Il Prosecco ha ottenuto il formale riconoscimento del marchio in Cina. Il consorzio che rappresenta i produttori italiani di Prosecco aveva fatto richiesta di riconoscimento in Cina nel 2014, scontrandosi però con gli australiani. I produttori dell’associazione Australian grape and wine imported avevano presentato la propria opposizione a Pechino. Dopo 7 anni la situazione si è sbloccata a favore dell’Italia, con le autorità cinesi che hanno deciso di concedere l’agognata “protezione”.

“Si tratta di un risultato particolarmente importante, anche considerato il ruolo strategico del mercato cinese”, ha affermato il presidente del Consorzio di tutela Stefano Zanette.

Il consorzio ha aperto un’ambasciata del prosecco nella città di Xian e spera di capitalizzare la crescente passione per le bollicine italiane in Cina. I numeri sono di tutto rilievo. Nei primi 9 mesi del 2021 in Cina sono state vendute 1,35 milioni bottiglie di Prosecco. 

Un’altra partita importante si sta giocando in Europa, dove il Prosecco deve vedersela con il croato Prosek. L’iscrizione della richiesta croata di ricevere la denominazione di origine geografica, deve fare i conti con la ferma opposizione italiana. Il ministro dell’Agricoltura Stefano Patuanelli ed il sottosegretario Gian Marco Centinaio hanno fatto sentire a Bruxelles la voce dell’intero indotto vitivinicolo italiano.

“Nessuno può preoccuparsi di una produzione come il Prosek che è limitatissima e che non intaccherà mai il valore enorme del Prosecco, ma è di fatto una chiave di entrata nell’istituzionalizzazione dell’Italina sounding e questo oggettivamente non è accettabile”, ha affermato Patuanelli lo scorso 2 dicembre in audizione alle Commissioni agricoltura riunite di Camera e Senato.

Ernesto Ferrante
Giornalista professionista, editorialista, appassionato di geopolitica