crisi lavoro disoccupazione

L’immagine che più resterà nelle memorie relativa a quest’epoca di crisi, è senz’altro quella della “luce in fondo al tunnel”. In varie forme, gli ospiti di palazzo chigi, l’hanno utilizzata spesso per paventare un “ripresa” che nei dati di fatto non si è mai concretizzata. Da ultimo il nostro buon fiorentino ex concorrente de “La ruota dell fortuna”, provvisorio e aleatorio capo del governo, che sventola il “job acts” come panacea ditutte le crisi.

Un’ennesima chimera data in pasto agli Italiani, senza che alcun Bellerofonte giunga a far giustizia. Una crisi senza soluzione, quindi. Oppure non c’è alcuna crisi. Perché una “crisi”, la si affronta ponendo il più velocemente possibili delle soluzioni risolutive.  Qui al contrario non vi è alcuna soluzione, e tutte quelle che si sono elogiate come tali, non hanno funzionato e non funzionano.

La vulgata vorrebbe allora che deduzione sia che siamo governati da una massa d’imbecilli, indistintamente. Ma non è affatto così. La crisi non esiste perché è parte integrante del sistema economico che ci siamo dati. E’ controllata, voluta, indirizzata e gestita. Non vi è alcuna crisi nelle fluttuazioni borsistiche e nelle gestioni bancarie e finanziarie. La crisi è solo a livello produttivo, colpisce il lavoro e i suoi attori principali, i lavoratori, dipendenti o autonomi che siano.

Pertanto non si può più parlare di crisi ma di vero e proprio attacco al tessuto produttivo della società italiana, e il “job acs” tanto caro al fiorentino è solo l’ennesimo strumento che si muove in tal direzione. Un attacco che forse è pianificato oltreconfine, e che forse ha come obbiettivo quello di distruggere il “welfare” italiano, da molti giudicato troppo pesante e non in linea con i dettami della giusta pratica economica di stampo liberista. Tali considerazioni sono del tutto evidenti sul nostro sito crisitaly.org, dove con un lavoro certosino vengono riportati giornalmente fatti e dati relativi alla crisi.

Dalle singole attività che chiudono i battenti, alle proteste dei lavoratori, agli sfratti, al degrado di una società sempre più povera, al malaffare politico e finanziario e non per ultimo, al grave fenomeno dei suicidi per motivi economici. E’ solo avendo un tal quadro sotto gli occhi, preciso nel dettaglio del territorio, che si può ben parlare di “crisi pilotata”. Non ne emerge alcun segno di ripresa, di speranza, ma solo una lenta ed inesorabile caduta nel precipizio di un moderno feudalesimo, dove non vi sono cavalieri m solo sceriffi di nottingham, preti e usurai.

Una società feudale capitalista quindi, dove il popolo, la massa, vive delle briciole che il sistema stesso gli elargisce. Briciole sotto forma di lavoro precario, a ore, a giorni, provvisorio e malpagato. Un sostentamento minimo, che possa permettere di non morir di fame, di avere l’ultimo modello di smartphone e l’abbonamento alla pay tv, in modo tale che l’illusione del benessere a portata di mano resti ben vivida e luminosa. Lavoratori che diventano schiavi e popolo che si fa gregge, il tutto consapevolmente e ringraziando.

La “crisi” pertanto, non è più soltanto economica, ma diventa sociale, il che è ben più grave. Perché una società distrutta, una comunità annientata, non è e non può più nulla dinnanzi alla strapotere che la sfrutta .Crisitaly.org sta certificando questo, e non avremmo voluto. Era nato come progetto legato ad un più o meno breve periodo, la cui fine sarebbe stata scandita dai segnali di ripresa e rinascita.

Non vi è alcun segnale e la situazione peggiora giorno dopo giorno.
La crisi non esiste.

Crisitaly.org sta lì a ricordarlo, a dirci che la crisi siamo essenzialmente noi che l’accettiamo.

Crisitaly.org

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