La vicenda della mamma di Biella allontanata dall’ufficio postale riapre il dibattito: allattare in pubblico è o meno un diritto? Se in altre nazioni esistono leggi, più o meno recenti, che espressamente lo tutelano, in Italia non c’è alcuna norma al riguardo, né pro né contro.

Le ‘Poste Italiane’ si sono subito scusate per l’accaduto, ribadendo che negli uffici postali non è vietato allattare. Ora vorremmo evitare un linciaggio nei confronti dello sventurato direttore delle Poste di Biella anche se ha sbagliato. E’ un problema però di tutta la nostra società la fatica a capire che tutto ciò che non è apertamente vietato, è permesso: inutile quindi accanirsi sul comportamento di un singolo.

E’ facile trovare delle contraddizioni in una società dove non ci si scandalizza più se le donne sono poco vestite, ma soltanto quando lo sono troppo, come nel caso del famigerato ‘burqini’ (http://www.opinione-pubblica.com/burkini-bisogna-andare-oltre-la-facile-retorica/): si può spiegare però questo fatto coll’idea, tanto diffusa quanto malsana, dello ‘scontro di civiltà’.

Lascia però ancora più perplessi il fatto che una madre che allatta il proprio bambino possa risultare sconcia. Anche certi vestitini striminziti, che non lasciano proprio nulla all’immaginazione, sono valorizzati e considerati di moda ma allo stesso tempo, almeno da qualcuno, ritenuti riprovevoli ed osceni. Per fortuna, però, sono passati i tempi nei quali si metteva in dubbio il diritto di indossarli.

Se una scollatura vertiginosa oggi è più tollerata di un seno scoperto allo scopo di nutrire un figlio è perché viviamo in una società dove i desideri degli adulti contano più dei diritti dei bambini (http://www.opinione-pubblica.com/i-diritti-dei-bambini-siamo-sicuri-che-li-rispettiamo-davvero/).

Una donna che mette in bella mostra le sue grazie si confà alle logiche del mercato e della competizione: se è molto attraente sarà più richiesta delle altre e potrà scegliere quella che riterrà la migliore offerta. Sia chiaro: non c’è niente di male ed è un bene che oramai (quasi) nessuno faccia troppo la morale di fronte a questi comportamenti.

Invece è deplorevole che una madre che allatta scandalizzi. La domanda da porsi è allora: perché accade? Proviamo a rispondere: accade perché rappresenta la dimostrazione plastica dell’erroneità della sentenza di Adam Smith per la quale “non esistono pasti gratis”. Nelle società organizzate in senso tribale gli antropologi hanno spesso individuato due diverse economie operanti in parallelo: una basata sul dono, che si manifesta attraverso la solidarietà tra i membri della stessa tribù, ed una basata sulla razzia nei confronti delle tribù vicine.

Nella società capitalistica l’economia del secondo tipo prevale, non soltanto verso l’esterno ma anche all’interno, ciò indebolisce la coesione sociale e poi, come se ciò non bastasse, la progressiva erosione degli spazi di solidarietà acuisce questo squilibrio. Nonostante ciò l’economia del dono continua necessariamente ad esistere, poiché su di essa si basa la prosecuzione della specie: chi decide di mettere al mondo dei figli non fa di certo un ragionamento utilitaristico, visto e considerato che dovrà provvedere al loro sostentamento ancora per molti anni dopo la sua nascita.

Una madre che allatta è il simbolo vivente della generosità, perciò inquieta chi, obbediente ai dogmi della società attuale, non crede più alla possibilità del dono disinteressato.