Il governo cinese ha intimato a quello statunitense di fare di più per assicurare la pace nella regione, in seguito alle proteste dei cittadini giapponesi contro la base militare USA di Okinawa. Scatenata dallo stupro e dall’omicidio di una 20enne giapponese ad opera di un funzionario della base, la protesta ha coinvolto circa 65.000 persone, che hanno chiesto a gran voce la rimozione delle basi militari USA dal suolo nipponico.

La Cina, tramite il portavoce del Ministero degli Esteri Hua Chunying, ha dichiarato: «La base Futenma è una questione tra Giappone e Stati Uniti. La Cina ha sempre sostenuto che l’alleanza USA-Giappone, in quanto accordo bilaterale, non deve eccedere scopi bilaterali o minacciare terzi». E, sostenendo le ragioni dei manifestanti, Hua ha dichiarato che «è opportuno valutare quanto in realtà i funzionari USA facciano gli interessi del paese e del popolo della regione».

La presenza di basi USA in Giappone è ancora frutto della sconfitta nel secondo conflitto bellico, che ha relegato Tokyo ad una sorta di protettorato militare statunitense. La sola isola di Okinawa, meno dell’1% del territorio giapponese, ospita circa il 75% delle installazioni militari statunitensi in Giappone.

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