Con 197 voti a favore, nessun contrario e 47 astensioni il Senato ha approvato il ddl cosiddetto ‘Codice rosso’ contro la violenza sulle donne. Non essendo state apportate modifiche rispetto al testo trasmesso dalla Camera, il via libera del Senato significa approvazione definitiva del provvedimento. I voti favorevoli sono giunti da M5s, Lega, Fi, Fratelli d’Italia e Autonomie. Si sono astenuti i senatori del Pd e di Leu.

Il provvedimento, voluto dai ministri della Giustizia e della Pubblica Amministrazione Alfonso Bonafede e Giulia Bongiorno, va a modificare il codice penale e altre disposizioni di legge in materia di violenza sulle donne, prevedendo l’obbligo di ascoltare una donna entro 3 giorni dalla denuncia, l’inasprimento delle pene per i reati di violenza sessuale, l’eliminazione delle attenuanti per il femminicidio, l’introduzione di nuovi reati come il “revenge porn” e la deformazione permanente del volto.

Il testo si compone di 21 articoli che individuano un catalogo di reati attraverso i quali la violenza domestica e di genere si esercitano. E’ uno strumento pensato e fortemente voluto dal Governo per aiutare le tante donne che quotidianamente sono minacciate e perseguitate da ex compagni, mariti, o semplicemente da conoscenti, in un paese in cui i dati parlano di una vittima ogni 72 ore.

“Il nuovo pacchetto di norme rappresenta un miracolo”, ha commentato il ministro della Pubblica amministrazione Giulia Bongiorno. “Le donne ora, sottolinea ancora Bongiorno, potranno chiedere e ottenere giustizia entro tre giorni”.

“Il nuovo pacchetto di norme rappresenta un miracolo”, ha commentato il ministro della Pubblica amministrazione Giulia Bongiorno. “Le donne ora, sottolinea ancora Bongiorno, potranno chiedere e ottenere giustizia entro tre giorni”.

Per il Guardasigilli Alfonso Bonafede, “lo Stato dà una risposta molto forte: dice ad alta voce che le donne in Italia non si toccano”.

Critiche le opposizioni, inconsistenti e poco produttive anche in questo campo durante le rispettive lunghe stagioni di governo. Forza Italia parla di “un piccolo passo avanti”, per il Pd è addirittura solo uno “spot pubblicitario”.

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