Cina 67° anniversario

Questo Primo d’Ottobre è stato un giorno di fondamentale importanza per la Cina. A Pechino così come nelle località più remote del vasto paese asiatico, infatti, s’è celebrato il 67esimo anniversario della fondazione della Repubblica Popolare Cinese, ma anche la Giornata dei Martiri e la fine della Lunga Marcia. Dunque una serie d’avvenimenti d’importanza fondamentale sia in termini storici che politici, che tutti insieme vanno a comporre l’identità dello Stato socialista cinese e della società che è alla sua base.

Yu Zhengsheng, tra i massimi esponenti del Partito Comunista e del governo cinesi, ha affermato e ribadito l’importanza della coesione fra le oltre cinquanta etnie che compongono il vasto mosaico nazionale, in un discorso fiume che ha riscosso una grande attenzione anche oltre frontiera. Quanto detto da Yu Zhengsheng è stato prontamente ripreso e rilanciato anche dalle altre autorità cinesi, dal premier Li Keqiang al Presidente Xi Jinping.

In questi 67 anni di storia la Repubblica Popolare Cinese ha attraversato momenti talvolta critici, come la Rivoluzione Culturale sui cui livelli più estremi il governo di Pechino nutre giudizi non sempre lusinghieri. Il Presidente Mao, fondatore dello Stato, è una figura fortemente rispettata e valorizzata, così come del resto lo è il successore Deng Xiao Ping, passato alla storia come colui che diede il via alle prime grandi riforme che, dopo lo Stato, fondarono anche l’economia cinese così come la conosciamo oggi.

Dalla fondazione della Repubblica Popolare ad oggi, la Cina s’è imposta al mondo dapprima come potenza politica ed ideologica, e quindi anche come potenza economica e finanziaria. Oggi nessuno può più contestarle lo status di superpotenza, operante all’interno di un mondo ormai sempre più multipolare e che essa stessa ha contribuito a traghettare dall’unipolarismo a guida statunitense degli Anni ‘90 al multipolarismo contemporaneo e futuro.

È soprattutto nel mondo emergente che s’intuisce maggiormente la forza della Cina. In Africa, per esempio, la sua presenza è sempre più palpabile e vede i paesi del Continente Nero uscire da anni di guerre e di sottosviluppo soprattutto grazie ai suoi investimenti e alla sua mediazione. In America Latina l’arrivo dei capitali e dei beni di consumo cinesi ha permesso alle economie locali d’affrontare nuove sfide che fino a poco prima sembravano insperate. Sarà grazie ai capitali cinesi che si costruirà, per esempio, il Canale transoceanico del Nicaragua. Paesi guidati da governi di sinistra o di destra s’avvicinano in ogni caso alla Cina e cercano con essa una cooperazione sugli ambiti più disparati, dal Perù all’Argentina, da Cuba al Venezuela. In Asia, dall’Indonesia alle Filippine, passando per l’Indocina, l’intesa con Pechino è sempre più salda.

Ma anche nel mondo occidentale e sviluppato la forza della Cina è sempre più avvertibile. La mole d’accordi che Li Keqiang e Trudeau hanno firmato in Canada, per esempio, ne è una delle prove più evidenti. Parliamo, dopotutto, di uno dei paesi chiave del G7 e della NATO. Anche il Commonwealth è ormai sempre più attratto dalla Cina: non solo il Canada, ma anche l’Australia e la Nuova Zelanda, che vi vedono un generoso mercato dove poter vendere i loro prodotti agricoli e zootecnici. E pure l’Europa comincia a vedere una presenza cinese sempre più cospicua, come anche i recenti viaggi di Xi Jinping nel Vecchio Continente stanno a testimoniare, dalla Repubblica Ceca alla Serbia fino all’Inghilterra.

Anche il Medio Oriente ormai non può più prescindere dalla Cina. Difficilmente, ormai, si potrebbe assumere una decisione sulla Siria senza tener conto anche di Pechino. La Cina, ormai, è diventata una superpotenza a tutti gli effetti: la prima, nella storia, con una biografia di oltre cinquemila anni, cosa che ne fa la più antica civiltà tuttora esistente, e con un punto di vista completamente nuovo e diverso rispetto alle altre superpotenze, tutte occidentali, finora esistite. Anche questo è e sarà un grande cambiamento, di cui il mondo intero sarà chiamato a trarre i benefici.

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