Sarà presentato mercoledì a Roma presso la Fondazione Bettino Craxi in via Montevideo 2/A il libro “La maledizione dell’Achille Lauro – La storia di Abu al-Abbas” scritto dall’attivista palestinese Reem al-Nimer, vedova di al-Abbas, e pubblicato in Italia dalla Zambon editore.

All’evento, oltre all’autrice, saranno presenti Stefania Craxi, figlia dell’ex presidente del Consiglio Bettino, il curatore dell’opera Diego Siragusa, il giornalista Giampaolo Cadalanu della redazione Esteri de La Repubblica e Claudia De Martino, ricercatrice di studi Arabo-israeliani presso Unimed.

Il libro scritto dalla al-Nimer ripercorre sia la storia personale dell’autrice sia quella del marito e soprattutto quello della vicenda che lo ha segnato per tutta la vita, ovvero il dirottamento della nave da crociera “Achille Lauro”, condotto nell’ottobre del 1985, al largo delle coste egiziane, da quattro membri del ricostituito Flp (Fronte di Liberazione della Palestina), di cui Abbas era fondatore e leader.

Dirottamento che, oltre a marchiare il destino di Abbas, catalizzò l’attenzione del mondo intero per le conseguenze che avrebbero potuto verificarsi e vide l’Italia ricoprire un ruolo di primo piano.

“Sono sfuggita ai missili israeliani e americani che mi passavano sopra la testa a Baghdad e ho dovuto correre nei bunker in piena notte a Beirut. Sono cresciuta a Beirut. Lì ho i miei ricordi d’infanzia. Eppure in quella stessa città ho visto morire degli uomini tra le mie braccia. A Gaza ho visto crollare interi edifici sotto i miei occhi. In Siria ho visto donne e bambini piangere disperati. A rendere tutto ancora più difficile è il fatto che non so quante altre guerre sono ancora destinata a vivere in Medio Oriente”. È riassunta in queste poche righe la travagliata vita di Reem al-Nimer, militante per la causa palestinese e vedova del comandante Muhammad Zaydan, conosciuto come Abu al-Abbas.

La maledizione dell’Achille Lauro è però un testo con più d’un piano di lettura. È uno sguardo dall’interno sul movimento di resistenza palestinese, sui delicati, quando non estremamente tesi, rapporti tra le sue varie fazioni – dall’organizzazione-madre OLP (Organizzazione per la Liberazione della Palestina) a Fatah, dal Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina-Comando Generale al FLP – nonché sulle relazioni tra questa frastagliata compagine e gli altri Stati arabi, alla cui guida figurano anche personaggi bollati come dittatori da Washington quali Mu’ammar Gheddafi e Saddam Hussein, il discusso Hosni Mubarak e quel Bashar al-Assad che insieme all’esercito di leva, sta difendendo la Siria ed il suo popolo dall’assalto delle orde salafite.

È un racconto testimoniale sul Medio-Oriente dell’ultimo 60ennio, con attenzione particolare al trentennio 1970-2000, e ai suoi contraccolpi politici. È una storia del fallimento del “processo di pace” tra israeliani e palestinesi, consumato fra tradimenti, inganni, errori, false speranze e manipolazioni da parte di potenze locali e internazionali.

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