Cantieri Saint-Nazaire

La “speranza” che si aggirava per l’Europa (così twittò Gentiloni), è diventata uno spauracchio per l’Italia. Dopo lo sgambetto libico, l’osannato Macron ha fatto il bis con una mossa che mette a nudo la debolezza politica del governo di casa nostra.

 

Il governo francese ha deciso di nazionalizzare i cantieri navali Stx: la conferma è arrivata direttamente dal ministro dell’economia Bruno Le Maire, dopo le indiscrezioni pubblicate da Le Monde.

Una decisione per difendere l’interesse strategico nazionale (chiaramente francese; da noi questa espressione equivale ad una volgare bestemmia), arrivata a poche ore dalla scadenza per esercitare il diritto di prelazione sull’azienda, la cui maggioranza era stata aggiudicata all’asta a Fincantieri e della quale Parigi detiene un terzo del capitale.

“Vi annuncio che abbiamo preso la decisione di esercitare il diritto di prelazione su STX. Il nostro obiettivo è difendere gli interessi strategici della Francia”, ha dichiarato Le Maire, parlando del caso Stx-Fincantieri, in conferenza stampa a Parigi.

Il ministro ha spiegato che l’obiettivo di Parigi è garantire che “le competenze straordinarie dei cantieri navali di Saint-Nazaire e i loro lavoratori restino in Francia: il nostro obiettivo è difendere gli interessi strategici”.

Si parla di una nazionalizzazione “temporanea”, finalizzata a trovare un nuovo partner industriale ma, visti i precedenti, c’è poco da stare sereni. Le Maire ha detto che martedì prossimo farà visita ai ministri Calenda e Padoan per riaprire il dossier.

I titolari del Mise e del Tesoro, hanno scritto una nota congiunta dalla quale emerge tutta l’irritazione del governo gentiloniano, beffato per la seconda volta in pochi giorni da Macron.

“Riteniamo grave e incomprensibile la decisione del Governo francese di non dare seguito ad accordi già conclusi. Accordi che garantivano la tutela dei livelli occupazionali in Francia e del know-how francese attraverso una governance equilibrata e in una prospettiva autenticamente europea”, si legge nella nota.

“Riteniamo, proseguono Calenda e Padoan, che a fronte degli impegni già assunti da Fincantieri a tutela degli interessi francesi non sussista alcun motivo perché la società italiana, leader del settore, non possa detenere la maggioranza di STX, società fino ad oggi sotto controllo di un gruppo coreano per i due terzi del capitale sociale. Riceveremo il ministro Le Maire martedì prossimo a Roma e ascolteremo la proposta del Governo francese partendo da questo punto saldo. Nazionalismo e protezionismo non sono basi accettabili su cui regolare i rapporti tra due grandi paesi europei. Per realizzare progetti condivisi servono fiducia e rispetto reciproco”.

Da notare come l’interesse strategico, nella lingua madre di Bruxelles, cara al Pd ed al suo governo, diventi “nazionalismo” e “protezionismo”.

A quanto pare, al rampante Macron, interessano le commesse miliardarie del settore militare. L’Australia sarebbe intenzionata ad investire una ventina di miliardi per nove fregate d’ultima generazione, il Canada addirittura quindici.

Roma e Parigi mettono in vetrina le fregate europee multi missione, 144 metri di lunghezza e un dislocamento a pieno carico di circa 6.700 tonnellate. Le Fremm, progettate per raggiungere una velocità massima di 27 nodi e accogliere fino a 200 persone (tra equipaggio e personale), fanno gola a molti e mettere i bastoni tra le ruote a Fincantieri, avrebbe un ritorno economico notevolissimo per i transalpini.

Le commesse significano non solo prestigio e potere ma nuovi cantieri e centinaia di posti di lavoro. L’inquilino dell’Eliseo l’ha capito bene, quello di palazzo Chigi, evidentemente, sta ancora pensando a quel “famoso” tweet.

 

Ernesto Ferrante
Giornalista professionista, editorialista, appassionato di geopolitica