Il Governo del cambiamento intende far seguire i fatti alle parole pronunciate dai suoi ministri nelle scorse ore. “Avvieremo la procedura per la revoca della concessione a società Autostrade, ha detto il premier Giuseppe Conte subito dopo il Consiglio dei ministri straordinario in Prefettura a Genova in seguito al crollo del ponte sull’A10”.

“Abbiamo decretato lo stato d’emergenza per 12 mesi e disposto un primo stanziamento di 5 milioni a valere su fondo per emergenze nazionali”, ha aggiunto Conte, arrivato già ieri nel capoluogo ligure.

“Tragedie come questa, ha tuonato il presidente del Consiglio, sono inaccettabili in una società moderna e non devono accadere, faremo di tutto per evitare si verifichino ancora. Per questo disporremo la revoca della concessione ad Autostrade per l’Italia: non possiamo attendere i tempi della giustizia penale, abbiamo l’obbligo di far viaggiare in sicurezza i cittadini. Non c’è dubbio che ad Autostrade toccassero onere e vincolo di manutenzione del viadotto”.

Mentre Conte, Salvini, Di Maio e Toninelli erano riuniti in Prefettura, gli altri componenti del governo, erano collegati telefonicamente. È stata concordata e annunciata la nomina di un commissario straordinario per la ricostruzione, mentre si aggiorna di ora in ora il bilancio delle vittime: già 40 e 16 feriti, di cui 12 in codice rosso.

“Una tragedia, ha detto ancora il premier, che ci ha profondamente colpito. Con il passare delle ore aumenta purtroppo la conta dei morti. Il governo è vicino ai familiari delle vittime e augura pronta guarigione ai feriti. Un pensiero va anche agli sfollati e il governo terrà conto anche della loro situazione per tutti gli interventi necessari. Proclameremo una giornata di lutto nazionale in coincidenza con la cerimonia funebre dei defunti”.

 

 

La riunione del pomeriggio è stata preceduta dal durissimo intervento del vicepremier Luigi Di Maio.

Questo il suo post su Facebook: “Oggi sono a Genova con il ministro dei trasporti Danilo Toninelli e gli uomini che si occupano dei soccorsi e della sicurezza. Le responsabilità di questa tragedia si perdono negli anni”.

“La società Autostrade per l’Italia, è scritto ancora, è sicuramente responsabile per non aver fatto manutenzione, ma i partiti e i giornali che da decenni gli fanno da palo sono altrettanto colpevoli. Come è possibile che nessun governo abbia mai messo in discussione la concessione delle autostrade alla famiglia Benetton? Come è possibile che nessun giornale abbia mai fatto un’inchiesta sulla loro società, per esempio sul fatto che i contratti di Autostrade sono secretati? Forse perché la loro holding di famiglia ha quote di alcuni dei principali gruppi editoriali italiani? Edizione srl controllata dai Benetton detiene il 5,1% di Rcs MediaGroup (Corriere della Sera), il 2,24% di Caltagirone Editore (il Messaggero, il Gazzettino, il Mattino, Leggo) e il 2,00% di Il Sole 24 Ore SpA”.

“Sarà per questo, prosegue il post, che oggi i giornali anziché parlare delle responsabilità della società Autostrade vanno a ripescare in modo infimo e ignobile un articolo del 2013 pubblicato da un ex portavoce espulso dal MoVimento e che non rappresentava la nostra linea ufficiale, ma solo la posizione di un comitato di cittadini che si erano fidati delle dichiarazioni ufficiali di Autostrade? Perché nessun giornale ricorda che la famiglia Benetton ha finanziato dei partiti con centinaia di migliaia di euro? Forse perché gli editori dei giornaloni non sono editori puri, ma fanno parte della stessa cricca di prenditori e politicanti che fanno il bello e il cattivo tempo in Italia da anni, fregandosene dei bisogni dei cittadini e pensando solo ai loro interessi privati, nonostante abbiano ricoperto ruoli di governo o di amministratori di società pubbliche o partecipate”.

“Stiamo scoperchiando tanti vasi di Pandora. Quello delle concessioni autostradali è il primo di una lunga serie. Chi pensa di poter continuare a lucrare sulla pelle degli italiani ha sbagliato governo. Non siamo come i nostri predecessori compiacenti con i potenti. Siamo totalmente e fermamente dalla parte del popolo italiano. È ora di presentare il conto a chi ha truffato gli italiani.
Glielo presenteremo noi così finalmente impareranno la lezione”, ha concluso il capo politico del M5S.

 

 

Il ministro dell’Interno Salvini, al termine del sopralluogo al ponte Morandi, ha assicurato che “entro fine anno tutti gli sfollati avranno un tetto” e che saranno “abbattute le case non sicure”.

Deciso e diretto anche oggi il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli, che già a caldo aveva annunciato l’intenzione di andare fino in fondo.

Così il ministro dei Trasporti su Twitter: “Desecreteremo integralmente tutti i contratti in essere con i concessionari #autostrade e li pubblicheremo sul sito del @mitgov. Inoltre con il Governo del cambiamento non ci saranno più convenzioni che avvantaggiano i gestori privati a discapito dello Stato”.

 

 

Autostrade per l’Italia ostenta tranquillità e si dice “fiduciosa di poter dimostrare di aver sempre correttamente adempiuto ai propri obblighi di concessionario, nell’ambito del contraddittorio previsto dalle regole contrattuali che si svolgerà nei prossimi mesi”.

La società già stamattina aveva fatto sapere che il viadotto “era monitorato dalle strutture tecniche della Direzione di Tronco di Genova con cadenza trimestrale secondo le prescrizioni di legge e con verifiche aggiuntive realizzate mediante apparecchiature altamente specialistiche”.

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