Contro il caro-carburanti in Francia in questi giorni s’è formata spontaneamente la protesta dei cosiddetti “Gilet Gialli”, che ha ben presto dato vita ad un vero e proprio clima rivoluzionario contro il governo attuale ed il presidente Emmanuel Macron, la cui popolarità è precipitata ai minimi storici, pari al 25%.

La giornata di sabato s’è conclusa col drammatico bilancio di un morto e di 409 feriti, di cui 14 gravi, oltre a 282 arresti. Per il ministro Christophe Castaner “siamo di fronte a una disorganizzazione totale, hanno tentato di entrare nelle prefetture, ci sono state azioni di grande violenza”. Almeno 3.500 gilet gialli sono rimasti in azione tutta la notte, e stamani hanno dato vita ad altri nuovi blocchi nelle autostrade, per un totale di 40. I partecipanti in totale sono non meno di 282.000.

A Parigi i manifestanti sono arrivati a cento metri dall’Eliseo, e la polizia antisommossa ha usato contro di loro i gas lacrimogeni. Sono stati così momentaneamente respinti nella vicina Place de la Concorde, dove si temeva per l’altro il tentativo d’infiltrazione dei Black Block.

Anche lungo il Traforo del Monte Bianco la situazione è stata fin da subito molto tesa, e continua ad esserlo tuttora. Anche in questo caso la polizia ha lanciato i gas lacrimogeni contro alcune decine di Gilet Gialli che bloccavano il passaggio, ma ciò non ha impedito il temporaneo blocco del transito dei mezzi pesanti fra Italia e Francia.

Nella Savoia una manifestante è rimasta uccisa, presso Pont-de-Beauvoisin, investita dall’automobile di una donna che ha perso il controllo della guida. Secondo le ricostruzioni, trovandosi in mezzo alla manifestazione, la donna, che stava accompagnando la figlia dal medico, sarebbe andata nel panico, accelerando ed investendo la manifestante che, insieme ad altri Gilet Gialli, circondavano la macchina. E’ stata posta in stato di fermo, ed è ancora in stato di shock.

Nel frattempo, complice anche il clima rivoluzionario interno causato dalle manifestazioni dei Gilet Gialli, la popolarità di Macron a novembre ha perso altri quattro punti, al punto che ormai solo un francese su quattro continua ancora ad apprezzarne l’operato. Secondo una ricerca IFOP, pubblicata proprio stamani dal Journal du Dimanche, Macron avrebbe ormai toccato il suo minimo assoluto dopo 18 mesi di presidenza, mentre il ministro Eduard Philippe perderebbe addirittura sette punti, scendendo al 34%. Solo il 4% degli intervistati si dichiara “molto soddisfatto” dell’operato di Macron, mentre il 21% è “piuttosto soddisfatto”. I “piuttosto scontenti” sono il 34% e i “molto scontenti” sono invece il 39%.

La protesta contro Macron, incarnata dal movimento dei Gilet Gialli, parte soprattutto dalle campagne e dalle province francesi, ma è anche molto radicato nelle grandi città, in particolare nei quartieri più poveri e popolari. Tutte queste realtà si sentono profondamente danneggiate e minacciate dalle politiche sociali di Macron, accusato dai manifestanti di essere “il presidente dei ricchi”.

L’Eliseo, spiazzato da questa rivolta improvvisa, probabilmente neppure capace d’individuare in questo momento una valida via d’uscita, per il momento s’è trincerato nel silenzio, e nel cordone di sicurezza garantitogli dalle forze dell’ordine. Molta è la preoccupazione anche presso i principali alleati e partner europei della Francia, così come presso i vertici europei, che temono l’ipotesi che nel paese continui a prosperare una situazione sempre più fuori controllo, contro la quale Parigi in termini politici può confrontarsi solo con armi spuntate.

 

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