Fiat 500 L
La lussuosa FIAT 500L.

Nel 1955 la FIAT aveva già la sua reginetta, la 600, un’utilitaria per l’epoca avanzatissima dotata di un robusto e brillante motore a quattro cilindri di 633 cc raffreddato ad acqua che le consentiva di raggiungere quasi i cento chilometri orari. Malgrado il suo rilevante successo, con tanti italiani che firmavano montagne di cambiali pur d’averla facendone il simbolo a quattro ruote del “boom” economico, ancora ampie fasce di popolazione non potevano permettersela ed erano costrette a ripiegare sui mezzi a due ruote, in primis la Vespa e la Lambretta, a quel tempo ancora considerati un surrogato dell’automobile.

A Torino pensarono così di realizzare una piccola utilitaria che si collocasse un gradino al di sotto della 600 e che costasse ancora meno di quest’ultima, proprio per andare incontro a quest’ampio pubblico per il quale l’automobile continuava ad essere ancora troppo proibitiva per costi d’acquisto e d’esercizio. Del compito venne incaricato Dante Giacosa, che già aveva progettato la fortunata 600 e che, per il nuovo modello, pensò bene di mantenere molte caratteristiche di quest’ultima. Dallo schema delle sospensioni alla disposizione del motore, passando per la linea, molte erano infatti le cose che accomunavano la “Nuova 500”, erede della “500 Topolino”, alla sua sorella maggiore 600.

Per il resto tutto era molto più semplice ed economico: la nuova utilitaria di Casa FIAT aveva infatti un bicilindrico di 479 cc raffreddato ad aria in luogo del quattro cilindri raffreddato ad acqua della 600. Il cambio, però era già a quattro marce, proprio come sulla 600, sebbene con la prima non sincronizzata, in un’epoca in cui ancora certe berline medie di produzione straniera offrivano solo un cambio a tre marce.

Era il 1957 e, contrariamente alla 600, il debutto della nuova nata non fu dei migliori, malgrado il prezzo di 490mila lire e la possibilità dell’acquisto a rate fortemente sostenuto dalla FIAT. Il motore appariva infatti troppo fiacco e certe economie, adottate per rendere più accessibile la 500 ad una vasta clientela, finivano invece per farla apparire sin troppo povera. Così più d’uno preferiva fare uno sforzo in più con le cambiali per comprarsi la più grossa e potente 600. Ma con le versioni successive la situazione cambiò rapidamente, e alla fine la piccola 500 finì per surclassare la 600 nelle simpatie degli italiani.

Dopo le iniziali versioni N e Sport, quest’ultima oggi ambitissima dai collezionisti per i suoi ripetuti successi sportivi, debuttarono la D nel 1960 e la F nel 1965, le due versioni maggiormente prodotte. Nel 1968 fu la volta della L, la “Lusso”, caratterizzata dai rinforzi cromati ai paraurti e dalla strumentazione della 850, più ricca di quella della F. Nel frattempo la cilindrata era cresciuta a 499 cc, con una potenza salita da 13,5 a 17,5 cavalli (ma sulle Sport si era arrivati anche a 21 cavalli).

Nel 1972, contemporaneamente alla presentazione dell’erede, la 126, che ne riprendeva pari pari lo schema meccanico, venne presentata anche l’ultima versione della 500, la R, ovvero “Rinnovata”. In questa versione sparirono i piccoli lussi della L, ed il modello riacquistò un’immagine piuttosto spartana, anche per non intralciare troppo il successo della nuova 126. Tuttavia sotto il profilo delle prestazioni si registrarono dei notevoli passi in avanti: il bicilindrico era cresciuto a 600 cc e forniva, a parità di potenza, una coppia maggiore. Sulla 126, invece, lo stesso motore erogava 23 cavalli. In ogni caso, con questa configurazione, la pur semplificata R risultava essere la 500 più veloce fino ad allora prodotta, riuscendo finalmente a raggiungere i cento chilometri orari.

Leggendarie furono le versioni sportive realizzate dalla Abarth e dalla concorrente Giannini, aziende che fornivano anche i kit di modifica after market per le 500 di serie. Molte carrozzerie del tempo, come Viotti, Moretti, Francis Lombardi, Monterosa, Vignale, ecc, si dedicarono a costruire loro interpretazioni della 500, a volte in forma di spider, altre volte di coupè, e così via. Non mancò neppure chi cercò di fare della 500 un piccolo fuoristrada. Vi fu anche la piccola 500 Giardiniera, una mini-familiare che conobbe un discreto successo.

Oggi la 500 è al centro di un vero e proprio revival, ed è probabilmente tra le auto storiche la più amata e coccolata dai collezionisti e dagli appassionati. Dante Giacosa, il papà, ne sarebbe a buon diritto orgoglioso.

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