Christine Lagarde

Le dichiarazioni rilasciate oggi in conferenza stampa dal nuovo presidente della Banca Centrale Europea Christine Lagarde hanno detto molto sul nuovo corso della BCE. La politica compiuta nella precedente gestione Draghi, e fortemente avversata dai paesi del Nord, è destinata a essere messa da parte dell’ex presidente dell’Fmi.

“Non siamo qui per chiudere gli spread, ci sono altri strumenti e altri attori per affrontare questi problemi” ha dichiarato la Lagarde, in poche parole, se sei in crisi nell’Unione Europea che ognuno pensi per sé, ma se affondi sono cavoli tuoi. Un’affermazione quantomeno incauta che ha fatto schizzare lo spread dei titoli italiani col Bund tedesco di oltre il 20%, toccando quota 256 punti, e bruciato circa un miliardo e mezzo di interessi, mentre la Borsa di Milano è colata a picco al 16,9% fra i danni della Lagarde e quelli del coronavirus

In seguito la Lagarde ha corretto il tiro dichiarando alla CNBC di essere “pienamente impegnata a evitare qualsiasi frammentazione in un momento difficile per l’area dell’euro” e che “gli spread elevati dovuti al coronavirus, ostacolano la politica monetaria”, tuttavia i 120 miliardi stanziati dalla Banca Centrale non hanno convinto i mercati, che continuano a essere negativi in tutta Europa, con l’emergenza covid-19 che ha cominciato a prendere largo seriamente in Francia, Spagna e Danimarca, che oggi hanno deciso di chiudere le scuole e le università. Il paese iberico in particolare conterebbe circa 3000 contagi soltanto negli ultimi due giorni.

Sembra che la classe dirigente dell’Europa e dell’Occidente, dopo essersi preoccupata di salvare le banche nello scorso decennio non è interessata a salvare l’economia reale dal collasso di una seconda crisi, nonostante quella derivata dai subprime non sia mai stata realmente superata dall’eurozona, mentre Trump da uomo del nuovo populismo americano ha presto dimenticato gli operai di Detroit che lo hanno votato.

La situazione deve essere sembrata grave anche in Italia, dove le istituzioni europee continuano inspiegabilmente ad avere una fiducia ed un’idolatria potremmo dire incrollabile, se persino il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è intervenuto con una nota ufficiale con un chiaro riferimento al comportamento della Lagarde, ma anche a quello ostativo di altri paesi dell’area che hanno richiesto assurdità come l’etichetta anti-coronavirus sui cibi e altre amenità delle quali forse solo l’Ue è capace, oltre a chiudere le frontiere.

“L’Italia sta attraversando una condizione difficile e la sua esperienza di contrasto alla diffusione del coronavirus sarà probabilmente utile per tutti i Paesi dell’Unione Europea – fa notare il Quirinale in una comunicato ufficiale – Si attende quindi,  a buon diritto, quanto meno nel comune interesse, iniziative di solidarietà e non mosse che possono ostacolarne l’azione”. Una magra consolazione se consideriamo quanto il ruolo del Quirinale sia stato decisivo affinché non nascesse un governo fortemente ostile all’Unione Europea e quanto sia stato “sponsor” prima del signor no Giovanni Tria e poi del laureato in Lettere (e amico della Lagarde) Roberto Gualtieri, come ministro dell’Economia. Da un Presidente della Repubblica in un momento così difficile ci aspetteremmo altro.

Proprio Gualtieri, tuttavia, ha saputo fare di peggio: “In riferimento alle odierne turbolenze di mercato, ho accolto con favore l’opportuna precisazione della presidente della Bce, Christine Lagarde, che, chiarendo il contenuto delle sue dichiarazioni, ha sottolineato che non consentirà che lo shock derivante dalla diffusione del Covid-19 possa provocare una frammentazione del sistema finanziario dell’area euro. Sono certo che, come ha detto la presidente Lagarde, a tal fine la Bce utilizzerà tutti gli strumenti a sua disposizione – sostiene il Ministro delle Finanze in un comunicato ministeriale – Il pacchetto di oggi sostiene l’economia europea, fornendo un sostegno finanziario alle aziende, e rafforza il presidio della Bce sui mercati dei titoli”, ha concluso il ministro Gualtieri, al quale forse interessa di più la solidità dell’Eurozona piuttosto che la salute della nostra economia dei cittadini del nostro paese, mentre i paesi europei trattano gli italiani cittadini di serie b, forse razzialmente inferiori. Peccato che le misure prese dalla Bce non aiutano non solo l’Italia, ma anche tutti gli altri paesi dell’euro, che, ricordiamolo, dal 2019 sono in recessione industriale.

Gentile Lettore, ogni commento agli articoli de l'Opinione Pubblica sarà sottoposto a moderazione prima di essere approvato. La preghiamo di non utilizzare alcun tipo di turpiloquio, non alimentare discussioni polemiche e personali, mantenere un comportamento decoroso. Non saranno approvati commenti che abbiano lo scopo di denigrare l'autore dell'articolo o l'intero lavoro della Redazione. Per segnalazioni e refusi la preghiamo di rivolgersi al nostro indirizzo di posta elettronica: [email protected]pinione-pubblica.com.

Inserisca il suo commento
Inserisca il Suo nome