica cinese di Chengdu per i J-10 senza sborsare un dollaro alla Cina, firmando un contratto che permette a Pechino di sfruttare uno dei più grandi giacimenti di petrolio su suolo iraniano nei prossimi 20 anni, secondo Want Daily.

La Cina offrirà all’aeronautica militare iraniana circa 24 (F-10 Vigorous Dragon). Il costo di un singolo aereo è stimato sui 40 milioni di dollari; il tutto ammonterà a circa 1 miliardo di dollari. Tutto questo sarà barattato con 20 anni di esportazioni di petrolio dal giacimento di Azadegan, da parte della Cina.
I piloti saranno in grado di difendere lo spazio aereo iraniano e dell’intero Golfo Persico.

Molti analisti militari cinesi credono che gli USA non saranno assolutamente “felici” di questo affare ed è presumibile che la stessa Cina si trovi ad affrontare la pressione internazionale degli alleati degli USA nella regione. Altri nel frattempo hanno voluto precisare che 24 aerei da combattimento non costituiranno una notevole differenza strategica in Medio Oriente.

E’ stata adottata, notizia poi immediatamente smentita, la tecnologia di Israele per fabbricare gli J-10. Davvero singolare questo caso: come può essere mai possibile che il nemico numero uno di Tel Aviv, l’Iran, possa godere della tecnologia militare israeliana?

Il Pakistan è il primo cliente di Pechino nel campo dell’aeronautica. Nel 2009, la Cina con un contratto di 1,4 miliardi di dollari, ha esportato ad Islamabad circa 36 aerei militari FC-20. L’aereo è destinato ad essere fornito di missili SD-10A, oltre a quelli aria-aria. Tuttavia, ancora nessun’aereo è stato consegnato al Pakistan.

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