CONDIVIDI
Disoccupazione femminile

Gentile Redazione,

sono una donna, una mamma, una moglie di 37 anni di Firenze, Italiana (lo preciso solo perché tagliata fuori da ogni aiuto o ammortizzatore sociale da parte dello Stato che, predilige sostentare gli extracomunitari). La mia è una lettera di sfogo più che altro, contro il totale disinteresse nei confronti di chi, come me, vorrebbe reinserirsi nel mondo del lavoro ma trova ogni portata sbarrata: per limiti di età, di presunta mancanza di professionalità, perché non libera da impegni familiari…

Insomma io non sono degna di lavorare! Nonostante il coraggio che a 30 anni non mi è mancato, di lasciare l’Italia per imparare l’inglese (armata di una sola valigia e via, all’avventura!), nonostante le mille disavventure capitate nella vita, fin da tenera età, nonostante i numerosi impieghi anche umili.

Faccio parte di quella generazione dei contratti a tempo determinato, a intermittenza, stagionali, voucher e pur non avendo certezza di uno stipendio, ho messo su famiglia con immensa gioia.

E ora, che vorrei contribuire al bilancio familiare per necessità ma anche per me stessa, mi viene detto CIAO CIAO! L’esperienza all’estero mi ha insegnato quanto bella sia la nostra cultura, il nostro paese, la nostra manualità ma ora che sono qui, odio le istituzioni, innamorate di loro stesse e piene di bramosia.

Ho accennato agli aiuti statali, tengo a precisare che la scelta di avere una famiglia è la mia e non pretendo che lo stato mi mantenga, gradirei semplicemente una maggior tutela. Cioè sto chiedendo di lavorare, non la luna!

Ho un diploma professionale alberghiero, settore nel quale ho lavorato dai 14 ai 23 anni continuativamente. Poi ho frequentato dei corsi di contabilità e svolto sempre mansioni di impiegata amministrativa. Ora, anche nelle agenzie interinali, mi sento dire che non sono qualificata per svolgere lavoro di ufficio (visto che siamo pieni di ragionieri neo diplomati). Bene, dico io, allora per quale tipo di mansione sono idonea?! A regola nessuna, neanche per le pulizie industriali (sono senza esperienza nell’utilizzo degli appositi macchinari), lo stesso dicasi per altre posizioni per le quali mi sono candidata: cassiera, commessa, operaia.

Mi sono rivolta a cooperative, dove mi avrebbero anche assunta, sennonché la paga oraria netta si aggira attorno ad € 4,75; facendo due conti con mio marito, ci siamo resi conto che mi conviene stare a casa… perché non copro i costi della benzina ma soprattutto del Nido per i bimbi.
Spero moltissimo di trovare impiego come collaboratrice domestica. Ho sempre disprezzato il lavoro a nero ma ho cambiato idea.

Vi ringrazio moltissimo per aver preso in considerazione la mia lettera e certamente ne autorizzo la pubblicazione, con la speranza che possa essere utile anche ad altri.

Vi ringrazio ancora per il Vostro operato.
Un caro saluto,
E. L.

UN COMMENTO

  1. Che dire ? Sante parole ! Io a 50 anni dopo che ho perso il lavoro non ho quasi più trovato niente se non nell’ambito della pulizie ( che va più che bene ) salvo per le poche ore che fai e mal pagato. E per racimolare due soldi ti tocca fare 2/3 lavori e anche lì richiedono esperienza ( ma de che )? Sono affranta è depressa . Che tristezza

Gentile Lettore, ogni commento agli articoli de l'Opinione Pubblica sarà sottoposto a moderazione prima di essere approvato. La preghiamo di non utilizzare alcun tipo di turpiloquio, non accendere flames e di mantenere un comportamento decoroso. Non saranno approvati commenti che abbiano lo scopo di denigrare l'autore dell'articolo o l'intero lavoro della Redazione. Per segnalazioni e refusi la preghiamo di rivolgersi al nostro indirizzo di posta elettronica: redazione@opinione-pubblica.com

LASCIA UN COMMENTO