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Moon Jae-in

Secondo Victor Gao, della China National Association of International Studies, l’alleanza fra gli Stati Uniti e la Corea del Sud resterà, ma il nuovo presidente Moon Jae-in dovrà comunque rivedere la questione dello scudo missilistico THAAD voluto proprio da Washington.

Il nuovo presidente Moon Jae-in vuole rafforzare i rapporti fra il suo paese e gli altri principali partner asiatici, ma sarà soprattutto la Corea del Nord a costituire il punto principale del suo programma. Ciò passerà tuttavia, inevitabilmente, attraverso anche un rilancio dei rapporti fra Seul e Pechino, che s’erano indeboliti proprio a causa del THAAD. Sarebbe infatti molto difficile dialogare con Pyongyang senza passare attraverso la Cina. Del resto i rapporti fra Cina e Corea del Sud sono importanti anche dal punto di vista economico, commerciale e finanziario. Senza poi dimenticare che, grazie all’appoggio cinese, Seul avrebbe molte meno difficoltà a trattare col potente e tradizionale alleato d’Oltre Oceano.

Tuttavia, rimane ancora da vedere come Moon Jae-in si muoverà su questi che sono di fatto due campi minati. Ma già si vede che la sua agenda ha poche cose in comune con quella di Trump. I due paesi sono fermamente intenzionati a restare alleati, ma ciò non significa che Seul sarà del tutto accondiscendente verso le scelte di Washington in materia di THAAD. La convinzione dei sudcoreani è che il THAAD sia dannoso nei loro confronti, e che al tempo stesso non procuri grandi benefici, per non dire nessuno, agli americani.

Ma, proprio per scongiurare la creazione definitiva di un sistema missilistico come il THAAD, sarà importante fare i conti col convitato di pietra, la Corea del Nord. E’ su questo che il nuovo presidente sudcoreano è fermamente intenzionato a lavorare.

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