Fake news e censura: il ruolo di facebook

“Niente di nuovo sul fronte occidentale” fu un celebre romanzo scritto nel 1929 da Erich Maria Remarque, in cui si narravano le vicende di un soldato tedesco durante la Prima Guerra Mondiale. Il titolo risultò così indovinato da diventare quasi un modo di dire: quando qualcuno chiedeva ad un altro se ci fossero novità, in caso negativo questi rispondeva proprio “niente di nuovo sul fronte occidentale”.

Stavolta, però, dal fronte occidentale di notizie ne arrivano eccome: l’ultima, nonché la più roboante, è certamente la guerra alle “bufale”, prontamente ribattezzate “fake news” perché, si sa, l’inglese dà più importanza a chi lo usa e così ci si sente anche più internazionali. L’ultima puntata della saga vede come protagonista Mark Zuckerberg, il proprietario e fondatore di Facebook, che ha deciso che nel suo social network, il più usato al mondo, sarà d’ora in poi utilizzato un nuovo algoritmo. In base a questo algoritmo, pensato proprio per combattere le “fake news”, sulle homepage di tutti gli utenti compariranno soprattutto cose scritte dai loro amici anziché dalle pagine a cui si sono iscritti. Saranno soprattutto le pagine di controinformazione, giudicate da Facebook e dal “politically correct” come propaganda, a risultare le più oscurate.

Le attenzioni sono riposte neanche troppo velatamente verso la Russia, accusata di “inquinare” con un suo esercito di hacker l’informazione altrimenti pura e cristallina dell’emisfero occidentale, e di condizionarne così anche le sorti politiche. Infatti, ormai, per i più “propaganda russa” e “fake news” sono diventati proprio dei sinonimi.

Oltre a ciò, un gruppo di 39 saggi o di esperti scelti dall’Unione Europea vaglierà le varie notizie pubblicate e circolanti, per stabilire secondo il proprio insindacabile giudizio quali siano vere e quali no. Per l’Italia abbiamo Gina Nieri, dirigente di Mediaset, Federico Fubini, vicedirettore del Corriere della Sera, Gianni Riotta, ex direttore del Tg1, ed Oreste Pollicino, docente della Bocconi.

L’orientamento entusiasticamente atlantista ed europeista delle quattro personalità in questione e dei gruppi e degli ambienti di cui fanno parte è fin troppo noto. C’è da attendersi che qualsiasi notizia che non tiri acqua al mulino della NATO, dell’UE o degli Stati Uniti venga semplicemente bollata come “fake news”, anche se veritiera al 100%. Insomma: la propaganda elevata a notizia, addirittura a verità.

3 COMMENTI

  1. Io ‘ aggiro’ la liberta’ d informazione evitando di leggere quotidiani nazionali …mi tengo stretto Opinione Pubblica e attingo informaazioni notizie e altro solo da voi!!!….complimenti alla redazione e avanti cosi’…..non cambiate mai….

  2. Ponzio Pilato chiese a Gesù: “cos’è la verità?” (cito a memoria). Gesù non rispose.
    Credo che la conoscenza della verità sia il più desiderabile tesoro, ma anche il più difficile da ottenere.
    Da molto tempo ho smesso di illudermi di poter conoscere la verità dei fatti: gli impedimenti sono troppi, i trabocchetti sono pericolosissimi.
    Se vi è possibile, vi prego, insegnate per prima cosa alle persone a non cadere nella trappola, a non credere ingenuamente a qualsiasi parola detta, ed anche non detta.
    Forse in questo modo eviteranno di farsi ingannare da quei personaggi pericolosi, forse potranno alla fine ridere di chi vuole propinare loro menzogne.
    Grazie e complimenti per il lucidissimo articolo.

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